<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094</id><updated>2012-02-17T05:04:12.138+01:00</updated><title type='text'>fabio pravettoni architetto</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>194</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-4091276032242605763</id><published>2011-12-11T13:54:00.004+01:00</published><updated>2011-12-11T14:10:57.418+01:00</updated><title type='text'>Degrado a Garbatola. Un paese sotto assedio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-kkC3YuhCWT0/TuSoadGMREI/AAAAAAAAApU/_556zwY3gBM/s1600/eroina.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 262px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-kkC3YuhCWT0/TuSoadGMREI/AAAAAAAAApU/_556zwY3gBM/s320/eroina.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684853802089071682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“[…] Oltre agli ambienti fatiscenti e pericolanti, mi lascia perplesso la mentalità piuttosto addormentata della gente, pur essendo tanto vicini alla Città. Anche l’Amministrazione Comunale si disinteressa della frazione […]. Un insediamento umano di 1600 abitanti con strade senza luce elettrica, non asfaltate, senza posta, con un armadietto farmaceutico, con la banca aperta due mattine è un fatto difficile da capire. Molti giovani hanno sbagliato l’indirizzo di studio, scegliendo una strada che certamente non offre sbocchi lavorativi […]. Anche in loro sussiste una specie di complesso di inferiorità, di pessimismo, per cui ritengono che in paese non posso cambiare nulla. Mancando le strutture e in un ambiente dalle acque stagnanti la droga è di casa. Parecchi sono i tossicodipendenti e non mancano gli spacciatori”.&lt;br /&gt;(Garbatola, 1984)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici dopo tanto tempo torno a scrivere su questo blog. L’avevo lasciato alle scorse elezioni municipali, quando insieme a un gruppo di pazzi abbiamo provato a dire qualcosa, a svegliare dal torpore i nostri concittadini. Mi sono fermato qualche mese e ora sono deciso più che mai a riprendere e a continuare.&lt;br /&gt;Ricomincio da dove ci siamo lasciati, cioè dalla quotidianità di un paesello di periferia, nella galassia Altomilanese, a pochi chilometri da quello che mai sarà l’Expo 2015 e a pochi chilometri da Milano. Proverò come al solito, perché è il mio lavoro oltre che la mia passione, a mettere sul tavolo un problema e poi a cercare di capire se una soluzione possibile può passare dall’architettura, dall’urbanistica, dalla progettazione.&lt;br /&gt;Così ho scelto di aprire con le parole di un sacerdote che si trovò quasi per caso nel 1984 a gestire una soluzione difficile come quella attuale. Purtroppo ancora oggi, dopo quasi trent’anni, quelle parole risuonano e rimbombano più vive che mai.&lt;br /&gt;Due anni fa denunciai ai carabinieri delle stazioni vicine di Parabiago e Lainate, e alle relative amministrazioni comunali, la presenza costante di spacciatori nei boschi che circondano Garbatola. Si sa dove sono, a che ora sono presenti, chi sono gli avventori. Basta andare a fare jogging, o a camminare, nei campi limitrofi al paese e facilmente si riesce a ricreare una mappa precisa dello spaccio e del consumo. Di recente, poi, tutta una serie impressionante di furti sta assediando il borgo e quasi tutte le villette del paese sono state “visitate”. Si muovono al buio, dalle 18 in avanti, saltano da un muro all’altro senza passare dalle strade, scavalcando i confini delle villette stesse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un fatto nuovo? Purtroppo no, e basta rileggere le parole di quel sacerdote santo per capirlo. Per qualche anno, per un paio di decenni, la situazione è decisamente migliorata, ora di nuovo il buio. Cosa fare? Bisogna davvero chiudersi in casa, reagire con la forza, sprangare gli usci e le finestre e magari armarsi o c’è un altro modo? Ci porterebbe davvero lontano la reazione americana, da far west, al problema?&lt;br /&gt;Alla metà degli anni ’80 la soluzione fu sociale (fu la Chiesa a caricarsi sulle spalle le mancanze dell'Amministrazione) e architettonica. La parrocchia demolì i vecchi ambienti e costruì un nuovo oratorio, un nuovo campo da basket, un nuovo salone teatro, quindi organizzò tornei, feste e centri estivi, e la situazione migliorò. &lt;br /&gt;A distanza di trent’anni, tuttavia, ci siamo di nuovo. Il centro del paese si è svuotato, i negozi hanno chiuso quasi tutti, le corti prima abitate da vecchie signore ora sono vuote e fatiscenti. L’unica pizzeria d’asporto fa fatica a restare aperta perché gli abitanti sono pochi e dalle 18.00 in avanti quasi nessuno esce di casa. Il martedì, poi, quando è chiuso il bar, beh sembra di essere nel far west. Solo gatti e gente che si muove nell'ombra. Gli abitanti si muovono solo in auto, i marciapiedi non esistono. La piazza è la stessa di quegli anni, non è mai stata pedonalizzata, ed è invecchiata e  quindi è più fatiscente di prima. Quanto ho scritto di quella piazza in questi anni e che risultati abbiamo ottenuto? Un concorso al quale ovviamente ho partecipato, con un gruppo di amici del paese, e con l’ex sindaco (anche proprio per dare un segnale importate di condivisione – dato che per anni abbiamo militato su sponde politiche opposte), per cercare da dentro di dare una risposta e al quale sono arrivato ultimo per “scarsa conoscenza del territorio”!!! Ma vi rendete conto? “Mancando le strutture e in un ambiente dalle acque stagnanti la droga è di casa”. Forza svegliamoci, reagiamo, scriviamo, urliamo il nostro sdegno!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-4091276032242605763?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/4091276032242605763/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=4091276032242605763' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4091276032242605763'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4091276032242605763'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2011/12/degrado-garbatola-un-paese-sotto.html' title='Degrado a Garbatola. Un paese sotto assedio'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-kkC3YuhCWT0/TuSoadGMREI/AAAAAAAAApU/_556zwY3gBM/s72-c/eroina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-7673943392883290059</id><published>2011-04-08T11:39:00.003+02:00</published><updated>2011-04-08T15:54:03.568+02:00</updated><title type='text'>Una proposta per la viabilità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-psPIAfRWFR8/TZ7YXNhd4MI/AAAAAAAAApI/qQGR14C8O4w/s1600/traffico_nella_rotonda.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-psPIAfRWFR8/TZ7YXNhd4MI/AAAAAAAAApI/qQGR14C8O4w/s320/traffico_nella_rotonda.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5593145680519356610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Di seguito trovate un piccolo pensiero sulla viabilità dei nostri paesi, in generale, con ovviamente con qualche richiamo alla viabilità nervianese. In tempo di elezioni e di proclami chissa' che alcune cose si possano condividere davvero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di parlare di viabilità in modo più o meno creativo, rivoluzionario, innovativo, sempre che si possa parlare di innovazione in campo viabilistico, bisogna avere presente un concetto fondamentale: i nostri paesi hanno una struttura centrale antica che da secoli è pressoché congelata, una struttura che almeno a partire dal XVI secolo è rimasta sempre la stessa. Basta infatti consultare velocemente le carte storiche del ‘500, del ‘600 o del ‘700 per comprendere come il sistema viario centrale, non solo il disegno planimetrico delle vie, ma anche il calibro delle strade siano rimasti sostanzialmente gli stessi. È evidente quindi come una struttura viaria concepita per i contadini e gli artigiani che abitavano il borgo, per qualche carretto, qualche animale e per il passaggio di una o due carrozze al giorno non possa reggere oggi l’assedio di centinaia e centinaia di automobili, furgoncini, suv, camion, ogni ora.&lt;br /&gt;Troppo spesso nei nostri paesi stante la mancanza di piste ciclabili, di marciapiedi, o generalmente di una moderna cultura ciclopedonale, si ricorre all’uso all’automobile per ogni cosa: per spostarsi da casa verso i servizi ai cittadini, da casa al bar, a scuola, alla palestra, ecc, e quel che è gravissimo è che lo si fa anche per percorsi inferiori ai 500 m! Questo fenomeno è ancora più grave ed evidente nelle frazioni, dove troppo spesso per andare da Villanova a Garbatola (meno di 500 m) o per andare in chiesa la domenica si ricorre all’uso dell’auto. È evidente quindi che i problemi legati alla viabilità di un paese grande ma antico e fragile come Nerviano, se si vuole contemporanemante mantenere la memoria del centro storico e insieme garantire scorrevolezza nelle zone periferiche sono problemi di nuovo da e prendere in considerazione separatamente: da un lato quindi è il problema strutturale del sistema di circolazione interno ai borghi antichi, dall’altro quello delle infrastrutture di circolazione esterna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel primo caso noi pensiamo che si debba progressivamente approdare a una cultura ciclopedonale matura, incentivando l’uso della bicicletta, la riduzione del traffico veicolare è sempre infatti direttamente proporzionale all’agevolazione del transito di biciclette e di pedoni. Bisognerà quindi lavorare in simbiosi e in collaborazione con le scuole e con le associazioni presenti sul territorio, insegnando la cultura della bicicletta, disegnando piste ciclabili, mettendo in sicurezza le strade, realizzando depositi appositi per le biciclette alle fermate degli autobus (completamente assenti), nei pressi dei cimiteri (da potenziare), presso le scuole e le sedi municipali. Per disincentivare l’uso dell’automobile, nei sistemi viabilistici centrali, non è necessario impedire del tutto il transito veicolare, si potrebbero da un lato sperimentare un nuovo sistema di vie a senso unico, come nelle frazioni, e insieme provare a realizzare la zona 30 km/h, come negli altri paesi europei, integrando percorsi pedonali e ciclabili, che lo stesso PGT vigente prevede, e approdare per gradi a una situazione diversa, più matura (come a Ferrara, modello italiano per eccellenza, o in molti paesi e città virtuosi). Nel caso invece della circolazione esterna certamente molte cose sono previste dal PGT si tratta pertanto di operare muovendosi su una doppia linea di governo: da un lato cercando di attuare le previsioni di PGT, che porteranno a decongestionare alcune situazioni al collasso, come avviare le sperimentazioni dei sensi unici in via Roma e viale Villoresi, o decongestionare il sistema di via Giovanni XXIII o via XX Settembre, tra le più congestionate, dall’altro bisogna cercare soluzioni alternative, come la trasformazione di strade poderali in mini tangenziali (ancora esistenti soprattutto a Garbatola e S.Ilario).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In generale crediamo che la questione viabilistica, posti alcuni paletti come quelli sopradescritti, paletti entro i quali è indispensabile muoversi, sia una di quelle questioni da affrontare insieme alla cittadinanza, cercando il più ampio consenso possibile attraverso assemblee pubbliche, ma anche attraverso sondaggi, questionari aperti e chiusi, indagini conoscitive personali, ecc.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-7673943392883290059?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/7673943392883290059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=7673943392883290059' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/7673943392883290059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/7673943392883290059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2011/04/una-proposta-per-la-viabilita.html' title='Una proposta per la viabilità'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-psPIAfRWFR8/TZ7YXNhd4MI/AAAAAAAAApI/qQGR14C8O4w/s72-c/traffico_nella_rotonda.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-3076940731972365107</id><published>2011-04-04T10:00:00.005+02:00</published><updated>2011-04-04T18:07:29.371+02:00</updated><title type='text'>Una proposta per gli uffici tecnici</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-RBH9s2TJv5I/TZl7Nr4p4hI/AAAAAAAAApA/BUFeWhQGKHw/s1600/ufficiotecnico.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 235px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-RBH9s2TJv5I/TZl7Nr4p4hI/AAAAAAAAApA/BUFeWhQGKHw/s320/ufficiotecnico.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591635887406047762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da più punti di vista quello che tutti, cittadini, imprese, associazioni, chiedono alle pubbliche amministrazioni è snellire le procedure. In un mondo così diverso da quello del primo dopoguerra, nell’era della comunicazione veloce di internet al posto di fax e raccomandate, dei talk show al posto dei comizi, del telefonino portatile che ti raggiunge ovunque al posto del telefono fisso al bar del paese e della cabina a gettoni, mentre cioè tutto cambia e i rapporti si velocizzano all’impossibile, con il problema della tenuta degli stessi ma ne parleremo un’altra volta, il rapporto tra i cittadini e le amministrazioni pubbliche è sempre quello e il processo di snellimento invocato da tutti i politici si scontra sempre inesorabilmente con le altre mille leggi precedenti mai abrogate, con il retropensiero di alcuni tecnici, con la prassi amministrativa, ecc. E allora capita che le comunicazioni – non mi riferisco a Nerviano o solo a Nerviano – tra tecnici e Comune siano legate alla presenza di un fax: o un tecnico ha un fax – praticamente inutilizzato tutto l’anno – altrimenti le comunicazioni ufficiali non possono arrivare altro che non via posta – con conseguente spreco di soldi tempo ecc –. E la posta certificata? Non ci hanno obbligato ad avercela entro una data fissata altrimenti non avremmo potuto... Niente, quasi sempre la risposta è quella: “mi spiace non l’abbiamo...”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni – per fortuna sono riuscito a prendermi due giorni di vacanza – ho pensato a come potere snellire, in seguito a una quasi impossibile vittoria elettorale del gruppo con cui ho accettato di collaborare, l’apparato e i servizi tecnici edili comunali. &lt;br /&gt;Intanto è fondamentale la presenza di un assessore che sappia prendersi responsabilità – Nerviano in questi ultimi 5 anni non ha avuto un assessore all’edilizia! –, una figura che sappia dialogare con i tecnici non lasciando loro troppe responsabilità, altrimenti si rischia giustamente di cadere nell’applicazione pedissequa della norma, ed essendoci mille norme spesso contrastanti capirete che si rischia l’attuale paralisi. Poi in secondo luogo si potrebbero cancellare alcuni regolamenti, come il regolamento locale di igiene; mi chiedo esiste già un regolamento che è quello regionale, quello lombardo è già iper restrittivo, che senso ha allora farne un altro comunale ancora più restrittivo? Magenta non ne ha uno, Monza non ne ha uno, per citare due casi che ho conosciuto recentemente, entrambe si riferiscono a quello regionale. Si potrebbero togliere anche altre piccole norme, sia per le zone di espansione che per le aree storiche: l’uomo è fatto per la legge o la legge per l’uomo? A fronte di questa semplificazione bisognerebbe, per contro, dare molto più peso a Commissioni Architettoniche, commissioni in cui il peso del tecnico comunale dev'essere praticamente nullo e dove si dovrebbero giudicare solo la composizione e l’estetica dei progetti. Proprio ieri tornando dall’Alto Adige notavamo la differenza tra quella provincia e quella di Trento: nella prima edifici moderni, con tetto o senza tetto, con portici o senza portici, ma sempre edifici moderni, nella seconda spesso si cade in approcci vernacolari e tradizionalistoidi. Perchè? Anche da noi è così: il moderno non esiste, di post moderno non ne parliamo, di nuove tendenze nemmeno l’ombra. E allora perché non avviare una fase diversa, perché non dare grossi incentivi e deroghe, di superficie, volumetria, ecc – ecco magari non di altezza, così i fan del normare tutto sono contenti –, a chi produce un costruisce in modo moderno – e che sia moderno o meno lo potrebbe giudicare quella commissione di esterni, di dottori, di ricercatori, posto che poi lo vedrebbero tutti – e per contro invece cercando di fermare chi invece persiste in una logica antistorica? Nerviano non sarebbe più un paesone più o meno tranquillo del nord milanese, ma un bel paesone antico sulle rive del fiume Olona con una sua forte spinta innovatrice al di fuori dal suo centro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi è infine poi un’ultima questione legata allo snellimento delle pratiche. Io penso che i tecnici comunali debbano essere completamente, o quasi, deresponsabilizzati e che tutta la responsabilità del costruito debba ricadere sui progettisti. Quest’idea tra l’altro sta’ proprio alla base della nuove e vecchie norme, dia, scia, ecc: l’architetto assevera, consegnando in comune un progetto, che entro 30 giorni si darà inizio ai lavori come indicato nel progetto. Cosa succede oggi a Nerviano? Succede che il controllo preventivo è totale. La dichiarazione di inizio attività è praticamente una richiesta di permesso, il tecnico o i tecnici la guardano, la sviscerano, spessissimo la fermano preventivamente, poi solo quando amministrativamente e normativamente, e loro giustamente non hanno responsabilità sul processo, allora si concede che si possa costruire. Controlli successivi? Zero. &lt;br /&gt;Perché invece non favorire e spingere fortemente verso un’inversione di tendenza: perché non snellire tutto e non controllare preventivamente quasi nulla – ho detto quasi – e non istituire il controllo in cantiere da parte dei tecnici come prassi? Il lunedì, il mercoledì e il venerdì mattino potrebbero essere dedicati al ricevere i tecnici – un giorno in più dei miseri due di oggi, e magari previo appuntamento telematico –, poi il martedì e il giovedì mattino dedicati alle visite, sopralluoghi inquisitori, in cantiere. Vi rendete conto di che portata avrebbe una rivoluzione del genere? Il lavoro del tecnico comunale in ufficio sarebbe minimo e invece sarebbe più importante il suo lavoro fuori. Sapete quanti abusi piccoli e grandi si eviterebbero! Per contro vi rendete conto di quanto si velocizzerebbe il processo edilizio e di come sarebbe tutto meno ipocrita! Un mese per un progetto, progetto che però viene seguito dal vivo anche da un tecnico comunale... Impossibile? Non penso proprio, credetemi è possibilissimo, basta volerlo...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-3076940731972365107?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/3076940731972365107/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=3076940731972365107' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/3076940731972365107'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/3076940731972365107'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2011/04/una-proposta-per-lufficio-tecnico.html' title='Una proposta per gli uffici tecnici'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-RBH9s2TJv5I/TZl7Nr4p4hI/AAAAAAAAApA/BUFeWhQGKHw/s72-c/ufficiotecnico.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-278830249704433542</id><published>2011-03-31T20:52:00.005+02:00</published><updated>2011-04-01T15:05:02.465+02:00</updated><title type='text'>Elezioni amministrative Nerviano 2011</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-4X9BHbI6Blg/TZTOWVGCgzI/AAAAAAAAAo4/uhYRnFjUSXA/s1600/pompa.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 210px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-4X9BHbI6Blg/TZTOWVGCgzI/AAAAAAAAAo4/uhYRnFjUSXA/s320/pompa.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5590319920488547122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima persona a cui ho voluto dirlo è un ex avversario in mille battaglie ora caro amico, una persona che stimo più di tantissimi altri amici, una persona come si diceva una volta tutta d’un pezzo, ma nel vero senso della parola, credetemi... Poi ci sono stati gli amici più vicini, e ora tutti voi. &lt;br /&gt;Da un po' di giorni collaboro con loro ma solo pochi giorni fa l'ho deciso: ho deciso di aiutare un amico in una battaglia impossibile, una di quelle battaglie che vale la pena di combattere proprio perché apparentemente perdenti in partenza! Ho deciso di aiutare Francesco Pompa nella sua campagna elettorale per le elezioni amministrative del prossimo maggio dando la disponibilità a diventare, eventualmente, suo assessore tecnico ai lavori pubblici, all’edilizia e alle frazioni.&lt;br /&gt;Una scelta facile? No per niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa mi ha spinto a compiere questa scelta? &lt;br /&gt;Di primo acchito direi l’amicizia e la stima, reciproca, che ho verso Francesco, ma sarebbe riduttivo rispetto i rischi che questa mia posizione porta con se. Per un professionista è certamente più facile stare nascosto, soprattutto in queste terre settentrionali dove con l’urbanistica si spostano centinaia di migliaia di euro; stare in disparte, come fanno quasi tutti, veicolare da dietro, spostare voti, indici – intesi come indici di edificabilità – tutto sarebbe più facile piuttosto che mettersi a nudo e dire io ci sto. Mettersi a nudo, infatti, vuol dire porgere il fianco a mille critiche, vuol dire crearsi mille nemici, vuol dire esser vulnerabili. Poi di colpo ho pensato alla candidatura di Boeri a Milano e ho preso coraggio. Perché no? Perché un architetto non può mettersi in prima persona? Perché stare dietro come tutti gli altri? Il candidato sindaco non avrei potuto farlo questa volta, troppo tempo rispetto il poco disponibile tra lavoro, studio, impegno sociale, ma la disponibilità ad aiutare da fuori perché no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi sono poi le questioni personali, di sentimento, che mi spingono ad aiutare una lista nata nella società civile, fuori dagli attuali partiti, nata tra gente impegnata nelle società sportive, negli oratori, nelle associazioni, certamente una lista che ha ben chiaro quali sono i suoi valori e qual’è la tradizione culturale dalla quale proviene, che cioè ha al suo interno molte persone vicine alle mie idee politiche e, perché no, altri, per contro, con esperienze diverse. Una lista cioè libera!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, se volete, ci sono poi questioni più di borgata, come il fatto che l’attuale amministrazione seppur vicina e molto vicina alle mie idee politiche non abbia mai, e dico mai, accolto le mie proposte, non abbia valorizzato i lavori svolti, le tesi effettuate all’università, i laboratori progettuali su Nerviano, le proposte progettuali su temi di prima importanza; poi gli attacchi personali quando fondammo i laboratori democratici cui partecipavano persone che volevano ricercare una via alternativa, sperimentale, nella galassia del centro sinistra; poi il non avere accettato una ricerca – gratuita – che ho condotto con alcuni studenti sulla piazza di Garbatola e sul borgo antico – vedi post sul concorso di piazza don Musazzi –, ricerca che ora è un libro in bozza, nel senso che questa amministrazione non ha in cinque anni trovato cinquemila euro da spendere per la sua pubblicazione, anzi ha speso i soldi che le precedenti amministrazioni avevano accantonato, ma ha trovato cinquemila euro per dieci minuti di spettacolo degli Harlem Globetrotters – e sarebbe una giunta di sinistra? –; poi gli attacchi e gli scontri tra questa amministrazione e i miei carissimi amici dell’ex Collettivo Oltre il ponte; poi la battaglia contro la legalizzazione di un reato tangentista; poi il fatto che per la prima volta un candidato sindaco sia uscito prima delle elezioni con la sua squadra di governo tutta! Insomma una serie di cose che mi hanno spinto a dire si a Francesco, a dirmi disponibile ad aiutarlo, a dire si a un progetto strano, assurdo, impossibile e per questo bellissimo!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-278830249704433542?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/278830249704433542/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=278830249704433542' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/278830249704433542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/278830249704433542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2011/03/elezioni-amministrative-nerviano-2011.html' title='Elezioni amministrative Nerviano 2011'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-4X9BHbI6Blg/TZTOWVGCgzI/AAAAAAAAAo4/uhYRnFjUSXA/s72-c/pompa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-1544001195019475866</id><published>2011-02-09T15:35:00.001+01:00</published><updated>2011-02-09T15:36:56.378+01:00</updated><title type='text'>W l'Italia del Bunga Bunga</title><content type='html'>E mentre in Italia esce Immaturi, film in parte divertente, in parte nostalgico che parla di una giovinezza passata che mai tornerà, nonostante il sogno che ognuno di noi ha dentro di rimanere giovane, di rifare il Liceo, ecc, beh in Spagna, nonostante la crisi economica, crisi che si riversa ovviamente anche sulla cultura e sulla ricerca, beh almeno in Spagna provano a fare appunto un poco di ricerca. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non se ne può proprio più di questa Italia attaccata alle polemiche, attaccata agli scontri di partito o agli scontri politici in generale; non se ne può più di questa Italia in perenne campagna elettorale dove però non si capisce chi sta da una parte, chi sta dall’altra, chi sta con i cittadini; non se ne può più di questa Italia mediocre che crede che un architetto, un pittore, uno scultore, un regista, un musicista, debbano per forza o esser appoggiati politicamente, o capire dove andare a parare prima di fare (se no ti dicono che sei un ingenuo o uno sprovveduto). Ma possibile? Possibile che non si capisca che un architetto, soprattutto un compositore, possa provare gioia semplicemente nell’atto di progettare, nel ragionare con altri amici (non sempre architetti ovviamente) di un luogo, per poi prendere una matita e un foglio giallo e iniziare a riversare quei ragionamenti sulla carta, insomma nel comporre un progetto, almeno quanto un musicista prova gioia nel comporre un’opera, o uno sculture una scultura? Possibile che non si capisca e si voglia trovare lo scoop ovunque (per poi ovviamente dare dei pirla ai poveri compositori se lo scoop non si trova)? &lt;br /&gt;È ovvio che sarebbe tanto meglio se si potesse arrivare alla fine del mese, economicamente si intente, con quei progetti, così come è altrettanto ovvio, che a fronte di cose meno interessanti, decisamente meno interessanti, più di routine (come una canzonetta per San Remo?) che si fanno per vivere, si cerca di farne altre per pura gioia, per mettersi alla prova, per Ricerca personale, o, perché no, per portare a compimento una Ricerca (pensate a provare a pensare alla gioia di un compositore musicale chiamato a lavorare, anche per un concorso fasullo, per fare l’inno del suo paese!). La cosa desolante, semmai, non è il fatto che un concorso sia finanziato o meno, che quel lavoro si farà o mai si farà, ecc, questo è connesso con al lavoro dei progettisti, la cosa desolante sta nel fatto che non si premi mai e poi mai la Ricerca. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora in Italia si premiano film come quello di Albanese (per altro interessante nella sua logica generale), o come abbiamo detto film come Immaturi, o altri che sondano le complesse relazioni sentimentali tra uomo e donna, tra fratelli e sorelle, tra mariti e amanti (film che trovano spazio in quasi tutti i multisala, mentre altri film, come Uomini di Dio, sono relegati in pochissime sale con pochissimi posti). Ma è ovvio, siamo l’Italia del Bunga Bunga, che cosa vogliamo pretendere se non film accomodanti, trasmissioni televisive o caciarone o di nuovo accomodanti e rilassanti, cosa possiamo pretendere se non musiche non troppo impegnate o progetti facili da capire e per giunta, ma questo non guasta mai, anche un poco conservatori?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-1544001195019475866?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/1544001195019475866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=1544001195019475866' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1544001195019475866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1544001195019475866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2011/02/litalia-del-bunga-bunga.html' title='W l&apos;Italia del Bunga Bunga'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-7976714535464059899</id><published>2011-02-09T15:06:00.000+01:00</published><updated>2011-02-09T15:06:48.099+01:00</updated><title type='text'>Blog - Trailer</title><content type='html'>&lt;iframe width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/QQj2pXikb4c?fs=1" frameborder="0" allowFullScreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-7976714535464059899?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/7976714535464059899/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=7976714535464059899' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/7976714535464059899'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/7976714535464059899'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2011/02/blog-trailer.html' title='Blog - Trailer'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/QQj2pXikb4c/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-5482489283958772581</id><published>2011-02-07T18:30:00.002+01:00</published><updated>2011-02-07T18:34:35.893+01:00</updated><title type='text'>Sul progetto della piazza di Garbatola</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TVAs76-D0JI/AAAAAAAAAow/N5V8e3j61n0/s1600/Piazza%2Banni%2B%252730.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 209px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TVAs76-D0JI/AAAAAAAAAow/N5V8e3j61n0/s320/Piazza%2Banni%2B%252730.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571002147010760850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DUNQUE...che gli architetti, o che il singolo Architetto, siano a modo loro degli illusi, dei sognatori, dei plasmatori, perché no dei servi di un committente, beh è un dato di fatto e non bisogna essere civici osservatori per saperlo. Basti pensare, su tutti, che l'architettura, il corpo dell'architettura, nella storia è composto all'80% di progetti e solo al 20% di realizzazioni. Poi, in questo corpo di progetti, c'è un buon 50% di progetti completamente inventati, astratti, futuribili, immaginabili, solo lontamente ipotizzabili e ideali. Qualche esempio? Quante città ideali sono state disegnate nel '400 e quante construite (ed era un periodo florido, ricco)? Sforzinda, la bellissima città ideale progettata da Filarete per Francesco Sforza era una Milano ideale, non era certo un progetto reale per Milano. Ma pensiamo anche alla piazza di Leonardo da Vinci per il Castello Sforzesco, o ai progetti di Bramante per il Vaticano, ai progetti rivoluzionari di Boulle, e via via fino ai tempi nostri, e fino alla miserrima piazzetta garbatolese.&lt;br /&gt;Ora il problema infatti è completamente un altro, almeno il problema affrontato in questo blog: non è un problema politico di fondi, quelli sono cazzi (oopps) di altri, qui si è parlato di architettura. Si è parlato di progetti miserabili riusciti vincitori senza cambiare nulla e di giurie non all'altezza (forse) del compito a loro assegnato. Che poi alla gente servano piste ciclabili, ospedali, scuole, palestre, o semplicemente un lavoro, quello è, di nuovo, super evidente e forse non bisogna essere così sensitivi per accorgersene, basta guardare i conti in banca della gente, le casse integrazioni, i diritti dei lavoratori che vengono continuamente cancellati (soprattutto negli ultimi anni di governo di questa destra rozza e reazionaria).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concordo invece con gli interventi e i commenti a questo blog sulla presa per il culo che spesso è parte intrinseca dei concorsi. O meglio, se l'Amministrazione avesse detto, in questo caso ma si puo’ certamente pensare ad altri casi simili (moltissimi purtroppo), "facciamo un concorso di idee per iniziare ad affrontare un problema dal punto di vista (appunto) ideale, senza ragionare sulla fattibilità, perché noi al 100% non lo faremo (a meno che veniamo rieletti, allora si vedrà)" beh allora non mi sarei scandalizzato. Invece è passata come l'idea che questo era un progetto vero, un'assegnazione di un incarico e non un semplice invito a presentare delle proposte!&lt;br /&gt;Vorrei riportare quindi la questione su quello che secondo me è il tema centrale, cioè il rapporto tra progetto e lo studio della storia di un luogo, storia con la quale secondo me un progetto ha il dovere, l’obbligo morale, di confrontarsi, e aggiungo che il progetto vincitore, come gli altri, hanno potuto usufruire, in questo caso studio, piu' o meno di un’indicazione della presenza di una chiesa antica, di un oratorio antico (spesso sbagliandosi e per quello spesso sono state riportate sulle tavole di progetto indicazioni sbagliate), grazie a una ricerca ancora in gran parte inedita, che il sottoscritto insieme ad alcuni studenti dell’Università politecnica di Milano ha condotto tre anni fa, e continua a condurre (dato che il Sindaco di Nerviano dopo avere promesso davanti a centinaia di persone che avrebbe finanziato la pubblicazione della stessa poi non l’ha mai fatto) e grazie alla proprietà che ha aperto le porte del fabbricato in questione. A questo punto possibile che il sottoscritto con altri amici siano arrivati penultimi con una motivazione basata sulla scarsa conoscenza dei luoghi? Sapete che l’allora capo ufficio ha chiesto al sottoscritto del materiale storico e cartografico da mettere a disposizione di tutti? E allora come ha fatto la giuria a dire quel progetto non conosce a sufficienza i luoghi o non è adatto (dopo anni di studio, oltre che di residenza, dato che conosco quella piazza e la frequento da circa 37 anni).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E in ultimo invece una cosa importante e fuori di polemica. Io credo davvero che il problema della piazza di Garbatola e il problema delle piazze antiche non sia il problema centrale delle città e dei suoi cittadini, ma credo altresì che sia uno dei problemi più importanti di una comunità, è un problema di identità. Riqualificare una piazza non vuol dire solo fare una cattedrale nel deserto (come si sente spesso dire), è ovvio che Milano ha bisogno di mille servizi, da quelli sociali ai trasporti pubblici ecc, ma è altrettanto ovvio che fare un progetto per il centro di Milano vuol dire confrontarsi con la sua stratigrafia, con la sua storia, vuol dire ridare senso, gioa, volto, memoria a una città, o come in questo caso a in piccolo paese. Riprogettare una piazza non vuol dire, solo, sistemare alla bene e meglio una parte ci città e renderla vivibile, con piante e panchine, ecc, vuol dire dare il la a una serie di operazioni che poi i privati dovranno iniziare a fare, vuol dire parlare al cuore dei cittadini, vuol dire capire e parlare con i nostri antenati, vuol dire compiere un atto di fede, vuol dire capire la nostra storia antica e perché no ripensarla conservandone per sempre la memoria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-5482489283958772581?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/5482489283958772581/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=5482489283958772581' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/5482489283958772581'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/5482489283958772581'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2011/02/sul-progetto-della-piazza-di-garbatola.html' title='Sul progetto della piazza di Garbatola'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TVAs76-D0JI/AAAAAAAAAow/N5V8e3j61n0/s72-c/Piazza%2Banni%2B%252730.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-89856036572039943</id><published>2011-02-07T09:41:00.001+01:00</published><updated>2011-02-07T09:44:19.917+01:00</updated><title type='text'>Concorso per il centro di Garbatola (ricevo e pubblico)</title><content type='html'>Ricevo e pubblico volentieri questa lettera in merito al concorso in oggetto e più in generale in merito ai concorsi e alla difficile situazione politica italiana, che di fatto si riversa anche sui concorsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro collega,&lt;br /&gt;ho avuto recentemente occasione di leggere quanto pubblicato sul suo blog, che ho trovato ben articolato, in merito al concorso in  oggetto ed alla sua proposta progettuale. Mi limito ad alcune  osservazioni: avendo partecipato, posso confermarle la personale  delusione sull'esito del concorso. Condivido infatti largamente i  rilievi e le sue riflessioni che trovo puntuali ma che si  potrebbero allargare, in buona misura, a molti concorsi con questa  tipologia, che trovo corretta sul piano metodologico e partecipativo  (oltre che economico per un'amministrazione comunale non certo per i  concorrenti), ma che ha sempre avuto un suo oggettivo limite nella  individuazione dei componenti la Commissione. Ad esempio ho avuto modo di evidenziare il fatto che la Commissione non aveva conoscenza dei regolamenti locali che disciplinano tassativamente l'impiego di  certi materiali nelle aree e centri storici (la Commissione ha infatti palesemente omesso di svolgere tale compito). Altro limite sta nella attribuzione dei punteggi e nella individuazione dei criteri di valutazione (altro esempio è la discutibile assegnazione di punteggi sull'attendibilità dei computi estimativi oltre al fatto che la Commissione ha poi attribuito in modo assai opinabile i relativi pesi). Aspetti questi che sono spesso determinanti al fine  dell'individuazione delle proposte migliori. Resta il fatto che l'Amministrazione è in possesso di soluzioni progettuali che, indipendentemente dal giudizio più o meno favorevole di alcuni colleghi, possono essere riconsiderate e riprese nell'interesse e con la partecipazione diretta della propria comunità (compito  sicuramente difficile ma obbligato soprattutto in queste realtà  locali) e che doverosamente dovrebbe  utilizzare in modo appropriato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cordiali saluti.&lt;br /&gt;Arch. Giuseppe Caimmi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-89856036572039943?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/89856036572039943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=89856036572039943' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/89856036572039943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/89856036572039943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2011/02/concorso-per-il-centro-di-garbatola.html' title='Concorso per il centro di Garbatola (ricevo e pubblico)'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-6153249987910383693</id><published>2011-01-27T17:55:00.001+01:00</published><updated>2011-01-27T17:56:16.188+01:00</updated><title type='text'>PD e PDL: due facce della stessa medaglia...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TUGjqQMKOAI/AAAAAAAAAok/eCbpipXfTEg/s1600/due-facce-della-stessa-medaglia.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TUGjqQMKOAI/AAAAAAAAAok/eCbpipXfTEg/s320/due-facce-della-stessa-medaglia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5566910560702445570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono giorni molto difficili per questa nostra Repubblica. Sono i giorni del Rubygate, delle intercettazioni, degli attacchi ai magistrati, delle smentite, dei chiassosi silenzi a cui assistiamo ogni giorno, dal mattino alla sera, in televisione e sui giornali. Sono i giorni finali di un epoca? Non lo so, fatto sta che sono giorni in cui risulta persino difficile appassionarsi alla politica nazionale e diventa addirittura ripugnante scrivere di politica.&lt;br /&gt;Vorrei tuttavia sottoporvi questa mia riflessione a cui medito da qualche giorno. Possibile non avere la forza di ribaltare la situazione nemmeno ora, dove sono i leader della sinistra italiana, a litigare sulle candidature napoletane? Non ci posso credere...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, non ci credo, non può essere così facile, non può essere che sia solo colpa o merito del controllo totale dei mass media da parte del PDL e di Berlusconi. Proviamo insieme a fare un ragionamento, anche un ragionamento semplice e rozzo. Chi sta dietro alle maggiori banche italiane? Il PD. E chi si è schierato con Marchionne, cioè con FIAT, da molto tempo? Il PD. E è vero o no che anche Confindustria sembra si sia avvicinata molto alle posizioni del PD (o viceversa?). Per contro il PDL controlla le televisioni, buona parte dell’editoria, le maggiori regioni produttive italiane (dove operano le banche di cui sopra). E allora com’è possibile che non si assista a un vero cambio ma a questo triste teatro?&lt;br /&gt;Scusate ma anche il nome dei due maggiori gruppi politici italiani, PD e PDL: possibile che siamo tutti così rincoglioniti? Anche il nome è uguale, solo una “L” li distingue...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Com’è possibile che in un momento così drammatico l’opposizione non riesca a ribaltare, nel vero senso della parola, il governo? Fanno così paura gli Alfano, i Tvemonti, o il povero Bossi? Sinceramente ho paura a dirlo e a scriverlo ma ho davvero paura che ci stiano prendendo tutti in giro e che sotto, sotto la scorza della politica spettacolo, nei gironi economico bancari, ci sia un accordo, un accordo di potere, un accordo di spartizione. Non un accordo tra quei derelitti e poveri parlamentari che si vedono ogni giorno in tv, poveri si fa per dire dato i loro lauti stipendi (che paghiamo noi), un accordo vero, sommerso, profondo e antico, un accordo di potere, un accordo scaturito dalla fine della prima repubblica, dalle ceneri della divisione in blocchi del mondo, e della politica italiana, un accordo cioè sul quale si regge, Berlusconi e Ruby a parte, questa triste e immeritocratica seconda repubblica. Il nord a voi, il sud a noi; le banche a voi, l’editoria a noi; e l’industria? A chi volete purché non finisca nelle mani dei lavoratori. Possibile che tutti i vari leader del PD una volta arrivati nelle stanze della segreteria si sciolgano come neve al sole? Che fine ha fatto il riformismo pacato di Prodi? E quello carismatico e innovativo, ma anche plebiscitario, di Veltroni? E Vendola? Si farà schiacciare anche lui? Non ci credo che sia tutta colpa di Bruno Vespa, di Mannheimer, o di Emilio Fede, ragazzi stiamo scherzando di Emilio Fede? Uno che a ottant’anni prima va in tv e poi ai Bunga Bunga! Possibile che nella galassia post comunista, nella galassia intellettuale, giovanile, ecc, nessuno, dico nessuno, sia in grado di andare davanti alla gente e ribaltare la situazione? Possibile farsi metter sotto dalla Santanché? (beh...). Perché le due volte che è andato al potere il centrosinistra, dalla fine della prima repubblica, non sono riusciti a varare una legge sul conflitto di interessi? Una legge chiesta, e dico chiesta da anni, dall’Europa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapete, secondo me, chi ha perso veramente in questi anni? I veri sconfitti da questo scontro/accordo nato ormai vent’anni fa siamo noi, una generazione, la mia generazione, questa nostra late modern generation, la generazione di chi o sta con il potere, con i draghi, come la Minetti o il figlio di Bossi, per dire nomi eclatanti a modo loro, e allora accede alle anticamere, ai corridoi, alle dependance, delle stanze dei bottoni, o sta contro il potere, e allora non ha diritto né di parola, né di carriera, non trova nemmeno cinquemila euro, non cinquecentomila, per stampare un libro (mentre vengono sperperati milioni e milioni di euro, anche nei piccoli comuni). Certo chi si oppone non viene eliminato, come in nelle vecchie dittature, viene messo in un angolo, magari anche coccolato, come si fa con i figli per tenerli buoni, ma inesorabilmente e immancabilmente non viene ascoltato. E per questo voglio gridare basta. Voglio gridare a tutti, ciascuno a suoi modo, che è tempo di muoversi, di unirsi: in università contro il sistema baronale, al lavoro, per i diritti, nei piccoli centri contro i partiti schiavi del sistema. Create liste civiche che spariglino le carte, raccogliete firme, fatevi sentire. Fate la guerriglia, la guerriglia moderna, partigiana come quella antica ma insieme diversa e moderna. Tra poco ci sono le elezioni e che siate di destra o sinistra, del Milan o dell’Inter, incontratevi, parlatevi, fate circolare nuove idee anche con mezzi antichi, fogli fotocopiati, incontri, gazebi, rivoluzionate gli schemi attuali che ci ingabbiano tra destra e sinistra. Sono schemi superati! Sono schemi vecchi! Possibile credere in questi schemi alla luce di quello che sta accadendo? Unite gente esperta a gente meno esperta, liberi cittadini a ex politici sani, leghisti a comunisti, unitevi su cose vere come il rispetto dell’altro (oggi è il giorno della memoria, del debole, del diverso, dell’affranto). Scompaginate, sparigliate, dividete, solo così l’impero inizierà a tremare, e come ha sempre fatto tremerà, e per difendersi verrà alla luce.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-6153249987910383693?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/6153249987910383693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=6153249987910383693' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/6153249987910383693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/6153249987910383693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2011/01/pd-e-pdl-due-facce-della-stessa.html' title='PD e PDL: due facce della stessa medaglia...'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TUGjqQMKOAI/AAAAAAAAAok/eCbpipXfTEg/s72-c/due-facce-della-stessa-medaglia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-1581677783056113409</id><published>2010-12-07T16:18:00.001+01:00</published><updated>2010-12-07T16:26:52.506+01:00</updated><title type='text'>Un pensiero sullo stato e la chiesa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TP5SK5dJIbI/AAAAAAAAAoY/mGbVvQ35dls/s1600/imagenews.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TP5SK5dJIbI/AAAAAAAAAoY/mGbVvQ35dls/s320/imagenews.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547962138142253490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono anni difficili, anni in cui una classe dirigente vecchia, non solo anagraficamente, stenta a lasciare il potere che ha consolidato attorno ad essa, in tutti i campi, dalle Amministrazioni pubbliche alle Università alle strutture private. Anni in cui la famiglia, unico motore e unico fattore reale che ci sta tenendo fuori dalla porta la crisi economica che ha già coinvolto Grecia, Portogallo, Irlanda, è in crisi. Anni in cui i giovani anno paura di fare figli, di sposarsi, anni in cui i figli guadagnano meno dei padri. Anni in cui i politici non fanno altro che litigare in televisione senza mai, ma dico mai, legiferare e governare. Sono anni in cui i vari Alfano, La Russa, Rutelli, Bindi, Letta, ecc, ecc, sembrano più preoccupati di curare la loro immagine, intesa in senso molto largo, negli studi televisivi piuttosto che fare il loro dovere di legislatori, di controllori, di parlamentari, di amministratori. Sono gli anni in cui il cardinal Martini o il cardinal Tettamanzi vengono definiti rossi perché dicono loro cose più di sinistra, o di buon senso, che non i politici, a tutti i livelli soprattutto quelli di sinistra – che dovrebbero invece non avere paura di dire le cose che dicono i cardinali milanesi –.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio di questo vorrei in questo giorno di S. Ambrogio trattare oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è la prima volta che accade e non sarà nemmeno l’ultima: in Italia, ma diciamo pure in Europa occidentale, la Chiesa non è vero che invade il campo, e lo dice uno di sinistra che da tempo, ormai non so quanto, vota sempre più a sinistra – tanto si sta trasformando e sta andando verso una moderatismo schifoso e ripugnante la sinistra italiana nata dalle macerie del PCI –, finiamola con queste palle! La Chiesa non invade il campo, la Chiesa occupa un vuoto, il vuoto politico lasciato da questa inutile e arrogante classe politica, di quarantenni arrivisti e inutili e di sessantenni attaccati alla poltrona.&lt;br /&gt;Non è la prima volta che accade, dicevo. Citerò due, tra i tanti, esempi illustri, esempi milanesi, l’esempio di due vescovi: Ambrogio e Carlo Borromeo. &lt;br /&gt;Ambrogio venne eletto vescovo in un momento di grande crisi, in cui l’imperatore, che risiedeva a Milano, era incapace di governare la città e le tensioni che in essa si scatenavano. Con la sua sapienza il presule riempì uno spazio, un vuoto. E con la sua presenza e la sua forza giunse persino a condannare l’imperatore che a Ravenna aveva compiuto un eccidio incredibile. In altri tempi e con altre persone, con altri politici, più forti, da un lato e con altre figure ecclesiastiche dall’altro, quella condanna non avrebbe portato a niente – sono i primi anni del cristianesimo non sono di certo gli anni della Chiesa potente e militare – e invece l’imperatore tornò in ginocchio davanti al vescovo, riconobbe la sua superiorità e solo così continuò a governare. Badate bene che, ripeto, Ambrogio si limitò a denunciare una strage di innocenti, non disse niente di assurdo o di sconvolgente. Semplicemente la classe politica di quel tempo, impersonificata in questo mio dall’imperatore, era tanto corrotta da non capire che uccidere migliaia di innocenti in uno stadio solo per sedare una piccola rivolta cittadina era una cosa gravissima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carlo Borromeo invece giunse a Milano in anni in cui la situazione economica, politica e morale era incredibilmente degradata. La classe politica milanese dopo la sconfitta sforzesca non si era ancora ripresa e da circa cinquant’anni non riusciva letteralmente ad amministrare la città e il Ducato – un decreto dell’imperatore sancì anche la totale dipendenza del Ducato dal volere imperiale, cancellando anni di lotte indipendentiste –. I governatori e i militari imperiali, spagnoli, erano poi troppo intenti a mantenere il loro ruolo e il loro prestigio e spesso erano anche in combutta con le famiglie aristocratiche locali. In questo quadro un uomo piccolo ma duro e severo, intransigente, letteralmente ribaltò la città e il Ducato trasformandolo completamente e attuando una vera e propria riforma morale e urbanistica. Mi chiedo era Carlo che invadeva o erano gli amministratori che non erano capaci di amministrare? – pensate che solo pochi anni prima furono invece le truppe imperiali a invadere Roma, che per la seconda volta nella sua storia millenaria veniva violata –.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi verrebbe da dire che anche nel mio borgo di recente fu un parroco intelligente e intransigente a portare alla ribalta temi come quello della casa, che l’allora amministrazione non riusciva nemmeno ad affrontare, ma invece, nel giorno di S.Ambrogio, volevo ringraziare il cardinal Dionigi Tettamanzi per la parole che ha usato ieri nel messaggio alla città. Ieri infatti mentre ricordava agli auttuali amministratori l’importanza del dialogo multiculturale, in una città che sempre più odia e sempre meno accoglie, mentre ricordava quanta fatica facciano, stante anche gli ultimi tagli statali, le associazioni no-profit e quanto bene, per contro, esse facciano occupandosi di cose di cui le amministrazioni stesse non si occupano, è arrivato anche a parlare di piani regolatori e PGT. &lt;br /&gt;Già! Ora che un cardinale parli di urbanistica non fa sorridere, fa piangere. Da architetto e da uomo di sinistra dovrei incazzarmi per questa invasione di campo o dovrei incazzarmi perché i politici e gli architetti non sono capaci di avere un’uguale attenzione, oggi indispensabile, verso le cose, verso la situazione economica, famigliare, ecc, di chi amministrano? Forse il cardinale, e il suo staff, la Chiesa, parlano di più con la gente e stanno di più in mezzo alla gente? Ma che razza di politici abbiamo, di destra e di sinistra, se a nessuno viene in mente che oggi non servono altre carte e altra burocrazia – il piano di Nerviano è fatto da non so quante carte, spesso inutili –, carte di analisi, carte di controanalisi, carte di progetti che mai si realizzeranno, ecc, bisogna fare solamente una carta dei cantieri sociali, dei movimenti. Una carta dei cantieri delle persone che lavorano per gli altri, per gli immigrati, per i poveri, di questo ha bisogno Milano, “di questo hanno bisogno le nostre città non di fare nuove carte di PGT” (card. Dionigi Tettamanzi, 6/12/10 ore 18:45). Una carta cioè dove vengano riportate tutte le associazioni che operano sul territorio, una carta che ricordi agli amministratori l’importanza del dialogo non solo in chiave elettorale con le associazioni stesse o i gruppi di volontariato sociale, che ricordi agli Amministratori di ascoltare quali sono le loro esigenze, le esigenze di chi è a contatto con la gente e non con la burocrazia – non di mettere concerti il giorno in cui una di queste fa un concerto...che ovviamente è più partecipato, perché più sentito, del primo –.&lt;br /&gt;Da qui si può e si deve ripartire, io credo che un programma per le prossime elezioni amministrative sia facilissimo da fare, basta far parlare chi opera davvero sul territorio...senza inventarsi nulla!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-1581677783056113409?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/1581677783056113409/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=1581677783056113409' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1581677783056113409'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1581677783056113409'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2010/12/un-pensiero-sullo-stato-e-la-chiesa.html' title='Un pensiero sullo stato e la chiesa'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TP5SK5dJIbI/AAAAAAAAAoY/mGbVvQ35dls/s72-c/imagenews.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-4866729956134884187</id><published>2010-12-07T10:24:00.006+01:00</published><updated>2010-12-07T10:56:48.770+01:00</updated><title type='text'>Riqualificazione piazza don Musazzi Garbatola (part. 3)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TP4D5haJRxI/AAAAAAAAAoI/q4n97rllhYo/s1600/piazza%2Bgarbatola%2B00.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 203px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TP4D5haJRxI/AAAAAAAAAoI/q4n97rllhYo/s320/piazza%2Bgarbatola%2B00.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547876077722486546" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;3. Progetto per la piazza nuova &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La piazza di ogni centro urbano è il luogo emblematico della sua comunità, il luogo in cui si formano i suoi valori, la cultura e la solidarietà tra i suoi membri, e dove pure si formano le immagini di questo legame, i suoi segni riconosciuti.&lt;br /&gt;Nelle grandi città questo rapporto vive e si esprime su un’altra scala rispetto ai centri minori: nelle metropoli il legame di delle figure con gli abitanti è meno diretto e sentito. L’esperienza del progetto nei piccoli centri è pertanto importante e decisiva nella cultura contemporanea. È partendo da casi simili che si può davvero ricostruire una cultura del territorio di nuovo organica con la società e con gli uomini che la compongono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La piazza di Garbatola, secondo noi, deve essere diversa dalla piazza di una grande città e deve esserlo, sopratutto, rispetto ai luoghi pubblici astratti e concitati di una metropoli. E questa differenza, questa peculiarità, è per noi il carattere di maggior interesse del progetto. Per questo abbiamo voluto che la piazza mantenesse la memoria dei luoghi che circondano il centro, mantenesse cioè un carattere rurale, e questo senza ricadere nel folkloristico, o in un disegno meramente nostalgico, ma reinterpretando il tema con segni contemporanei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TP4Dz0KZsTI/AAAAAAAAAoA/REg-dow2IXE/s1600/piazza%2Bgarbatola%2B02.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 227px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TP4Dz0KZsTI/AAAAAAAAAoA/REg-dow2IXE/s320/piazza%2Bgarbatola%2B02.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547875979677511986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attraverso un disegno semplice ed elementare abbiamo scelto di far risaltare gli elementi dominanti dello spazio, chiarificando le relazioni reciproche e facendo emergere le tracce eventualmente indebolite dal passare del tempo.&lt;br /&gt;Un tracciato geometrico lineare mette in risalto la corrispondenza del luogo pubblico con il monumento maggiore, la Chiesa dei Santi Francesco e Sebastiano. Quest’area occupa tutta l’estensione dello spazio, dalla facciata della chiesa sino al fronte della corte che le si oppone. Dell’edificio sacro riprende la dimensione dello spessore e la misura delle scansioni delle sue campate. La piazza, è così anche sagrato della Chiesa e in questo senso il nostro progetto propone di demolire l’attuale cancellata che separa la Chiesa dal suolo pubblico, cancellata che fu costruita di recente, e così, di colpo, Chiesa e suolo pubblico si relazioneranno direttamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tracciato principale della piazza è articolato quindi per fasce, in parte pavimentate, in parte trattate a prato. Le fasce a verde vogliono ricordare il carattere rurale del territorio su cui si è formata e vive la comunità di Garbatola, e vogliono farlo non solo nella materia, attraverso la presenza del verde, del prato, dell’acqua e degli alberi, ma anche nel tracciato, che rimanda all’immagine dei campi agricoli e all’alternarsi delle diverse colture. &lt;br /&gt;Quest’immagine convive con il disegno di arredi di gusto moderno e contemporaneo, improntato a un minimalismo discreto, più che all’esibizione di forme incongrue e insolite.&lt;br /&gt;La fontana storica, tutt’ora al centro della piazza, viene poi recuperata e, svuotata, è sistemata in uno dei prati. Diviene così un’ampia seduta, anch’essa trattata a verde. Una nuova fontana, che incorpora anche la funzione monumentale e il ricordo dei caduti, è progettata sul lato opposto della piazza rispetto alla chiesa. Si tratta di un’ampia vasca a raso: nessun elemento o barriera interrompe la relazione tra il passante e l’acqua. La vasca, con fondo digradante, può perfino essere percorsa per un tratto, bagnandosi i piedi e porta così direttamente l’elemento acqua nei percorsi del resto della piazza. Quella di progetto vuole ricordare direttamente la fontana delle 99 cannelle dell’Aquila, ma nel nostro caso ogni cannella ricorda un Caduto di Garbatola con Villanova.&lt;br /&gt;Al di la del sagrato, sul lato verso via San Francesco, di fronte all’attuale casa Parrocchiale, viene ripreso il disegno a fasce verdi e viene lasciato libero uno spazio riservato ai parcheggi, provvisto però di alberi, che garantiscono l’ombra e ne integrano l’immagine con resto della piazza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un ruolo importante nel progetto ha anche l’antica chiesina di Garbatola, l’ex Oratorio dei Santi Biagio e Francesco, che abbiamo voluto recuperare con un possibile nuovo disegno per la facciata e il tracciamento, in corrispondenza del manufatto antico, di una piccola seconda piazza, analoga e ruotata rispetto a quella principale: un tracciamento sul suolo che non ostacola il traffico e che anzi ne integra e indirizza il flusso attraverso il disegno sul suolo.&lt;br /&gt;È chiaro che nel nostro progetto la viabilità esistente può rimanere e anzi il progetto, costruendosi come progetto di architettura inserito nella storia del borgo, una storia certamente più pedonale che carrabile, è indifferente alla scelte amministrative o legate a logiche altre sulla circolazione delle auto. È altrettanto vero però che certamente il nostro progetto sottende l’idea forte e ferma della necessità di pedonalizzare la quasi totalità dell’area della piazza don Musazzi. Così via San Francesco dall’incrocio con via Carlo Porta nella nostra proposta ideale diventa, inizialmente solo le domeniche e le festività poi sempre, una via senza uscita, con accesso al parcheggio centrale – raddoppiato in dimensione e numero di posti rispetto l’attuale –; le vie XX Settembre e Gorizia rimangono a senso unico da sud a nord; via Isonzo diventa una via a senso unico in entrata verso il centro del paese. È evidente che questa sistemazione, appunto considerata da noi ideale, non può prescindere dalla sistemazione della viabilità di tutto il paese, con la creazione di un percorso alternativo al centro, percorso ormai più che necessario, urgente, che non può essere demandato alla sistemazione della piazza centrale e storica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TP4EFXf04vI/AAAAAAAAAoQ/W8MsMJNLIMI/s1600/piazza%2Bgarbatola%2B03.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 227px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TP4EFXf04vI/AAAAAAAAAoQ/W8MsMJNLIMI/s320/piazza%2Bgarbatola%2B03.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547876281220391666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-4866729956134884187?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/4866729956134884187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=4866729956134884187' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4866729956134884187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4866729956134884187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2010/12/riqualificazione-piazza-don-musazzi_07.html' title='Riqualificazione piazza don Musazzi Garbatola (part. 3)'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TP4D5haJRxI/AAAAAAAAAoI/q4n97rllhYo/s72-c/piazza%2Bgarbatola%2B00.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-856210734118412330</id><published>2010-11-23T10:54:00.005+01:00</published><updated>2010-11-23T14:00:12.069+01:00</updated><title type='text'>Riqualificazione piazza don Musazzi Garbatola (part. 2)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TOuU7_urE4I/AAAAAAAAAnw/Sq-aTlp_Xyk/s1600/piazza%2Bdon%2Bmusazzi%2B2.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 156px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TOuU7_urE4I/AAAAAAAAAnw/Sq-aTlp_Xyk/s320/piazza%2Bdon%2Bmusazzi%2B2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5542687524849914754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2. La piazza Don Musazzi: carattere e monumenti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Concepito in stretto rapporto con gli edifici dei rustici [...], i portici, i fienili, le cantine, i granai, le stalle, le cascine, le colombaje, l’abitazione del fattore e quella del contadino e de’ bifolchi» , il sistema cascina-villa può essere considerato un elemento tipicamente milanese. Una caratteristica del sistema cascina villa, oltre alla continuità tra dimora signorile e abitazioni coloniche, era la presenza di un giardino, nei casi più importanti di un vero e proprio parco, su un lato o tutt’attorno a essa. Ovviamente variavano le dimensioni e l’accuratezza dei giardini, o dei parchi, a seconda della disponibilità economica della famiglia. Borromeo, Litta, Arese, Trivulzio, Brivio, Stampa, per dirne qualcuna, erano certamente tra le famiglie più facoltose e le loro ville avevano spesso dei giardini splendidi, ma a fronte di queste c’era tutto un sistema di piccole ville, o meglio di piccole case da nobile, con piccolo giardino spesso enfatizzato e impreziosito da sistemi architettonici classici, pavimentazioni ricercate, sparse per tutto il territorio, sistema che appunto costituiva e costituisce ancora oggi la struttura osteologica del territorio altomilanese.&lt;br /&gt;Il borgo di Garbatola era composto da una serie di case coloniche e da due case da nobile. Le due case da nobile si sviluppavano ciascuna attorno due corti, una rustica, per il ricovero degli animali e dei massari, e una signorile, ornata da archi e colonne in granito. Entrambe sul loro lato orientale confinavano con giardino privato. Uno fu smembrato, frazionato e lottizzato a partire dal primo dopoguerra, l’altro fu smantellato nel 1930 e trasformato nell’attuale Piazza don Musazzi. &lt;br /&gt;In ogni Cassina in epoca borromaica furono fondati, o risistemati, una serie di oratori, piccole chiese per la comunità contadina. Erano edifici semplici, spogli o pochissimo decorati, composti da 3 vani: un primo vano spesso quadrato per i fedeli, un secondo vano più piccolo che costituiva la cappella maggiore per l’altare, un terzo vano adiacente a quest’ultimo, a destra o a sinistra e con questo direttamente comunicante per la sagrestia. Adiacente a una delle due case da nobile, già di proprietà Crivelli e poi Salvioni, sul confine con l’attuale via Isonzo e l’attuale Piazza Don Musazzi fu edificato attorno al 1615 il piccolo Oratorio dei Santi Biagio e Francesco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalle descrizioni dei vescovi in visita pastorale alla cascina Garbatola si evince che davanti e sul lato settentrionale della piccola chiesina era sistemato il cimitero del borgo. Cimitero che tuttavia fu smantellato nel XIX secolo e trasformato prima piazzetta del vecchio borgo. Sulla mappa del catasto LombardoVeneto con la lettera A è contraddistinto l’Oratorio di S.Francesco, il quale affacciava su quello che appunto un tempo era il cimitero del borgo, e che è indicato con la lettera B: «Piazza avanti il detto oratorio».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1905 l’antico Oratorio, divenuto troppo piccolo, fu abbandonato e a nord dello stesso, in un terreno libero fu costruita l’attuale chiesa di San Francesco e San Sebastiano. Essa non aveva un sagrato vero e proprio, così nel 1930 fu smantellato un pezzo del giardino della seconda casa da nobile, che un tempo ospitava la sede della comunità garbatolese, furono piantati i due grandi alberi ancora oggi esistenti, fu innalzato un monumento ai caduti e fu così realizzata una nuova piazza, ortogonale alla prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La piazza don Musazzi di oggi è pertanto il risultato di una serie di interventi successivi, di trasformazioni e di progetti. &lt;br /&gt;Intervenire sulla piazza oggi è certamente uno dei compiti più difficili e insieme interessanti. Progettare una piazza per la Garbatola di oggi significa da un lato confrontarsi con il passato e la memoria del borgo, dall’altro ripensare al centro di una comunità che ha bisogno di riconoscersi in un luogo pubblico condiviso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TOuUwVFz29I/AAAAAAAAAno/X1KV11vKi70/s1600/piazza%2Bdon%2Bmusazzi.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 205px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TOuUwVFz29I/AAAAAAAAAno/X1KV11vKi70/s320/piazza%2Bdon%2Bmusazzi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5542687324425673682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Giusto per continuare la polemica, ricordo che la giuria ci ha dato praticamente zero punti per la conoscenza del luogo. Per contro in sede di stesura del bando mi chiamarono dagli uffici comunali, per conto della responsabile S. Morlacchi, per chiedermi se mettevo a disposizione del materiale storico e cartografico a tutti i concorrenti... che tristezza.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-856210734118412330?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/856210734118412330/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=856210734118412330' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/856210734118412330'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/856210734118412330'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2010/11/concorso-per-il-centro-di-garbatola_23.html' title='Riqualificazione piazza don Musazzi Garbatola (part. 2)'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TOuU7_urE4I/AAAAAAAAAnw/Sq-aTlp_Xyk/s72-c/piazza%2Bdon%2Bmusazzi%2B2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-4854637532506065818</id><published>2010-11-20T13:42:00.002+01:00</published><updated>2010-11-20T13:48:38.539+01:00</updated><title type='text'>Sul blog</title><content type='html'>Nato qualche anno fa da un’idea di una persona a me carissima, si potrebbe dire la mia compagna dell’epoca, questo blog parte appunto con l’idea di raccogliere una serie di scritti e scrittini, una volta si sarebbe detto elzeviri, per metterli a disposizione di tutti. Scritti di architettura, scritti di critica, scritti politici, ma soprattutto scritti di ricerca. Una ricerca ovviamente ancora una volta molto personale e tagliata su quelli che sono i miei interessi personali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel tempo poi ho visto, e sono stato molto contento di questo, che questo spazio è diventato un luogo di incontro, un luogo dove non solo molti colleghi architetti, molti studenti, molti amici, si fermavano per qualche minuto, ma anche molti politici e amministratori locali – chissà poi cos'hanno capito, almeno quelli che conosco, dato che non hanno mai messo in pratica nemmeno una volta quello che ho scritto, anzi si sono sempre comportati esattamente all’opposto –. In ogni caso questo continua a rimanere uno spazio privato, uno studio privato ma aperto a tutti, dove tutti possono partecipare e collaborare alla ricerca, proprio com’è stato il progetto della piazza del mio paese: un’opera di tanti. Una casa del popolo, o uno studio del popolo, eheheh, un utopia? Forse si, ma almeno sul web ci è concessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi faccio due esempi recenti, di ieri, di cos'è questo spazio: ieri a Milano, dove mi trovavo per lavoro, mi ha fermato un'architetto, e quando mi hanno presentato “architetto Pravettoni” lei subito mi ha detto “ma quello del blog? Carino...”; oppure questa mattina uno studente della facoltà di architettura al secondo anno, che ha incrociato per sbaglio sul web un mio scrittino, si è presentato in studio per fare una chiacchierata e per chiedere consigli sulla sua ricerca. Questo è laboratorio di architettura, un laboratorio di idee. Non certo uno spazio di denuncia delle malefatte comunali, anche ovviamente; non certo uno spazio di critica alla mia cara sinistra, anche ovviamente; sicuramente non uno spazio politico ma uno spazio per i politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul fare politica, invece, beh...ci sto pensando, sto pensando seriamente cioè di tornare, dopo qualche anno, a farla in prima persona, ovviamente con il cuore a sinistra ma senza riconoscersi in nessuno, e sottolineo nessuno, degli attuali dirigenti o amministratori. D'altronde l'ha fatto pure Boeri...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-4854637532506065818?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/4854637532506065818/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=4854637532506065818' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4854637532506065818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4854637532506065818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2010/11/sul-blog.html' title='Sul blog'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-4353631219540386736</id><published>2010-11-19T17:38:00.008+01:00</published><updated>2010-11-19T18:51:38.413+01:00</updated><title type='text'>Concorso per il centro di Garbatola (part. 1)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TOatcAP_iNI/AAAAAAAAAnQ/bZDUiKHgEds/s1600/01.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 305px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TOatcAP_iNI/AAAAAAAAAnQ/bZDUiKHgEds/s320/01.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5541307088140994770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;Senza vergogna e anzi con molto orgoglio vi presenterò in queste tre o quattro puntate il nostro progetto (mio e di un gruppo di amici) per la piazza di Garbatola (il borgo in cui vivo). Una piazza che studio da anni, una piazza per cui ho scritto articoli e pubblicazioni, una piazza che è stata oggetto di studi universitari, sia nei laboratori di restauro che di progettazione ai quali ho partecipato negli anni, una piazza al centro di una vicenda particolarissima che speriamo presto vedrà la luce in un libro, la vicenda dell'antica chiesina dei S.ti Biagio e Francesco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza vergogna perché pensiamo che seppur sia arrivato terzultimo questo progetto sia un buon progetto. Certamente un progetto con molti limiti e attaccabile da molti punti di vista (anche se avevamo un vecchio esperto di temi tecnico-burocratico-amministrativi tra noi, oltre che essere un conoscitore della realtà in cui si inserisce il progetto), ma anche altrettanto indubbiamente un progetto serio, un progetto con delle basi solide, che affonda le sue radici nella ricerca e sulla speranza che un giorno questa ricerca venga davvero utilizzata, un progetto vero e schietto, non una finzione. Ieri sera Walter Veltroni, da Santoro, diceva che "questo governo considera la cultura un fastidio", beh, caro Walter, non solo questo governo, ma tutti i governi, siano essi di destra o di sinistra: da un lato questa classe dirigente ti mette in un angolo a studiare, poi, quando hai finito ed è il momento della resa dei conti, non ti ascolta e insieme non valorizza questa ricerca! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Puo' essere il primo vero progetto per un paese dall'epoca fascista solo questione di gusto? &lt;br /&gt;Può, ma giudicatelo voi, questa mia ricerca e questo nostro progetto, prendere il minimo dei punti in merito alla conoscenza del luogo? &lt;br /&gt;Insomma, ricriminazioni nel merito a parte, io, e con me gli amici architetti con i quali ho collaborato, ma non solo gli architetti, anche gli altri amici della società civile, i tecnici e tutti quelli che ci hanno dato una mano, e sono tanti, crediamo che questo nostro che vi mostriamo sia un buon progetto, ma soprattutto un progetto serio di seria riqualificazione urbana. Un progetto che non si limita a pochi interventi, ma che tenta di capire la realtà e insieme tenta di cambiarla! Un progetto che poteva essere il motore per un vero rinnovamento e che mai sarà. Grazie a tutti, spero vi divertirà seguirlo, commentarlo ecc. Credo non succeda sempre che un architetto si renda disponibile a questo, a me invece piace mettermi in gioco. Grazie a tutti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;1. La campagna e il centro urbano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è una grande, grandissima, differenza tra le piazze italiche tosco emiliane, o quelle dei borghi rinascimentali di Lombardia, che proprio alle prime si riferivano e con esse cercavano un rapporto, e quelle dei borghi rurali dell’altomilanese, e non è solo una differenza compositiva, o architettonica, ma è una differenza più profonda, una differenza strutturale e se vogliamo culturale. &lt;br /&gt;Questi villaggi non erano e non sono costituiti da grandi case unifamiliari, o da casoni plurifamiliari, o da palazzotti signorili accostati gli uni agli altri e organizzati attorno a una piazza, ma da un insieme di corti rurali, che aggregate tra loro formavano quelle che si chiamavano Cassine. Le Cascine erano un insieme di residenze per contadini costruite attorno a un’aia e contrapposte, dall’altra parte dell’aia, alle stalle e ai fienili per il bestiame. A queste erano spesso accostate una o due ville signorili, costituite da un sistema più complesso di corti, corti rustiche, corti nobili e giardini privati. Proprio adiacente a queste, o nel mezzo dell’aia principale, in ogni caso solitamente al centro del villaggio, di solito vi era una piccola chiesina al servizio degli abitanti della comunità. Sono splendidi esempi del sistema della cascina-villa il Castellazzo di Bollate, o Villa Arconati, la Villa Borromeo-Litta di Lainate, il Castellazzo di Rho, ecc. In questi borghi la piazza non esisteva, la piazza era l’aia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi è poi una ragione culturale e insieme sociale ed economica che ha ostacolato la formazione della “piazza italiana” nei borghi rurali del nord milanese: la Cassina era infatti un sistema complesso, fatto di lavoro, di mondo agricolo e fatto di poche famiglie e di tanta umanità, quasi tutta la vita delle genti che abitavano le Cassine si svolgeva al lavoro nei campi, o nel grande spazio privato, e insieme pubblico, della corte, che rappresentava il centro della vita quotidiana. «La cascina lombarda è il primo nucleo giurisdizionale imposto in terra lombarda da una “necessità” intrinseca alla gente: il lavoro. Una cascina si distanzia dall’altra in una ragionevole misura, quando comporta cioè la facoltà del lavoro: quanto può adempiere di lavoro una famiglia di contadini, o un gruppo di più famiglie raccolte nell’unità distesa del fondo». &lt;br /&gt;E così è più facile provare a cercare una somiglianza tra le corti, tra le aie delle grandi Cascine e le piazze centro-italiche, fatte di palazzotti ricchi di logge e porticati che delimitano gli spazi della piazza, piuttosto che tra queste e le piazzette, o sarebbe meglio dire gli spazi di risulta che si sono nel tempo formati, quasi ritagliati, tra le varie corti rustiche e nobili che formavano la Cassina. Spazi severi, senza decorazioni, spazi chiusi, spazi spesso casuali. E così potremmo dire che le vere piazze, intese nel senso rinascimentale e umanista, nei villaggi rurali del nord Milano sono gli spazi interni delle corti, spazi regolari, spesso quadrati, costruiti e strutturati con una logica ferrea, con i lunghi ballatoi, le scale negli angoli e i grandi porticati interni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TOaxmava2-I/AAAAAAAAAng/yHakBJKSXsg/s1600/piazza%2Bdon%2Bmusazzi.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 157px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TOaxmava2-I/AAAAAAAAAng/yHakBJKSXsg/s320/piazza%2Bdon%2Bmusazzi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5541311665097333730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-4353631219540386736?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/4353631219540386736/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=4353631219540386736' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4353631219540386736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4353631219540386736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2010/11/concorso-per-il-centro-di-garbatola.html' title='Concorso per il centro di Garbatola (part. 1)'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TOatcAP_iNI/AAAAAAAAAnQ/bZDUiKHgEds/s72-c/01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-4995756682435633167</id><published>2010-11-17T19:48:00.001+01:00</published><updated>2010-11-17T19:51:23.294+01:00</updated><title type='text'>E' tempo di cambiare!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TOQkJN_ruiI/AAAAAAAAAnI/hNNMLpj-b6c/s1600/Obama.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 205px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TOQkJN_ruiI/AAAAAAAAAnI/hNNMLpj-b6c/s320/Obama.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5540593182366743074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Carissimi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;riprendo a scrivere dopo tanto tanto tempo. Una lunga pausa di riflessione, di studio, di duro lavoro.&lt;br /&gt;Riprendo a scrivere perché sono stanco di questa classe dirigente chiassosa e impreparata, stanco di questi urlatori televisivi e di quest’incapacità dilagante a tutti i livelli.&lt;br /&gt;Riprendo a scrivere perché sono ormai scettico su tutto, non mi fido più di niente e di nessuno, tranne di pochi amici e dei pochi che credono che ancora qualcosa si può fare. Riprendo a scrivere perché è incredibile come in questo paese non conti più nulla la ricerca. Hai studiato, stai studiando, stai ricercando da anni su determinati temi, beh non gliene importa niente a nessuno! Non certo ai privati cittadini, quasi tutti, imbesuiti di fronte alla mediocrità televisiva, non agli amministratori o ai politici, troppo presi dalle loro manie e dalle loro beghe di potere. Uno schifo.&lt;br /&gt;Torno a scrivere perché sono stanco di starmene lì a guardare per cercare di capire se cambia qualcosa. No non cambia niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché oggi? Perché oggi finalmente una commissione formata da tre sconosciuti ha letto, dopo cinque mesi !!!, ha letto il verdetto di un concorso – possibile che ci vogliano cinque mesi per giudicare un progetto? pensate se in Università, altro luogo che non brilla per efficienza, un ragazzo consegnasse un lavoro oggi e prendesse il voto tra cinque mesi, non si griderebbe allo scandalo? – per la riqualificazione della piazza in cui vivo. Una piazza su cui ho scritto articoli di giornale, su cui conduco una ricerca dal 2007, su cui abbiamo fatto fare lavori universitari, una piazza, infine, in cui non più tardi di qualche anno fa il Sig. Sindaco prometteva solennemente che si sarebbe fatto in quattro per pubblicare questa ricerca. Niente ultimi. Ultimi? Ma stai scherzando? No, no... ultimi. Praticamente zero punti come conoscenza del luogo. No, non è possibile... Si, si. Non so se ridere o piangere. Ha vinto un progetto innovativo? Un progetto che rivoluziona un paese, o che lo conosce dalle sue viscere? No, ha vinto un progetto mediocre e ingegneresco, che non tocca quasi niente e lascia tutto così com’è, non tocca il vecchio monumento, non tocca la vecchia fontana, non tocca gli alberi, nemmeno quelli vecchi e malconci, non tocca nulla nemmeno il sagrato, se così si può chiamare, della chiesa attuale e sbaglia i nomi della chiesina antica – di cui nessuno conosce l’esistenza tranne per qualche articolo mio antemprima del libro che mai vedrà la luce –. Ma com’è possibile? Com’è possibile che tre giurati che ci hanno messo cinque mesi a giudicare un progetto non abbiano tenuto conto di tutto questo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora? Non dobbiamo credere più nei concorsi? Non dobbiamo più studiare? Non dobbiamo più fare ricerca? Oppure dobbiamo ribellarci e prenderci finalmente quello che ci spetta, finalmente mandare a casa, una volta per tutte, questa classe dirigente, questi politici incapaci che siedono in consigli comunali per un pugno di voti, per poi sperare che si possa finalmente ricostruire un’Italia più giusta, più meritocratica, meno favoleggiante, più onesta, più rigorosa, meno doppiogiochista e meno intrallazzona, più limpida! Un Italia dove se una classe dirigente convince un ragazzo, un suo figlio, a studiare e lo porta poi, quando è ormai uomo, al massimo livello di istruzione, non lo fa per tenerselo buono in un angolo, ma lo faccio per poi usarlo e per poi ascoltarlo... &lt;br /&gt;È ora di cambiare dobbiamo tornare a essere quell’Italia che usava i ricercatori, gli intellettuali, i pensatori, quell’Italia geniale che cresceva e si sviluppava in tutte le arti e i mestieri e non questa italietta mediocre. Dobbiamo lottare perché finisca presto questo cupo tempo dei burattini di partito, mediocri funzionari dalla giacchetta grigia e triste, e ricominci il tempo della ricerca, dello sviluppo, perché no dell’ascolto...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-4995756682435633167?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/4995756682435633167/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=4995756682435633167' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4995756682435633167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4995756682435633167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2010/11/e-tempo-di-cambiare.html' title='E&apos; tempo di cambiare!'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/TOQkJN_ruiI/AAAAAAAAAnI/hNNMLpj-b6c/s72-c/Obama.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-6444124029971533195</id><published>2010-04-16T10:53:00.005+02:00</published><updated>2010-04-16T11:16:00.561+02:00</updated><title type='text'>Ricevo e pubblico</title><content type='html'>Ricevo e pubblico un contributo alla discussione, a quanto detto nei post precedenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CENTROSINISTRA, UNA PROPOSTA DI ROAD MAP  PER IL 2013&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il quasi deprimente risultato delle regionali per il centrosinistra si apre il compito più importante; allestire una alleanza per il 2013 in grado di vincere. L'umore che circola nel centrosinistra in questi giorni è quasi di sconforto; il disorientamento è massimo.&lt;br /&gt;Ogni partito cerca formule più o meno salvifiche oppure più o meno astruse per presentarsi con possibilità di vittoria all'appuntamento. Saggiamente qualcuno dice che bisogna cominciare a preparare ben bene le cose già dalle prossime settimane, benché la confusione regni sovrana. Eppure alcuni paletti e punti fermi sulle cose da fare dovrebbero essere già ben chiari a tutti. Innanzitutto mi sembra del tutto inutile scervellarsi sulle alleanze, sul chi includere e sul chi escludere. Le elezioni regionali non hanno dato molte vie di uscite a chi vuol ancora giocare con formule complicate. La via indicata dalle urne è una sola: trovare il modo di mettere tutti insieme, tutte le forze politiche minimamente organizzate, anche le più piccole, perché nel 2013, se andrà tutto per il meglio, magari si vincerà per 24.000 voti come nel 2006 e si potrà perdere per 10.000 voti come in Piemonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una grande alleanza di partiti e movimenti basata su poche idee-forza e non su un programma incomprensibile come quello del 2008 (composto da 280 pagine); un programma su una decina di punti che diano il segno di un grande cambiamento  possibile e di una speranza per quanta più gente possibile. Per arrivare a questo programma si dovrebbero studiare molto bene, con studi e sondaggi molto approfonditi, i due blocchi sociali con cui il centrosinistra deve fare i conti; il blocco sociale del centrodestra ed il blocco dell'astensione. Incunearsi nell'uno anche in minima parte e scongelare una minima parte dell'altro sarebbero i due fattori determinanti per il cambiamento dello scenario politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le due cose dovranno essere completate da un terzo obiettivo; fermare l'emorragia di voti in uscita dal centrosinistra o verso il blocco del centrodestra o verso la grande regione polare dell'astensionismo. Solo all'interno di questa nuova vastissima alleanza (che la si chiami Unione 2 o no, poco importa) poi si potranno impostare sottoblocchi di alleanze. Una idea che sta circolando molto in questi giorni è quella di una federazione di tutti i partiti e movimenti a sinistra del PD, ma ci potrebbero essere anche altre sotto-aggregazioni interne. Molto dipenderà anche da quale legge elettorale ci accompagnerà alle elezioni del 2013. Per fare tutte queste cose devono cambiare però anche i rapporti fra i partiti dello schieramento di centrosinistra, dove è tutta una gara ad essere ognuno più autoreferenziale e snob dell'altro. Ci vuole più generosità, ci vuole più coerenza ed omogeneità di comportamenti di fronte al comune nemico, ci vuole più apertura anche verso i piccoli partiti o i piccoli soggetti non tradizionali, che potrebbero fare la differenza e pescare più facilmente nel voto astensionista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un certo senso non ci sono più partiti di serie A, di serie B e di serie C dopo queste elezioni regionali; siamo tutti sulla stessa barca. Ognuno da solo può fare ben poco e tutti hanno bisogno di tutti. &lt;br /&gt;E, soprattutto, bisogna dire basta ai troppi atteggiamenti da divi.&lt;br /&gt;Il centrosinistra o, comunque, il vasto fronte di opposizione comincia ad essere troppo popolato, ormai saturo direi, di narcisi, di primedonne, di santoni, di semidei della politica altezzosi e suscettibili anche con i propri simili. Troppi personalismi, troppi egocentrismi, troppi fans di questo o di quello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un generale bagno di umiltà e di serietà, magari nel ricordo di quanti, azionisti, comunisti, socialisti ecc., negli anni '30 e '40 del secolo scorso non esitarono a far fronte comune contro il nazifascismo e contro la dittatura (senza neanche sapere cosa fosse il divismo in politica; caso mai sapevano cosa era l'eroismo), sarebbe sommamente auspicabile ed utile da parte di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo centrosinistra si sta veramente esagerando con i vezzi da primedonne. Non si è meno leader di un altro se si chiede collaborazione o la si offre ad un partito del nostro stesso schieramento; non ci si deve sentire diminuiti se non si cerca sempre di primeggiare sui partiti vicini, se si offre per primi collaborazione contro il nemico comune. Al contrario, leader vero dovrebbe essere magari colui disposto a sacrificare anche il proprio orgoglio personale o di partito in vista di un obiettivo nobile ed alto che riguarda l'avvenire non solo del centrosinistra, ma dell'intero popolo italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pino A. Quartana&lt;br /&gt;Segretario Nazionale del Nuovo Partito d'Azione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma 6 aprile 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-6444124029971533195?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/6444124029971533195/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=6444124029971533195' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/6444124029971533195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/6444124029971533195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2010/04/un-nuovo-antico-partito-o-lennesimo.html' title='Ricevo e pubblico'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-4157017240520643385</id><published>2010-04-13T16:48:00.002+02:00</published><updated>2010-04-13T16:53:12.430+02:00</updated><title type='text'>Auguri!!!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S8SE574Tb1I/AAAAAAAAAmw/1BmyCjrerW0/s1600/festa_compleanno.gif"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S8SE574Tb1I/AAAAAAAAAmw/1BmyCjrerW0/s320/festa_compleanno.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5459634779141140306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Perché è così difficile ammettere le proprie sconfitte?&lt;br /&gt;Perché non siamo più abituati a chiedere scusa a guardarci dentro a guardare dove abbiamo sbagliato e se necessario a farci da parte? Magari per un poco, non certo per sempre, solo per qualche tempo, il tempo necessario, magari, per riorganizzarci le idee, per capire cosa vogliamo dalla vita, per capire dove abbiamo, appunto, sbagliato e prometterci seriamente di non commetter gli stessi errori. &lt;br /&gt;Perché non siamo più abituati a fare questo cammino? In fondo credo che alla fine non sia così dannoso attraversare il mare della fatica, della sofferenza, assaporare la sconfitta, la sconfitta personale, per poi…beh per poi rimettersi in gioco e ripartire! Forse tutti dovremmo attraversare quel mare una volta nella vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In seguito alla sconfitta politica dei partiti di sinistra del 1994, nel 1995, nell’estate di quindici anni fa nacque L’Ulivo. Non era un partito, era un progetto, era un’idea, era un sogno, era la canzone popolare che si alzava forte! Quel sogno nel 1996 vinse le elezioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono passati 15 anni da quell’inizio. Quasi subito dopo quel successo, subito dopo quell’avvio,  il professor Prodi principale, autore di quella vittoria, di quel rinnovamento interno alla sinistra, fu destituito. E da chi fu destituito? Ricordate la commissione bicamerale di D’Alema, segretario del PDS-DS, e di Silvio Berlusconi, inventore e leader di Forza Italia? Ricordate come andò a finire? Una commissione che doveva cavalcare l’onda del rinnovamento, sia a destra come a sinistra, affondò tutte le idee di riforma. La commissione bicamerale doveva lavorare sulle riforme dello stato, federalismo, scuola, struttura organizzativa dello stato, delle regioni, delle provincie, ordinamento politico e giudiziario, ecc. Niente. Non cambiò nulla. “Bisogna che tutto cambi perché non cambi nulla…”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono passati 15 anni e la destra continua a vincere in tutte le regioni produttive e la sinistra si accontenta delle regioni minori, tranne l’Emilia e la Toscana – mi scuseranno gli abitanti di Umbria, Basilicata, ecc –. A Milano il prossimo anno si voterà e l’esito è scontato. Nel nord Milano ogni qualvolta si va al voto l’esito è scontato: o la destra si suicida politicamente, cioè si divide per eccesso di fiducia, si spacca, ecc, insomma o la destra sbaglia formazione e schiera mille attaccanti senza portiere e allora, forse, la sinistra segna e vince – uno a zero non di più –, oppure la partita è chiusa sin dall’inizio.&lt;br /&gt;A Nerviano è andata così e andrà. A Parabiago è andata così. A Lainate è andata così. Sull’asse del Sempione, in Brianza, a Milano, va così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, scusate, l’ha ordinato Dio padre che a Milano la destra, cioè il partito del bene, debba per forza vincere contro il partito del male, la sinistra?&lt;br /&gt;In questo clima di quasi rassegnazione dove anche le primarie, che sembravano a un certo punto esser diventate lo strumento principe, “tutti gli organi direttivi e i candidati del PD si sceglieranno con le primarie” dicevano alla costituente del PD, del nuovo partito della sinistra democratica italiana, anche le primarie sono state dimenticate. Affossate, come la bicamerale, dimenticate, cancellate – tranne in Puglia, dove guarda caso il candidato non di partito, Vendola, vince le primarie contro il candidato di partito e poi vince le elezioni… – sembra per sempre. &lt;br /&gt;Ma d'altronde chi può andare contro la volontà del partito, sia esso PCI, PDS, DS, Margherita, PD? Contro la volontà del partito, nessuno deve e può osare andare. Altrimenti? Altrimenti semplicemente sei eliminato dai giochi. O ti appiattisci al volere di pochi sapienti, che stanno a Roma, o a Milano, boh, oppure niente, oppure non conti nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E intanto la sinistra continua a perdere. Ormai si gioca per perdere di poco non per vincere. E dopo mille sconfitte, anche le peggiori, ovviamente non si cambiano né i giocatori, né l’allenatore, né i dirigenti, il presidente, ecc. Si continua a perdere e ci si rincuora se si perde di poco. Drammatico. Ma la cosa più drammatica è che non si cambia. Nella sinistra italiana vale la seguente regola: squadra che PERDE non si cambia! &lt;br /&gt;Forza allora, continuiamo a perdere, non bastano tre elezioni di fila, non bastano Milano, la provincia di Milano, la regione, i collegi lombardo veneti, non bastano 15 anni, o quasi, di sconfitte, squadra che perde non si cambia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa fare? Fabio tu parli e scrivi ma cosa faresti? Beh semplicemente, per ora, so cosa non farei, non ripercorrerei le scelte della nostra classe dirigente degli ultimi 15 anni e farei esattamente l’opposto! Forse qualcosa si muoverebbe. Basterebbe insomma che questi nostri dirigenti, dopo 15 anni di sconfitte personali e collettive, attraversassero, un pochino, quel mare di cui dicevo all’inizio, forse solo così si potrebbe tornare a una vera democrazia, dove fino al momento dello spoglio nessuno saprebbe in anticipo il risultato delle urne.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-4157017240520643385?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/4157017240520643385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=4157017240520643385' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4157017240520643385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4157017240520643385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2010/04/auguri.html' title='Auguri!!!'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S8SE574Tb1I/AAAAAAAAAmw/1BmyCjrerW0/s72-c/festa_compleanno.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-2251270745149453375</id><published>2010-04-01T15:22:00.009+02:00</published><updated>2010-04-02T13:22:33.961+02:00</updated><title type='text'>Una rivoluzione possibile: il modello UPN</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S7SfOz4NNgI/AAAAAAAAAmo/DdltnQcOWzg/s1600/manel.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 222px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S7SfOz4NNgI/AAAAAAAAAmo/DdltnQcOWzg/s320/manel.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455160125445453314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mi piacerebbe che queste ultime tre riflessioni post elettorali venissero lette insieme, come legate da un filo conduttore, la necessità di riformare un sistema. Insieme lungi da me pensare di avere le soluzioni in tasca, in ogni caso penso che un blog può essere anche il luogo delle esperienze personali e, perché no, il mezzo per condividerle, se queste possono servire ad alimentare una discussione, o a scaternarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei così, un po’ per ringraziare chi mi ha aiutato in questi ultimi due anni, un po’ per autocelebrazione, non del sottoscritto ma dell’associazione di cui parlerò, cioè per gasare la squadra in vista dell’estate imminente e delle cose quindi che con quella squadra organizziamo, e infine per provare a dare qualche risposta, portare ai lettori e frequentatori di questo spazio un esempio di come sia possibile attuare una piccola rivoluzione in poco tempo.&lt;br /&gt;Nel piccolo borgo in cui vivo nel 1994 con un amico fondammo una società sportiva, frutto dell’unione di due squadre che piantavano le loro radici nella tradizione sportiva degli oratori milanesi, la piccola squadra di Calcio e quella di pallacanestro. Qualche anno dopo, credo nel 1996, in seguito all’arrivo di Don Alberto Cereda e all’unione della parrocchia di Garbatola con quella di S.Ilario, il paese vicino, alla polisportiva garbatolese unì la ancor più salda tradizione calcistica santilariese – di S.Ilario era il campione degli anni ’70 scomparso precocemente Luciano Re Cecconi –. Dopo il grande lavoro di Don Alberto, anche in vista della sua partenza dopo esser stato giovane atleta e allenatore due anni fa fui nominato presidente della società sportiva, che nel frattempo era stata rinominata in UPN. Già dai primi giorni si capì che quello poteva essere un momento di passaggio verso una nuova gestione, un momento che poteva essere difficile e portatore di cambiamenti. Nessuno però poteva pensare che quel momento sarebbe stato l’inizio di una rivoluzione. Non una rivoluzione nel senso delle cose fatte, quelle sarebbero e sono continuate come prima, i campionati si fanno come prima, gli allenamenti si fanno come prima, le vittorie e le sconfitte sono le stesse di prima, ma una rivoluzione culturale, una rivoluzione del modo di pensare alla società sportiva, una rivoluzione del cuore.&lt;br /&gt;Innanzitutto cominciamo dal principio, dalle basi. La cosa più difficile e macchinosa fu quella di creare la squadra! Non si poteva cancellare il passato, per poi trovarsi da soli in mezzo al deserto, bisognava tenere i vecchi – nel nostro caso anche giovani – ed esperti dirigenti, o allenatori, e insieme bisognava fare pulizia e inserire nei punti giusti, nei punti chiave, anche inventati ad hoc, cioè in base alle capacità di ciascuno, le persone giuste. Due rappresentanti per ogni sport rappresentato nella polisportiva, più due consiglieri direttamente nominati dal presidente, in tutto una squadra di dodici persone. Fatta la squadra, dopo non poche difficoltà, bisognava strutturarci e sistemarci burocraticamente: atto costitutivo, statuto, codice fiscale, iscrizioni a tutti i registri che mancavano, conto in banca, bilanci da sistemare, coordinamento tra le varie anime della società, ecc. Ci è voluto un anno, un anno difficile, in cui molti si sono sacrificati, ma alla fine del 2008 le cose erano pronte per la rivoluzione. &lt;br /&gt;Sistemata l’associazione dal punto di vista burocratico, una prima operazione concreta è stata quella di censire la stessa, per conoscerla capillarmente, per capire “lo stato dell’associazione”: quanti atleti, di che età, quanti dirigenti, quanti allenatori, quando si allenano e quando giocano – per potere essere ogni tanto presente –, ecc. In secondo luogo ho iniziato a partecipare, da osservatore, alle lezioni di danza, alle partite del calcio, ai tornei di pallavolo, ecc. In terzo luogo bisognava avviare una serie di incontri con le varie anime dell’associazione: incontri in cui si sono prima ascoltati i bisogni, le necessità e i problemi di ciascuno, quindi si è iniziata a impartire una certa linea programmatica. Una delle cose più importanti era, per me, far sentire come propria, di ciascun tesserato, dirigente o atleta, un’associazione, e mentre il segretario si occupava di sistemare i conti e le parti burocratiche, e il vicepresidente di mantenere i rapporti con le parrocchie, io decisi di assumere il “dicastero” della propaganda! Lo so che evoca brutti ricordi, e apposta ho usato quel triste termine, perché se letto in chiave democratica e liberale la propaganda è l’unico modo, che almeno io conosco, per arrivare alla gente, e se è il caso per poterle chiedere sacrifici. Credo infatti che per prima cosa bisogna coinvolgere il più possibile la gente, farla sentire parte di una cosa più grande, farla sognare e soprattutto farla lavorare divertendosi! L’avevo sperimentato negli anni delle scuole superiori, quando divenuto rappresentante degli studenti, il secondo anno con l’appoggio di una solida dirigenza organizzammo feste, giornate sportive, manifestazioni, ecc. E allora per prima cosa abbiamo distribuito felpe marchiate UPN, magliette marchiate UPN, allestito banchetti al mercato, alle manifestazioni comunali, partecipato a giochi estivi – abbiamo vinto la coppa, di Zibello, al torneo di calcio balilla umano organizzato dal Comune mentre le nostre ragazze distribuivano cartoline e materiale divulgativo UPN –, organizzato feste, proiettato filmati, ecc.&lt;br /&gt;Parallelamente siamo l’unica associazione sportiva dilettantistica nervianese, o una delle poche, che presenta in assemblea pubblica ai propri iscritti il bilancio e l’attività estiva. Non solo feste e divertimento ma anche lavoro serio. Un’associazione è come un mosaico: ognuno ha un suo ruolo e un suo compito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mese scorso un’insegnante di danza mi ha portato un disegno di una bambina dell’asilo. Il disegno rappresentava la bambina stessa con le sue amiche e compagne di danza e in mezzo a loro un cartello con scritto: forza UPN. Badate che nessuno ha mai parlato ai ragazzi, figuratevi ai bambini o alle bambine dell’asilo di UPN, non c’è tifoseria, ecc, e nonostante questo loro stesse si sono auto inserite in un qualcosa che sentono loro, qualcosa di più di un’associazione, una famiglia, una comunità. E allora proprio quest’estate in occasione delle attività estive che organizzeremo – bar estivo, il ciringuito, tornei di beach volley e basket, serate danzanti e serate rock dal vivo, ecc – lanceremo il nuovo motto, preso in prestito dall’FC Barcelona, che è una sintesi tra senso di appartenenza a una comunità e propaganda schietta: UPN, più di un club!&lt;br /&gt;Ovviamente questo mio è solo un esempio, ma ve ne sono molti altri simili. Perché, quindi, mentre in questo nostro profondo nord le associazioni galoppano a grande velocità nel nuovo millennio, i partiti, anche i partiti maggiori, ormai ridotti a piccole associazioni, tendono invece a fatica a inseguire quello che queste associazioni fanno piuttosto che essere loro stessi un modello di riferimento? Io ho delle risposte personali, risposte che partono cioè dalle persone, da una classe dirigente stanca e spesso lontana dalla realtà che li circonda, non cattive persone ma cattivi dirigenti in un momento di grandi cambiamenti, che il berlusconismo, in Italia, non ha fatto altro che accelerare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto quello che si è fatto e tutto quello che si farà ancora non sarebbe stato possibile grazie a un gruppo di persone serie, precise e affidabili che comunitariamente ringrazio a una a una!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ps. scusate ma ogni tanto si può anche dire che si sono fatte e si fanno delle cose buone, poi in un momento come questo è tempo di reagire!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-2251270745149453375?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/2251270745149453375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=2251270745149453375' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/2251270745149453375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/2251270745149453375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2010/04/come-attuare-una-rivoluzione-in-due.html' title='Una rivoluzione possibile: il modello UPN'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S7SfOz4NNgI/AAAAAAAAAmo/DdltnQcOWzg/s72-c/manel.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-7249085417331481085</id><published>2010-03-31T16:54:00.006+02:00</published><updated>2010-04-01T16:04:26.771+02:00</updated><title type='text'>Della Lega</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S7NjzCIs6UI/AAAAAAAAAmg/l6M-1V9thOg/s1600/ministro-luca-zaia-mipaaf.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S7NjzCIs6UI/AAAAAAAAAmg/l6M-1V9thOg/s320/ministro-luca-zaia-mipaaf.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454813302073649474" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Settimana scorsa come altre migliaia di persone sono rimasto incollato alla rete e alla televisione satellitare a guardare l'esiliata trasmissione di Santoro, una sorta di chiamata alle armi pre-elettorale per il popolo del centro sinistra. Certo! una boccata d’ossigeno in una televisione asfissiata da un misto di forzismo propagandistico, buonismo e ottimismo diffuso. Certo! un programma che mi ha fatto ridere, sorridere, incazzare. Ma mentre la sinistra e gli elettori di sinistra sono confinati in una sorta di televisiva riserva indiana e i dirigenti degli stessi partiti di sinistra se la suonano e se la cantano, e le anime della sinistra stessa dopo la diaspora sono ancora alle prese, nonostante il Partito Democratico, con lotte interne, alla ricerca della vera anima del partito, c’è un partito "normale", per dirla con Ilvo Diamanti, editorialista de La Repubblica, che ha ancora una volta vinto le elezioni: la Lega.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Diamanti è proprio il partito d Bossi l’unico vero partito rimasto in Italia fra tanti partiti leggeri, mediatici o alle prese con lotte intestine. La Lega è una cosa diversa, anche oggi che agisce come Lega di governo, sia a livello nazionale che territoriale. &lt;br /&gt;Ora possiamo dire che è il partito più centralista e più inscalfibile di questa seconda Repubblica, gestito in modo padronale quasi monarchico da Bossi e dai suoi fedelissimi, che poi abitano nel raggio di pochi chilometri da lui; possiamo anche dire che è facile fare un partito così solido quando si costruisce un partito così chiuso e dove il dialogo democratico tra le parti, e quindi lo scontro tra esse, è quasi nullo, dove cioè comanda uno solo – o un gruppo –; ma è confrontando le cifre che ci si accorge che non è così facile liquidare il fenomeno Lega. La lega esprime il sindaco in 355 comuni, il presidente in 14 province e il governatore in 2 regioni. Alle elezioni europee del 2009 si è imposta come primo partito in oltre 1000 comuni su quattromila del Nord, e laddove non governa determina le scelte dei sindaci in carica. Ha una &lt;span style="font-style:italic;"&gt;leadership&lt;/span&gt; forte, personalizzata e centralizzata. È impiantata solidamente nei capoluoghi storici, Varese e Bergamo, della Lombardia, e Treviso, e da qualche tempo anche a Verona, in Veneto. Nel governo, i suoi uomini presidiano dicasteri importanti e strategici: Maroni all'Interno; Calderoli alle riforme istituzionali; infine Zaia, neo governatore del Veneto e anche neo punto di riferimento del nuovo leghismo, all’agricoltura, che proprio Zaia ha trasformato da ministero minore in un dicastero ad alta visibilità, in quanto evoca la terra, il senso di appartenenza, la tradizione. Potremmo anche dire, per fare gli avvocati del diavolo, che in vent’anni di governo non sono riusciti a portare a casa niente, non la secessione, ovviamente, nemmeno il federalismo, che propagandano dal 1986, più o meno, ma neanche uno straccio di federalismo fiscale, tuttavia la Lega rimane ancor oggi il partito più radicato a nord. Un partito che da venticinque anni allestisce gazebo nelle piazze, propaganda &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Merchandising&lt;/span&gt;, mobilita quasi tutti gli iscritti, e continua a fare proselitismo fuori dalle scuole e dai licei. Su dieci studenti tre o quattro subiscono ancora il fascino della sinistra di lotta, della sinistra alternativa e del mondo dei centri sociali, mondo al quale appartengo ma che per primo credo sia fuori moda, fuori tempo massimo e fuori dal mondo in cui oggi si vive, un mondo diverso da quello in cui eravamo noi giovani di fine XX secolo, gli altri sette reagiscono imbracciando la spada leghista. Ma il leghismo che parla alla pancia della gente parla anche agli operai, raggiunge tanto i piccoli imprenditori, quanto i loro operai, siano essi della brianza, del Piemonte e del triveneto; e li raggiunge proprio quando sono al bar, all’uscita della “fabbrichetta” che gestiscono o in cui lavorano. La Lega parla con la gente e sta con la gente, soprattutto ascolta la gente e poi dice alla gente ciò che essa si vuole sentire dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Lega è un partito solido che ha sorpassato anche la crisi fisica del suo leader, quando tutti pensavano che il crollo fisico del condottiero leghista avrebbe portato alla disfatta del partito creato proprio da lui, beh non è andata così. La Lega parla alla pancia della gente? Si, credo proprio che la Lega parli alla pancia della gente, ma chi parla al suo cuore? Chi dall’altra parte, dalla parte della sinistra, ha la forza di parlare al cuore delle persone? Chi ha la credibilità morale per farlo? Non certo questa dirigenza burocratica e classista che in vent’anni non è riuscita a collezionare null’altro che sconfitte su sconfitte; una classe dirigente che interviene sempre e prontamente per fermare quasi tutti i tentativi di riforma interna, anche laddove sa di esser sconfessata da tutti tranne dai suoi fedelissimi. E mentre la Lega continua nel suo lungo e duraturo lavoro di radicamento, la sinistra preferisce la via della secessione interna alla via della vera riforma. Ma di chi è la colpa se non di una classe dirigente arroccata nei suoi posti a tutti i livelli, dal livello locale, che riflette la situazione generale, dove gli stessi sindacalisti-politici comandano da anni, al livello nazionale, dove da circa trent’anni si susseguono e si inseguono i vari D’Alema, Fassino, Veltroni, Franceschini, già &lt;span style="font-style:italic;"&gt;leader&lt;/span&gt; perdenti dei vari movimenti giovanili deglia anni ’70 e ’80, nonché allievi e portaborse dei vecchi segretari degli anni '60 e '70. E allora chi vuole tentare di riformare il partito quale strada ha se non quella di creare un nuovo, l'ennesimo, partito? Guardate il caso di Di Pietro – non sono un suo fan ma guardate il suo caso –: egli voleva candidarsi come leader del PD, entrando nel PD e cosa gli è stato risposto? O guardate il caso di Vendola, che doveva esser tagliato secondo i dirigenti romani. Come questi ci sono altre centinaia, migliaia di casi. Niente. La sinistra non vuole riformarsi, cambiano i nomi ma le persone rimangono e i giovani vengono relegati a ruoli assolutamente marginali. Così non si può continuare. La tradizione di sinistra non è nell’inseguire le istanze della gente, ma nel precorrerle e nel capire prima le cose. Oggi non è così, oggi questa classe dirigente oltre a non ricercare non vuole nemmeno ascoltare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma forse ha ragione il nostro presidente del Consiglio: è impossibile sconfiggere il partito dell'Amore, l'Amore vince sempre sull'odio... Ahahahah&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-7249085417331481085?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/7249085417331481085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=7249085417331481085' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/7249085417331481085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/7249085417331481085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2010/03/della-lega.html' title='Della Lega'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S7NjzCIs6UI/AAAAAAAAAmg/l6M-1V9thOg/s72-c/ministro-luca-zaia-mipaaf.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-3529841954598513992</id><published>2010-03-30T01:13:00.005+02:00</published><updated>2010-04-01T16:04:36.662+02:00</updated><title type='text'>Lombardia: in morte della sinistra</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S7E1-a51MCI/AAAAAAAAAmY/OcF18vUmAlE/s1600/Socrate-morente_04.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 283px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S7E1-a51MCI/AAAAAAAAAmY/OcF18vUmAlE/s320/Socrate-morente_04.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5454199970212425762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' un po' di tempo che non scrivo di politica, ma questa sera non posso non farlo. E' infatti troppo tempo che l'ultima sera delle tornate elettorali, siano esse politiche, amministrative, europee, o referendum, ecc, si conclude allo stesso modo, almeno per me, con un velo di tristezza misto a una grande incazzatura. Cambiano gli addendi, o fanno finta di cambiare, ma il risultato è lo stesso: una più o meno netta sconfitta della politica di centro sinistra. La tristezza, dicevo, è accompagnata dall’incazzatuta e anche stasera abbiamo assistito alla solita sfilata dei dirigenti del maggiore partito di centro sinistra – già perché ormai Rifondazione è praticamente scomparsa – che a turno non ammettono la sconfitta e non ammettono che è tempo di cambiare davvero e di andare a casa. Basta, non ne possiamo più, dovete andare a casa. Dovete lasciare il partito in mano ai giovani, dovete farvi da parte, dovete cambiare davvero! Il Partito Democratico così com’è ha fallito: Veltroni ha fallito, Bersani ha fallito, D’Alema ha fallito, la dirigenza della vecchia Margherita ha fallito. Andate a casa, tornate alle vostre famiglie e al vostro lavoro – sempre che dopo anni di partitocrazia ne abbiate ancora uno –.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendiamo ad esempio il nord. Al nord la sinistra ha perso, la sinistra al nord non esiste più. Gli intellettuali sono stati estromessi, i giovani non sono nemmeno considerati. Come è possibile pensare che un candidato che già aveva perso, soprattutto in provincia, lo scorso anno alle elezioni provinciali a Milano, Penati – già ottimo sindaco di Sesto, per l’amor del cielo –, poteva vincere in tutta la Lombardia. Com’era possibile pensare che chi non è stato votato nell’alto milanese poteva esser votato in Brianza, nel varesotto, nel comasco, nel pavese, per non dire nella bergamasca, in valtellina, o nel bresciano? Tranne quando si candidano persone davvero importanti, culturalmente e socialmente parlando, come Cacciari a Venezia, o Illy in Friuli, o Chiamparino a Torino, tranne cioè quando si candidano veri progressisti, uomini che riescono a raccogliere consenso quasi ovunque, tranne in quei casi al nord si perde ovunque. Zaia stravince e Formigoni vince per la quarta volta consecutiva. Ho detto la quarta volta! Possibile che dopo circa vent’anni di governo formigoniano, tra l’altro non un governo illuminato, direi quasi un pessimo governo, un governo clientelare e fazioso, ai dirigenti di centro sinistra non sia venuto in mente niente di meglio che ricandidare il candidato perdente in provincia di Milano? Avevamo dieci anni di tempo, avevamo cinque anni di tempo e? Niente. Si poteva ricominciare, si poteva studiare una vera alternativa, si poteva lavorare per radicarsi nel territorio per tornare ad ascoltare la gente e invece niente. Cambiano gli addendi, cambiano i nomi, non esistono più il PDS, il Partito Popolare, l’Ulivo, i DS e la Margherita, esiste il PD, ma le persone sono sempre quelle e il risultato è sempre identico: vent’anni di sconfitte. &lt;br /&gt;Non voglio esser drastico ma realista! Dove si vince si vince per demerito altrui non per merito nostro. Il centro sinistra a nord, e soprattutto in Veneto e in Lombardia, è morto. Ma la Lombradia e il Veneto non sono l’Emilia e la Toscana di destra, non lo sono mai state, sono ed erano i centri del lavoro, i centri del lavoro artigianale, operaio e imprenditoriale, i centri dei grandi movimenti del volontariato sociale, delle Acli, ecc. Ebbene in questi centri la gente vota a destra e la sinistra con questa gente non riesce più a dialogare e forse, ed è anche peggio, non vuole più dialogare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente possiamo dire che è colpa delle televisioni, di un leader che ha trasformato il pensiero della gente condizionandolo, facendo diventare comune il pensiero dalla classe dirigente e imprenditoriale, che ovviamente difende essendo lui uno di loro, o il loro capo naturale, e la povera gente oggi non ha alternative.&lt;br /&gt;Ma quello che forse più colpisce è il crollo del mito del buon governo locale della sinistra. Dove la sinistra governa, a livello locale appunto, non è detto che venga riconfermata, e non è detto che governi bene, non è detto cioè che faccia quello che la gente, tutta, non solo gli speculatori, ma anche i giovani, gli intellettuali, le famiglie, ecc, si aspettano. La sinistra quando amministra, spesso in modo tranquillo e burocratico, non fa più sognare, e la gente non la rivota. Prendete il caso del mio paese, Nerviano: dopo cinquant’anni di centro destra vince il centro sinistra, anche per demeriti altrui. Che grande possibilità per cambiare rotta, per far sognare la gente, e invece – badate bene non vuole esser un giudizio sull’operato di questa amministrazione – di fatto la cittadinanza nervianese in tutte le elezioni che sono succedute a quella amministrativa continua a votare a destra. Possibile che l’unica possibilità per la sinistra di vincere sia che la destra si presenti divisa al suo interno? Non è solo il caso di Nerviano, è il caso anche di Parabiago, in cui tra poche ore inizierà lo scrutinio, o è stato il caso di Lainate. Quasi ovunque nel nord milanese la sinistra vince se la destra si presenta separata in casa: quando la sinistra vince non vince per un vero lavoro di riforma interna, e anzi spesso i riformatori del pensiero di sinistra, siano essi giovani, intellettuali, imprenditori, ecc, vengono allontanati dalla dirigenza del partito stesso, o relegati a ruoli assolutamente marginali, mentre restano i più docili al pensiero dominante, e peggio i soliti nomi. Pensiamo al caso di Penati appunto, un caso che rappresenta perfettamente una classe dirigente che continua a suonarsela e cantarsela da sola – e direi quasi sempre a suonarsela male date le continue sconfitte –.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proviamo a trovare una nota positiva – mentre la Polverini annuncia che domani ci sarà la festa per i gladiatori del voto, ringraziando i ragazzi del suo comitato... brividi; e la Bonino ringrazia per la vittoria? (che vede solo lei...) –? Credo che l’unica vera nota positiva di questa tornata elettorale è la conferma di Vendola in Puglia. La vittoria di uno che ha ammesso il suo errore, cioè di essersi fidato troppo della dirigenza del partito che lo sosteneva e che lo ha tradito a suon di scandali, da cui si è allontanato ripulendo il suo precedente esecutivo e sfidando a viso aperto, con le primarie, il “nuovo” candidato di partito battendolo e andando tra la gente a chiedere il voto. Un voto che la gente gli ha ridato. Bravo. &lt;br /&gt;Speriamo che anche in Lombardia si potrà un giorno ripartire da lì, dalle famose primarie. Personalmente vorrei ricordare che già nel 2003 andavo dicendo che proprio le primarie potevano essere l’unico modo per trasformare, o provare a farlo, un partito, un gruppo di persone, troppo legato ai suoi meccanismi, troppo legato alla sua burocrazia interna, troppo lontano dalla gente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ps. Stavo preparando una riflessione sulla sinistra e il lavoro ma l’ho momentaneamente congelata. La riproporrò nei prossimi giorni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-3529841954598513992?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/3529841954598513992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=3529841954598513992' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/3529841954598513992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/3529841954598513992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2010/03/lombradia-la-sinistra-e-morta.html' title='Lombardia: in morte della sinistra'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S7E1-a51MCI/AAAAAAAAAmY/OcF18vUmAlE/s72-c/Socrate-morente_04.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-2070199484703188906</id><published>2010-03-18T01:26:00.006+01:00</published><updated>2010-03-18T01:36:19.146+01:00</updated><title type='text'>Monte Carasso, un esempio tra pianificazione e intervento nel centro storico</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S6F1OyhmcsI/AAAAAAAAAmQ/49kpOqRekJs/s1600-h/IMG_2920.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 196px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S6F1OyhmcsI/AAAAAAAAAmQ/49kpOqRekJs/s320/IMG_2920.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449765921036333762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che questo non sia un momento facile per i giovani lavoratori, e tra questi per i giovani progettisti, ma viene da dire per i giovani in generale, è un dato di fatto, così oggi, come spesso altre volte mi è capitato, un po’ per fuggire dalla monotonia del lavoro, un po’ per ricaricare le batterie e un po’ per cercare soluzioni a due progetti a cui sto lavorando, con alcuni amici architetti sono tornato in un paese del Canton Ticino, Monte Carasso, che avevamo scoperto per caso un anno e mezzo fa e che poi ho avuto occasione recentemente di studiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Monte Carasso è un piccolo paese a sud di Bellinzona di 2400 abitanti, più o meno come il borgo in cui abito. Era un tipico paese ticinese, fatto di case rustiche, disposte quasi casualmente lungo la strada principale, di un ampliamento più o meno sregolato, come i nostri paesi e di un centro con una chiesa e quello che resta di un antico convento.&lt;br /&gt;Alla fine degli anni ’70 era appena stato approvato un piano regolatore che prevedeva la costruzione di una scuola a ridosso dell’autostrada, mentre la zona centrale nelle vicinanze dell’ex convento faceva parte di un programma di riedificazione. La nuova amministrazione appena insediatasi pensò invece di sconfessare quel piano e di inserire la nuova scuola proprio nell’ex convento. Nel 1978 fu chiamato, con l’incarico di recuperare il vecchio convento e di progettare la nuova scuola, l’architetto Luigi Snozzi. Per Snozzi fu l’occasione concreta per cercare di reinventare il centro del paese. La zona monumentale con il chiostro e la chiesa non era leggibile e ciò che mancava a Monte Carasso erano gli spazi pubblici, gli spazi gioco, cioè gli spazi per i giovani e per le famiglie. Snozzi propose di valorizzare il complesso monumentale dell’ex-convento rimettendo in luce le antiche arcate, demolendo alcune case, ripulendo l’intero impianto e soprattutto facendo una grande operazione di svuotamento del centro monumentale dalle superfettazioni. Chiesa, scuola, cimitero, casa del Comune, palestra comunale si trovarono di colpo a esser parte di un nuovo progetto, un progetto che tendeva a costruire il centro pubblico della città, una nuova agorà fatta di spazi aperti e di luoghi in cui sostare, giocare e trascorrere il tempo libero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l’approvazione politica dei principi espressi nel progetto snozziano, si pose il problema della definizione dei nuovi strumenti urbanistici che dovevano sostituire il piano, le famigerate norme tecniche e il regolamento edilizio. &lt;br /&gt;In primo luogo fu elaborato un piano particolareggiato per la “zona di protezione monumentale”, che prevedeva nuovi allineamenti e che di fatto in quel punto annullava il piano regolatore. Fu studiata una nuova normativa urbanistica, estesa ai nuclei del centro antico limitrofi alla zona monumentale, che si limitò a pochissime regole, demandando i problemi che di solito vengono affrontati nelle norme comunali, volumetrie, distanze dai confini ecc, alla bontà dei progetti e a pochissime regole. Questa nuova normativa, posti alcuni vincoli e consegnato un grande potere a una commissione di architetti, fu concepita infatti in modo da offrire una grande libertà, soprattutto insediativa. Una delle questioni principali era densificare il centro storico, dare la possibilità cioè di costruire piccoli edifici accanto agli edifici esistenti e limitare così il consumo del suolo periferico. Monte Carasso divenne di colpo un esempio di città in cui il progetto sostituì il piano, o meglio uno di quegli esempi in cui il piano si ricostruì proprio a partire da un progetto e non viceversa, come succede abitualmente. Monte Carasso divenne l’esempio di come un progetto di riqualificazione di un centro monumentale poteva trasformarsi in un vero e proprio progetto di città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa riduzione delle regole non significò lassismo e deregulation sfrenata senza controllo e senza paracadute: infatti il controllo operato dalla commissione urbanistica, fatta di personalità importanti, proprio perché centrale nella costruzione della città, e non di geometri di paese (con tutto il rispetto per questi ultimi), fu grande e importante. Solo dopo cinque anni, nel 1990 si approvò il nuovo piano regolatore, con le regole costruite a partire dalla sperimentazione sul campo dei progetti approvati in quegli anni. &lt;br /&gt;Mentre abitualmente la regola urbanistica viene applicata con assoluta rigidità, obbligando il progetto ad adattarsi a norme severe quanto astratte, spesso indifferenti ai luoghi e al buon progetto d’architettura, nel processo pianificatorio avviato a Monte Carasso fu così concessa al progetto architettonico la massima libertà di trasgressione, a patto che questa trasgressione fosse motivata come effettivamente qualificante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi Monte Carasso ha un centro monumentale libero, arioso, leggero e vivo e un centro storico fatto di case antiche affiancate da edifici moderni, e credo che Monte Carasso possa ancora oggi essere considerata come un modello per i nostri poveri e mal ridotti borghi. Un esempio in cui pianificazione e progetto non sono andati solo di pari passo, ma anzi un semplice progetto, se così si può dire, per un centro antico si è convertito in idea di città, sconfessando la pianificazione astratta delle norme urbanistiche, intese nel senso stretto del termine, e trainando la pianificazione successiva. Monte Carasso è ancora un modello da studiare, da vedere, da vivere.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S6Fz2BgxIDI/AAAAAAAAAmA/8o5LKIin18k/s1600-h/IMG_2950.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 284px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S6Fz2BgxIDI/AAAAAAAAAmA/8o5LKIin18k/s320/IMG_2950.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449764396051013682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S6Fz8kn4HzI/AAAAAAAAAmI/W4h5PVGh6zQ/s1600-h/IMG_2943.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 203px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S6Fz8kn4HzI/AAAAAAAAAmI/W4h5PVGh6zQ/s320/IMG_2943.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449764508555288370" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-2070199484703188906?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/2070199484703188906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=2070199484703188906' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/2070199484703188906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/2070199484703188906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2010/03/monte-carasso-un-esempio-tra.html' title='Monte Carasso, un esempio tra pianificazione e intervento nel centro storico'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S6F1OyhmcsI/AAAAAAAAAmQ/49kpOqRekJs/s72-c/IMG_2920.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-3770235305543691558</id><published>2010-03-12T00:25:00.005+01:00</published><updated>2010-03-12T00:52:29.660+01:00</updated><title type='text'>Ricominciamo da qui... Buon 2010!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S5mBKBwKVpI/AAAAAAAAAl4/QXDLFKdMoz4/s1600-h/Immagine+1.png"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 193px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S5mBKBwKVpI/AAAAAAAAAl4/QXDLFKdMoz4/s320/Immagine+1.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5447527233550440082" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questa sera, dopo una lunga pausa di riposo, di dolore e di riflessione ho deciso di tornare a scrivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;A chi serve l’Universo?&lt;br /&gt;Se il genere umano, se l’umanità, scomparissero &lt;br /&gt;L’Universo sarebbe inutile&lt;br /&gt;Noi...&lt;br /&gt;Noi vogliamo imitare Dio&lt;br /&gt;Perciò esistono gli artisti.&lt;br /&gt;Gli artisti vorrebbero ricreare il mondo, &lt;br /&gt;come fossero piccoli dei.&lt;br /&gt;E fanno una serie di...&lt;br /&gt;Hanno un continuo ripensare...&lt;br /&gt;Sulla storia, sulla vita su tutto quello che succede quaggiù,&lt;br /&gt;o su quello che credono sia successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si perchè alla fine crediamo nella memoria.&lt;br /&gt;Perchè tutto è passato, e chi garantisce che tutto quello che immaginiamo sia passato, sia passato realmente? A chi dovremmo chiedere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo mondo, questa ipotesi allora è un illusione.&lt;br /&gt;La sola cosa vera è la memoria. Ma la memoria è un’invenzione...&lt;br /&gt;In fondo la memoria, intendo dire nel cinema... nel cinema la cinepresa può fissare un momento, ma quel momento è già passato. &lt;br /&gt;In fondo quello che fa il cinema è far rivivere il fantasma di quel momento, e abbiamo la certezza che quel momento sia esistito fuori dalla pellicola? O la pellicola è la garanzia dell’esistenza di quel momento? Viviamo insomma in un dubbio permanente...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il regista Fridrich, protagonista fantasma di Lisbon Story, il cui nome è un omaggio del regista reale, Wim Wenders, a Federico Fellini, stanco del mondo delle immagini svendute, stanco del protagonismo di registi, compositori, architetti, svenduti agli effetti speciali del dio denaro, prova a tornare alle origini, e decide di tornare al cinema degli inizi, alla classicità. &lt;br /&gt;Entra così in un vortice emozionale in cui tutto perde senso e capisce che nel momento in cui immortala, o decide di immortalare una scena, quella scena diviene di colpo, appunto, falsa, o comunque svenduta in quanto vendibile e commerciale. &lt;br /&gt;Dopo avere provato a girare un film reale, con una vecchia camera a manovella, omaggio al cinema degli inizi, novello architetto greco, o romano, decide di abbandonare anche quella strada, perché attaccabile e ancora una volta frutto di un processo forzato perché conscio, quindi produttore di immagini irreali. «Le immagini non sono più quelle di un tempo, è impossibile fidarsi di loro [...]. Mentre noi crescevamo le immagini erano narratrici di storie, e portatrici di cose. Ora sono tutte in vendita, con le loro storie e le loro cose. Non sanno più come mostrare. Le immagini vengono vendute aldilà del mondo, e con grossi sconti... » dice il regista. Ricominciare dal principio cent’anni dopo quindi, ma «non ha funzionato. Per un pò è sembrato possibile, ma poi tutto è crollato... ». &lt;br /&gt;Inizia così a girare per la città con una camera a tracolla che porta a penzoloni sulla schiena, riprendendo ciò che accade alle sue spalle senza filtri: montagne di pellicole reali e vergini, cioè pure finché nessuno le vedrà, e che quando saranno viste perderanno il loro senso e la loro purezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È la morte del cinema, è la morte dell’architettura e della composizione. È il dubbio del regista, dell’architetto, del compositore, è il dubbio dell’artista di fronte al mercato: cosa fare? Svendersi definitivamente o tornare agli inizi, al classicismo? Ma è poi possibile tornare davvero agli inizi, magari facendo finta che non sia successo nulla fin qui?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qui arriva il paradosso: è un tecnico a consegnare al compositore la soluzione. Proprio quella tecnica che ha portato l’artista ad allontanarsi definitivamente dal corso naturale della storia ripudiando i frutti della tecnica stessa, facendogli nascere la voglia di tornare all’antichità, consegna la soluzione al regista: &lt;br /&gt;«Questo è un messaggio per Fridrich, il re del magazzino immagini spazzatura... [mentre sullo sfondo compare una scritta pubblicitaria, “Principio, o finale felice...” geniale trovata wendersiana]. Ohhh Fritz, mi sa che ti sei un po’ perso! Tutte queste immagini giocattolo mi sa che ti hanno fatto un poco uscire di testa. Ora sei in un vicolo cieco, faccia al muro, ma... muovi gli occhi, fidati di loro, non ce li hai mica sulla schiena... Continua a fidarti della tua vecchia manovella, essa è ancora capace di immagini in movimento, perché sprecare quindi la tua vita in superflue immagini spazzatura, quando mettendoci il cuore puoi farne superbe immagini in celluloide. Le immagini in movimento possono ancora fare quello per cui vennero inventate cento anni fa. Possono ancora essere commoventi... ».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fidiamoci del nostro cuore e proviamo a fare delle architetture con il cuore.&lt;br /&gt;Ben tornati, e ben tornato... a me stesso&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-3770235305543691558?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/3770235305543691558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=3770235305543691558' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/3770235305543691558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/3770235305543691558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2010/03/ricominciamo-da-qui-buon-2010.html' title='Ricominciamo da qui... Buon 2010!'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/S5mBKBwKVpI/AAAAAAAAAl4/QXDLFKdMoz4/s72-c/Immagine+1.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-7164480297988376373</id><published>2009-11-25T12:19:00.003+01:00</published><updated>2009-11-25T12:44:16.962+01:00</updated><title type='text'>Teatro Sagunto - Non sarà demolito!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Sw0YiUpx_KI/AAAAAAAAAlw/fnG82Yq5P2M/s1600/DSCN6329.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Sw0YiUpx_KI/AAAAAAAAAlw/fnG82Yq5P2M/s320/DSCN6329.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408005705480404130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il teatro di Sagunto sorge a metà strada tra la città e l’acropoli, fra il centro storico attuale e ciò che resta dell’antico castello, sorto sulle rovine dell’antico foro romano è stato assunto come dato oggettivo e come base del progetto. Inoltre a Sagunto la presenza della rovina antica, cioè di un edificio reale, o di ciò che ne restava è divenuta per Grassi la pietra di paragone del progetto, il nuovo non si è imposto come presenza annientatrice sul vecchio, e insieme ha sempre demandato alle antiche rovine quelle risposte che non è stato in grado di dare, e così la scena, ricostruita nella sua imponente astrazione, porta in se come un doppio carattere di monumento non finito, con i grandi muri lisci e non decorati, in mattoni, e di scena urbana, con le grandi finestre, le finestrelle e le ringhiere metalliche, che riprendono direttamente i fronti delle case del centro storico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il restauro del Teatro Romano di Sagunto ha avuto una vicenda travagliatissima. Pubblicato su quasi tutte le riviste internazionali e vincitore di molti premi di architettura, è stato attaccato duramente sin dall’inizio, soprattutto per ragioni politiche, dal Partito Polare e dalla destra spagnola, allora all’opposizione. Dopo 15 anni sembrava che le polemiche, e soprattutto che le richieste di abbattimento della grandiosa scena fronte, ricostruita dagli architetti Grassi e Portaceli, si fossero definitivamente taciute e invece un mese fa la sentenza definitiva del tribunale supremo di Madrid: il teatro deve essere abbattuto e ricondotto alla sua condizione, presunta iniziale, di rovina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quella notizia sono passati quasi due anni. Due anni di manifestazioni, due anni di raccolta di firme (anche da questo blog arrivò un cospicuo appoggio contro la demolizione si vedano i post di gennaio e febbraio 2008, in particolare quello di mercoledì 30 gennaio 2008 “Raccolta di firme contro la demolizione del Teatro di Sagunto”), due anni di proclami da parte di tutta la cultura architettonica nazionale e internazionale e a differenza di quello che succede spesso in Italia (dove ci riempiamo la bocca della parola democrazia, sia essa comunale o parlamentare, ma poi il popolo non viene mai ascoltato, mi riferisco a moltissime vicende anche particolari e locali, ma ovviamente non solo) forse ora ci siamo: il Teatro di Sagunto è salvo! Recita infatti un pezzo di oggi su El Pais:&lt;em&gt; El Tribunal Supremo ha cerrado el viejo culebrón del mucho más antiguo Teatro Romano de Sagunto. No se demolerán las obras de rehabilitación que dirigieron hace 20 años los arquitectos Giorgio Grassi y Manuel Portaceli, en la época del último Gobierno socialista valenciano&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Una battaglia politica, tra rappresentanti della destra spagnola, che si erano candidati nei primi anni '90 con la ferma proposta di abbattere il teatro, e la sinistra socialista e la cultura architettonica internazionale, una battaglia culturale, una battaglia che finalmente, dopo circa vent’anni, sembra essere finita e sembra che abbia vinto oltre che il buon senso, anche l’architettura e il teatro rimarrà com’è e non sarà demolito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credo che il teatro di Sagunto sia una delle opere più straordinarie del XX secolo, un vero manuale di architettura, nel senso più ampio del termine, e per questo sono certo che sia giusto l’averlo salvato da quella che poteva essere una vera e propria barbarie. Da anni ogni qualvolta mi capita di andare in Spagna e a Valencia in particolare andiamo a vedere lo stato di salute del Teatro, come fosse l’ultima volta, come per dargli l’ultimo saluto, ma per fortuna il teatro è salvo e quest’estate o la prossima o le prossime potremo andarci ancora e magari far vedere ai nostri figli quest'incredibile opera di architettura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-7164480297988376373?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/7164480297988376373/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=7164480297988376373' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/7164480297988376373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/7164480297988376373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/11/teatro-sagunto-non-sara-demolito.html' title='Teatro Sagunto - Non sarà demolito!'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Sw0YiUpx_KI/AAAAAAAAAlw/fnG82Yq5P2M/s72-c/DSCN6329.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-4941234354675825232</id><published>2009-11-25T12:18:00.001+01:00</published><updated>2009-11-25T12:45:43.288+01:00</updated><title type='text'>El Teatro Romano descansa en paz</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Sw0SwIINNnI/AAAAAAAAAlo/8l_76Mt20YI/s1600/tit_logo_int.gif"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 180px; height: 32px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Sw0SwIINNnI/AAAAAAAAAlo/8l_76Mt20YI/s320/tit_logo_int.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5407999345566758514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;El Supremo cierra el largo culebrón del monumento de Sagunto - Rechazado el recurso de casación de un abogado que pretendía deshacer la rehabilitación&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I. ZAFRA - Valencia - 25/11/2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;em&gt;El Tribunal Supremo ha cerrado el viejo culebrón del mucho más antiguo Teatro Romano de Sagunto. No se demolerán las obras de rehabilitación que dirigieron hace 20 años los arquitectos Giorgio Grassi y Manuel Portaceli, en la época del último Gobierno socialista valenciano. El Supremo ha rechazado el recurso de casación presentado por el infatigable Marco Molines, abogado y ex diputado del PP, que ha mantenido viva la batalla judicial contra la intervención durante casi dos décadas.&lt;br /&gt;El PP llegó a la Generalitat pidiendo la demolición y luego se arrepintió&lt;br /&gt;Molines acudió al Supremo después de que el Tribunal Superior de Justicia (TSJ) valenciano considerase imposible ejecutar la sentencia que ordenaba eliminar los elementos añadidos (en la cávea y el muro de cierre de escena) con dos argumentos: que el remedio resultaría peor que la supuesta enfermedad, y que la nueva legislación, aprobada en 2007 por la Generalitat (en un cambio radical de postura) permitiría ahora acometer el mismo tipo de rehabilitación.&lt;br /&gt;Las obras del teatro generaron un importante malestar en Sagunto. Una mañana de 1992 las gradas aparecieron cubiertas de pintadas (en latín) contra la intervención y de símbolos fascistas. La polémica se trasladó a los medios de comunicación, algunos de los cuales desataron una bronca campaña contra el entonces presidente de la Generalitat, Joan Lerma, y su consejero de Cultura, Ciprià Ciscar. El Partido Popular advirtió que la cuestión arqueológica (la diferencia entre restauración y reconstrucción) escondía petróleo, y se sumó a las críticas. En 1995, Eduardo Zaplana llegaba a la presidencia de la Generalitat con la promesa electoral de deshacer la rehabilitación. Y aunque para el exterior el Consell del PP continuaba manteniendo la tesis de la reversibilidad (el Gobierno valenciano defendió la demolición y Molines fue incluido en las listas autonómicas del PP), lo cierto es que el caso pintaba muy distinto desde el Palau de la Generalitat.&lt;br /&gt;Así se llegó a la paradoja de que mientras varias sentencias del TSJ (la primera, en 1993) y del Supremo (en 2000 y 2007) condenaban las obras y ordenaban su derribo, el Consell empleaba todos los recursos a su alcance para dilatar la ejecución de la sentencia.&lt;br /&gt;La intervención de Grassi y Portaceli fue finalista del Premio Mies van der Rohe, recibió el apoyo de numerosos arquitectos e intelectuales y, con el paso del tiempo, dejó de ser motivo de polémica ciudadana incluso en Sagunto. Lo impopular era más bien la demolición, y sólo Molines parecía seguir decidido a terminar el trabajo, metiendo en problemas a sus antiguos compañeros de partido.&lt;br /&gt;La Generalitat, gobernada ya por Francisco Camps, aprobó una ley que avalaba retroactivamente la rehabilitación. Y el Consell Valencià de Cultura se mostró favorable a encontrar una solución extraprocesal que evitara cualquier intento de "restitución al estado anterior a la reforma". A pesar de haber ordenado él mismo la ejecución de la sentencia, el TSJ se inclinó finalmente en abril de este año por la postura del Gobierno valenciano, que considera imposible su ejecución. La decisión ha sido confirmada por el Supremo, que rechaza el recurso del abogado Molines por defecto de forma.&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-4941234354675825232?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/4941234354675825232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=4941234354675825232' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4941234354675825232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4941234354675825232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/11/el-teatro-romano-descansa-en-paz.html' title='El Teatro Romano descansa en paz'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Sw0SwIINNnI/AAAAAAAAAlo/8l_76Mt20YI/s72-c/tit_logo_int.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-6113833855189947863</id><published>2009-11-16T20:01:00.003+01:00</published><updated>2009-11-16T20:08:06.715+01:00</updated><title type='text'>Firma l'appello! Ora Basta!</title><content type='html'>http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&amp;idappello=391117&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri Luciana Littizzetto (mi pare si scriva così), che pure di solito non è che mi faccia molto ridere, ha detto una cosa molto intelligente che condivido in pieno: è come se molte persone, migliaia, in lista di attesa da tempo per fare una TAC, o una risonanza, a un certo punto, per ripartire da capo e cancellare le attese si azzerano tutte le liste, dicendo "ok siete guariti...". Assurdità italiane. Ora Basta!&lt;br /&gt;Anche questa, se volete anche di più, ovviamente, non è una sciocchezza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-6113833855189947863?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/6113833855189947863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=6113833855189947863' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/6113833855189947863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/6113833855189947863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/11/firma-lappello-ora-basta_16.html' title='Firma l&apos;appello! Ora Basta!'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-677151717817102459</id><published>2009-11-14T21:28:00.005+01:00</published><updated>2009-11-15T01:03:06.083+01:00</updated><title type='text'>Garbatola part.2 - una cosa seria</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Sv8T1fp_4GI/AAAAAAAAAlg/q09KPydMswo/s1600-h/garbatola+rock.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Sv8T1fp_4GI/AAAAAAAAAlg/q09KPydMswo/s320/garbatola+rock.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404059887619530850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(Una cosa per nervianesi)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi è stata una giornata molto importante per Nerviano, oggi è nata ufficialmente la Comunità delle Parrocchie di Nerviano e delle frazioni.  In controtendenza con quanto avviene nella società civile, laica, che anzi chiede la separazione tra frazioni e capoluogo, i vertici della Chiesa milanese richiamano Nerviano all’unione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente ci sono molte differenze tra le due questioni. Iniziamo con il dire che apparentemente non è una novità, quella dell’unione delle parrocchie, infatti sembra di esser tornati al IX secolo, quando le frazioni non avevano una parrocchia propria, ma dipendevano direttamente dal capo di Pieve, Nerviano, pur avendo – Garbatola – un comune proprio e autonomo da Nerviano. A questo punto bisognerebbe dire che ora non è così che le parrocchie rimarranno indipendenti pur lavorando in modo comunitario e infatti si chiama comunità e non più unità. Inutile tuttavia non vedere le cose: le radici dell’insofferenza delle frazioni, in particolare di Garbatola, nei confronti del capoluogo e viceversa sono profonde, profondissime, e svaniscono solamente e temporaneamente di fronte all’importanza della Chiesa Plebana e del Prevosto, che finalmente ora è anche nostro – dei garbatolesi – e non più solamente di Nerviano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma detto questo torniamo alla questione che il primo cittadino nervianese definisce “una sciocchezza”, torniamo cioè alla profonda disillusione che c’è negli abitanti delle frazioni, in particolare di nuovo di Garbatola, che si sentono esclusi, inascoltati e peggio presi in giro dalle varie amministrazioni che si susseguono, siano esse di destra, destrissima o centro centro centro sinistra. No caro Sindaco proprio questa questione non è una sciocchezza.&lt;br /&gt;Ovviamente non condivido per nulla il cappello che l’Osservatorio senso Civico ha posto indelebile sulla questione, tanto, ma anche loro lo sanno perché ho avuto modo di dirlo anche personalmente  a loro, che una questione così importante che è alla radice di tutti i malesseri, si potrebbe scrivere “la Questione”, non dovrebbe avere nessun cappello, appunto, e anzi sarebbe dovuta nascere, o rinascere, diversamente, dal basso, sentendo la gente e ragionando con i clan, dicevo, sul da farsi. Ma tant’è e ormai siamo a questo punto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto che non condivido i tempi e soprattutto i modi in cui è nata l’iniziativa ricordo anche che la Questione che i giornali banalizzano come secessione di Garbatola, è una questione difficile, spigolosa, dura e annosa. È vero che questa amministrazione si è dimostrata sensibile, soprattutto per quanto riguarda la cultura, nei confronti delle frazioni e di Garbatola e della sua festa in particolare – non abbiamo mai avuto così tanto aiuto come quest’anno e questo va detto –, è vero che le passate amministrazioni anche si sono dimostrate ciascuna a suo modo sensibili, ma scusate qual è l’ultima opera pubblica, nel vero senso della parola, costruita dal Comune di Nerviano, ex novo, in Garbatola? Poteva esserlo il cimitero, ma si è dimostrato un fallimento e non è altro che un brutto recinto con un parcheggio che è quasi sempre allagato; poteva esserlo la piazza, ma i tempi sono biblici e pare che sarà fatto un concorso di idee, che forse un giorno, chissà se, ecc – e non un incarico per un lavoro vero da eseguirsi nel breve –; poteva esserlo la ristrutturazione della scuola, che bastava lasciarla com’era, con una sala civica vera, nuova, e una palestra vera, anch’essa nuova, e invece di nuovo niente. L’ultima e unica opera pubblica nel vero senso delle parola sono le attuali scuole elementari, costruite negli anni ’50. Il resto solo opere di manutenzione, pulizia, ritocco, ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la questione: Garbatola merita di più. &lt;br /&gt;È vero questa amministrazione ha dotato il paese di una farmacia ma scusate, può esistere un paese a 20 km da Milano, a 5 km dall’Expo e dalla Fiera, senza farmacia? No. In questo hanno ragione gli amici di Senso Civico: amici amministratori i cittadini di Garbatola pagano le tasse come gli altri e anzi in proporzione anche di più – provate a passare lungo via XX Settembre il Sabato o nei prossimi giorni vicini al Natale e me lo dite –! Milleottocento persone, più di 500 famiglie che hanno sempre pagato e con rispetto non hanno mai chiesto nulla, si trovano a vivere un paese con un negozio – che per fortuna resiste –, una piccolissima banca, una farmacia e un bar, e soprattutto senza un distaccamento degli uffici comunali, senza la posta, senza un &lt;span style="font-style:italic;"&gt;prestiné&lt;/span&gt; – panettiere – il tutto, ricordo, a soli 5 km dall’avveniristica Fiera milanese e dall'aera che ospiterà l’Expo 2015! Ma vi rendete conto della differenza tra Nerviano e le sue frazioni? Ma sapete che molti di Nerviano non sono mai andati in frazione? Lo sapete che anche la Chiesa se n’è accorta e a rotazione il Consiglio Pastorale – una sorta di gran consiglio delle parrocchie – si tiene una volta a Garbatola, una volta a S.Ilario e una volta a Nerviano? Lo sapete che anche la Chiesa se n’è accorta e con forza ha voluto la presenza di un sacerdote per ogni paese nonostante la comunità delle tre parrocchie? Vi rendete conto della differenza che c’è tra il capoluogo, dove oggi venivano posate le luci natalizie, dove il sabato mattina la gente corre a destra e a sinistra, e le frazioni – di nuovo Garbatola in particolare – senza una piazza vera, con un centro devastato dall’incuria, senza servizi sociali, o quasi, e dove la gente si ritrova o nell’unico bar o in parrocchia dato che non c’è nulla. Perché tutti i paesi limitrofi, tutti, forse tranne Barbaiana – che infatti è sul piede di guerra con Lainate – hanno ristrutturato veramente il centro antico e Garbatola ancora no, paghiamo forse meno di loro? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche mese fa scrivevo della necessità di avere una casa della cultura, un centro della memoria, una piccola biblioteca di frazione, un punto insomma dove riconoscere la presenza della cultura locale ma anche un punto di contatto con la realtà attuale, quella dell’amministrazione nervianese. Niente. Nessuna risposta. No cari amministratori, la questione non è una sciocchezza. È una questione serissima, magari iniziata male, magari poco condivisibile nei modi, ma è una questione serissima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-677151717817102459?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/677151717817102459/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=677151717817102459' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/677151717817102459'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/677151717817102459'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/11/garbatola-part2-una-cosa-seria.html' title='Garbatola part.2 - una cosa seria'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Sv8T1fp_4GI/AAAAAAAAAlg/q09KPydMswo/s72-c/garbatola+rock.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-3832402618473155598</id><published>2009-11-14T19:36:00.001+01:00</published><updated>2009-11-14T19:39:20.184+01:00</updated><title type='text'>Adesso Basta!</title><content type='html'>http://antefatto.ilcannocchiale.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il popolo che dice basta&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-3832402618473155598?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/3832402618473155598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=3832402618473155598' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/3832402618473155598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/3832402618473155598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/11/adesso-basta.html' title='Adesso Basta!'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-7895338332401343428</id><published>2009-11-12T16:28:00.004+01:00</published><updated>2009-11-12T19:36:30.781+01:00</updated><title type='text'>Presentare una DIA e DDL che prevede la prescrizione 2 anni dopo rivio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SvwrYFf0HfI/AAAAAAAAAlY/KRipAidrlsQ/s1600-h/rivoluzione.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 206px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SvwrYFf0HfI/AAAAAAAAAlY/KRipAidrlsQ/s320/rivoluzione.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403241345730223602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci tengo a precisare una cosa. Rileggendo il mio ultimo post e i commenti mi sono accorto come spessissimo tutti noi cittadini, tecnici e no, corriamo il rischio di cadere in una trappola qualunquista o generalista, di dare cioè la colpa di tutto il malfunzionamento italiano, di tutto quel sistema che spesso definisco malato, al primo e spesso unico ente pubblico con il quale interagiamo, quindi al Comune, o al &lt;span style="font-style:italic;"&gt;cumun&lt;/span&gt;, per dirla da insubre, e quindi ai politici comunali e soprattutto ai funzionari, burocrati o come vogliamo chiamarli, solo perché applicano le regole che altri hanno scritto. È chiaro che non è così facile: tutte le colpe di questo malfunzionamento non possono ricadere infatti su dei funzionari che applicano i regolamenti che hanno davanti a loro. Così come è ovvio che anche loro, i funzionari intendo, potrebbero essere più permissivi su lavori di piccola entità, magari sollecitando i politici comunali a scrivere dei regolamenti comunali più agili – ma questo tentativo per dire il vero è in atto, anche se in modo molto blando –; così come i politici comunali hanno a loro volta delle gravi colpe quando non sollecitano gli altri enti locali, ASL e Regione, a produrre regolamenti più intelligenti; e così come i dirigenti di ASL locali e Regioni sbagliano quando non intervengono nei testi unici e nei decreti nazionali; o infine quando i nostri politici romani, nel senso che risiedono per lavoro a Roma, siano essi &lt;span style="font-style:italic;"&gt;lumbard&lt;/span&gt; o siciliani, sbagliano quando non applicano le direttive, che invece arrivano e anche puntuali, che l’Europa impone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma il nostro è un sistema stanco e malato, un sistema seduto che si preoccupa di più di mantenere e consolidare il più possibile le posizioni di potere acquisite nel tempo piuttosto che di rinnovare e amministrare al meglio il paese. È notizia di oggi che il gruppo parlamentare del PDL, ex Forza Italia e Alleanza nazionale – insomma la destra italiana– ha presentato un ddl, sottoscritto dalla Lega al Senato, composto da 3 articoli, che prevede, tra l'altro,  la prescrizione dei processi in corso in primo grado per i reati ''inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione'' se sono trascorsi più di due anni a partire dalla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero senza che sia stata emessa la sentenza. Il provvedimento entra in vigore il giorno dopo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma vi rendete conto? Un povero Cristo deve pagare 516 € – e ripeto non do la colpa al tecnico che applica la legge – per avere iniziato i lavori prima del benestare del comune, lavori che poteva eseguire previo preventivo permesso, non lavori abusivi, quindi, se vogliamo, è come se multassimo l’ignoranza del cittadino, e i parlamentari si autopromuovono una legge che fa cadere in prescrizione tutti i processi in giacenza da più di due anni!!! Assurdo. &lt;br /&gt;Ma cosa aspettano che ci sia la rivoluzione armata? Assurdo, e la cosa più assurda è che quella rivoluzione non ci sarà né a livello locale, perché troppo faticosa e perché la gente fa fatica ad arrivare alla fine del mese, quindi è troppo impegnata in altro – probabilmente come diceva Marx quando non si arriverà più alla fine del mese, come è successo sempre nella storia, allora si inizierà la vera rivoluzione e sarà violenta, come tutte le rivoluzioni che nascono quando il popolo ha fame –, né soprattutto a livello nazionale, per quanto detto poco fa e anche per il controllo sui mezzi di informazione di questa classe dirigente che è pressoché totale – sia essa di destra, e controlla almeno l’80% dei mezzi di comunicazione, o di sinistra, che controlla la restante parte –, come fossimo in una moderna dittatura democratica. E allora tenetevi pronti perché da stasera i mezzi dell’informazione libera e democratica inizieranno a dire a dire: “poveri politici”, “i tempi della giustizia”, “i soliti magistrati comunisti” e come al solito noi, popolo, saremo seduti a bere ciò che ci dicono…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-7895338332401343428?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/7895338332401343428/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=7895338332401343428' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/7895338332401343428'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/7895338332401343428'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/11/presentare-una-dia-vs-ddl-prescrizione.html' title='Presentare una DIA e DDL che prevede la prescrizione 2 anni dopo rivio'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SvwrYFf0HfI/AAAAAAAAAlY/KRipAidrlsQ/s72-c/rivoluzione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-3019830902746856263</id><published>2009-11-11T11:17:00.005+01:00</published><updated>2009-11-11T13:38:04.638+01:00</updated><title type='text'>Presentare una DIA a Nerviano: l'arte dei pazzi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SvqS6P8oBjI/AAAAAAAAAlQ/lSz7FXIONvo/s1600-h/deluso.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 306px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SvqS6P8oBjI/AAAAAAAAAlQ/lSz7FXIONvo/s320/deluso.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402792232395212338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premessa. Un amico mi fa vedere una pratica presentata a Nerviano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando è troppo è troppo.&lt;br /&gt;Qualche giorno fa la trasmissione Report, su Raitre, ha spiegato agli italiani la complessità burocratica che sta dietro alla presentazione di un progetto negli uffici tecnici italiani contro la facilità delle stesse pratiche in Germania. Solo facile speculazione mediatica? No. &lt;br /&gt;Posto infatti che ci sono altri sistemi di controllo diversi negli altri paesi, posto che in Spagna ad esempio è l’ordine a controllare il progetto e il Comune si limita a controllare l’istruttoria e non guarda nemmeno il progetto architettonico, il resto è tutto temendamente vero.&lt;br /&gt;Vi faccio un esempio, come si suol dire, fresco fresco, e come sempre parto da un esempio vicino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggetto. Progetto per una scala di accesso a una cantina di un’abitazione privata in Comune di Nerviano. Lavoro stimato in cantiere circa &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2 o 3 giorni&lt;/span&gt;, necessari a effettuare un piccolo sbancamento e a realizzare numero &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;5 gradini in calcestruzzo&lt;/span&gt;. Documenti richiesti: Dia debitamente compilata, relazione illustrativa, dichiarazione di proprietà, dichiarazione di non abbattimento di specie arboree protette, documentazione relativa alle opere in cemento armato (sia che siano previste sia no, anche se si tratta di soli 5 gradini), legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche, progetto degli impianti e numero 3 tavole (Stato di fatto, sovrapposizione stato di fatto e progetto, e progetto). Peso totale della pratica circa 1kg di aria fritta. La stessa pratica presentata a Parabiago (comune limitrofo) non comporterebbe almeno la metà dei suddetti documenti (sono in commissione paesaggio a Parabiago e lo sperimento mensilmente). La stessa pratica a Milano non comporterebbe quasi nulla e nemmeno andrebbe all’ufficio tecnico comunale, ma solo al distaccamento di zona (non ci sono tecnici, solo verifica conformità amministrativa).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Comune di Nerviano dopo circa un mese risponde che vuole le seguenti integrazioni:&lt;br /&gt;1) documentazione prescritta dalla DGR 7/11045 del 05.11.2002 BRL 2° supplemento al n. 47 del 21/11/2002 (per 5 gradini sotto il livello stradale…esame paesistico);&lt;br /&gt;2) la descrizione delle opere è incompleta (vedi realizzazione parapetti). RISPOSTA: ma se c’è scritto ovunque parapetti (stiamo parlando di circa 1 metro quindi grandi 1 cm nella tavola) realizzati ai sensi degli articoli del cap. 3 del manuale tecnico del RLI (eh già perché bisogna parlare come loro);&lt;br /&gt;3) non è stato documentato il rispetto delle prescrizioni di cui all’art. 3.3.32  per quanto riguarda le scale di progetto. RISPOSTA: ci sono misure ovunque, scritte in sovrabbondanza, tanto che la tavola non è più un progetto architettonico ma una documentazione amministrativa piena di scritte, mi chiedo cosa ancora bisogna documentare. Forse chiedono un progetto in scala 1:10 ma non sarebbe piu’ facile dirlo? Dato che nella scala 1:100 la scala è grande circa 1 cm per 2 cm.&lt;br /&gt;4) non è stata indicata la tipologia dei materiali che verranno utilizzati. RISPOSTA: come p.to 3.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un Comune dove viene condonato un palazzo abusivo di 7 piani figlio di tangentopoli (vedi post di mercoledì 11 giugno 2008 “No all’adozione del P.I.I. in variante al PRG vigente sull’immobile sito in via XX settembre”, e vedi anche post di venerdì 17 aprile 2009 “Della normativa edilizia e del tecnico comunale”), un comune distrutto da una pianificazione, selvaggia e quasi completamente sregolata, un Comune commissariato due volte in meno di 20 anni e sempre, più o meno, per problemi edilizi, ha senso rompere i coglioni (scusate il termine ma come dicono a Roma, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;quanno ce vo ce vo&lt;/span&gt;) a un povero cittadino che vuole costruire 5 gradini esterni in regola?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono sempre più convinto che il nostro sia un sistema malato, sclerotizzato, e incapace di dare risposte vere e giuste ai problemi dei cittadini. Un sistema dove non si fanno concorsi e dove non emergono le così dette eccellenze. Un sistema che da un lato garantisce i potenti e li mette in salvo da ogni processo, ma dall'altro incolpa i poveri, se non addirittura li sopprime. Un sistema che genera molta ricchezza ma sempre nelle mani di pochissimi super garantiti e mette contro la povera gente, contro lo stato, contro le banche, contro noi stessi. In un sistema così i politici predicano la semplificazione dei procedimenti burocratici legati alla presentazione delle domande per costruire poi, di fatto, per presentare una scala di 5 gradini, tempo stimato di cantiere 2 o 3 giorni, l’architetto o l’ingegnere, ormai ridotto a tecnico di basso livello, impiega almeno 3 mesi tra compilazione della prima pratica, attesa, integrazioni e di nuovo attesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In campagna elettorale tutti i candidati Sindaci del Comune di Nerviano, nel faccia a faccia che si tenne a Garbatola, sostenevano la necessità di cambiare il sistema e di alleggerilo. Le poltrone sono cambiate, anche per il pensionamento dell’imputato (da loro) responsabile del settore, il sistema, per i potenti è cambiato e si è alleggerito, vedi appunto condono del palazzo di sette piani, ma vedi anche inviti a non rallentare pratiche per ampliamento depuratore, fermate solo per incomprensione di un progetto inguardabile che nemmeno passerebbe l'esame del primo anno di progettazione, ma per i tecnici di provincia alle prese con la povera gente che ti paga 3 mesi di lavoro 1000 euro, se va bene, no, per loro non cambia nulla e anzi si complica tutto. Che schifo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ps. è su queste piccole cose che la gente non capisce la differenza tra la destra e la sinitra, non basta proiettare &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Goodbye Lenin&lt;/span&gt; (e meno male che si fa bisognerebbe farne uno al giorno!!!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;in foto: piccolo tifoso del Feyenoord, Olanda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-3019830902746856263?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/3019830902746856263/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=3019830902746856263' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/3019830902746856263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/3019830902746856263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/11/presentare-una-dia-nerviano-larte-dei.html' title='Presentare una DIA a Nerviano: l&apos;arte dei pazzi'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SvqS6P8oBjI/AAAAAAAAAlQ/lSz7FXIONvo/s72-c/deluso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-5605028246090067917</id><published>2009-11-08T02:21:00.004+01:00</published><updated>2009-11-08T11:07:59.005+01:00</updated><title type='text'>Garbatola part.1 - riunire i clan</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SvYebMOL1OI/AAAAAAAAAlI/Cvo4c8ENzDg/s1600-h/home.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 166px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SvYebMOL1OI/AAAAAAAAAlI/Cvo4c8ENzDg/s320/home.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401538255563511010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È notizia di questi giorni che il piccolo borgo di Garbatola, conosciuto più per la sua Festa Granda – www.garbatola.it –, per il collettivo Oltre il Ponte, per un articolo su un gruppo di ragazzi insoddisfatti apparso su Il Giorno e oggi anche per l’Osservatorio Senso Civico, paese già definito anni fa da un grande parroco – don Giovanni Balconi – villaggio del terzo mondo, tenta di rialzare la testa e lo fa con una proposta shock: staccarsi da Nerviano e ricostituire il Comune di Garbatola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto prima una precisazione, poi un po’ di storia, infine – se avrò tempo, altrimenti la prossima volta – un pensiero.&lt;br /&gt;La precisazione è che questa volta un gruppo di carbonari, amichevolmente parlando ovviamente, chiamati Osservatorio Senso Civico è arrivato prima di me sul fatto del delitto e per questa volta io non c’entro e sono anche un poco offeso essendo il più importante storico di questo borgo di 1700 anime – scherzo ovviamente –. Appunto da buoni carbonari hanno agito nella notte e un bel mattino, mentre sto trascorrendo qualche giorno di lavoro-studio-vacanza nelle &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Apulie&lt;/span&gt; mi trovo una e-mail che mi dice testuali parole «Caro Fabio, grazie ai racconti di un “buon personaggio abile nel documentare e difendere la nostra memoria” siamo giunti ad una richiesta che vuole trasformare la fantasia in realtà. Su molte questioni non ci siamo trovati allineati, o forse non ci siamo voluti riconoscere allineati, ma poco importa, vorrei semplicemente dedicarti questa nuova iniziativa dell'Osservatorio SensoCivico». Grazie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo vorrei provare a fare un il punto, storico, sulla questione. &lt;br /&gt;A differenza delle altre frazioni del Comune di Nerviano, Villanova, S.Ilario, Costa San Lorenzo e Cantone, Garbatola è sempre stato Comune indipendente. Nei registri dell’estimo del Ducato di Milano del 1558 e nei successivi aggiornamenti del XVII secolo Garbatola risulta che il Comune di Garbatola è compreso nella pieve di Nerviano e dalle risposte ai 45 quesiti della giunta del censimento del 1751 emerge che il comune contava circa 290 anime ed era amministrato dal console, tutore dell’ordine pubblico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Comune di Garbatola aveva una sua sede pubblica, al numero civico 14 del villaggio: non un moderno Municipio, ovviamente, ma una piccola sala, probabilmente in una delle due case da nobile del borgo, dove venivano affissi gli avvisi, che per altro pochi sapevano leggere, e in cui due volte l’anno, in primavera e in autunno, alcuni vecchi del paese, con altri nobili, si ritrovavano per il Consiglio Comunale. Era un Comune piccolo ma funzionava discretamente. Al termine di una vicenda durata qualche anno, fu soppresso e unito al Comune di Nerviano nel 1869 per decreto del neonato Regno d’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente era un Comune povero, anzi poverissimo, e infatti non partecipò nemmeno ai festeggiamenti nazionali per l’Unione del Regno, proclamati il 17 febbraio 1861, per mancanza di fondi, tuttavia credo che fosse anche un Comune orgoglioso, come la sua gente e fu con un atto del Comune di Garbatola che si costruirono le prime scuole pubbliche del paese in cui studiarono anche i nostri nonni. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;L’anno 1861 ed al giorno 14 del mese di Novembre in Garbatola e per cura della Giunta Municipale essendosi convocati i Consiglieri comunali a domicilio […]&lt;br /&gt;Fatto riflesso allo stato finanziario passivo in cui verte il Comune che da se solo non è in grado di sottostare alla spesa per l’aprimento di una scuola e desiderando in pari tempo di riformarsi a quanto la legge ha providenzialmente stabilito.&lt;br /&gt;Il Facente Consiglio ad unanimità di voti ha deliberato di invocare l’appoggio dell’articolo 345 della legge 13 Novembre 1859 n. 3728 e l’articolo 134 del Regolamento 1376 anno 1860 non omettendo di far conoscere alla superiorità che il Comune dal canto suo sarà per concorrere in proporzione delle sue facoltà ai sensi dell’articolo 117 della citata legge e andrebbe ben lieto di poter effettuare l’aprimento di una scuola cotanto desiderata e necessaria procacciando così ai poveri fanciulli il più grande dei benefici qual’è l’Istruzione delegando per gli effetti del presente la Giunta Municipale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente non fu quindi costruita solamente con i soldi della comunità ma anche con qualche aiuto dalla capitale del Regno, Torino.&lt;br /&gt;Dipendenti del Comune erano il Segretario e maestro delle elementari Sig. Borganti, un Medico Condotto, una levatrice, un becchino, un messo o Cursore comunale, un sacrestano, un regolatore dell’Orologio e un pedone distrettuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima lettera in cui il Regno d’Italia chiede di sopprimere il Comune di Garbatola è del 1867. Per tutta risposta nel verbale del Consiglio Comunale del  29 gennaio 1867 si legge:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il sedente Consiglio all’unanimità di voti persiste a tener ferma la deliberazione presa nella straordinaria adunanza del 19 gennaio p.p. cioè che sia conservata l’autonomia propria, e denominazione del Comune, ciò essendo consigliato dall’interesse stesso del Comune mentre è provato ed il Governo stesso, volendo, se ne convincerà che questo Comune di Garbatola provedendo a che l’amministrazione proceda con tutta regolarità, le spese di questo Comune, (e quindi l’aggravio dai contribuenti) in una serie di più anni furono sempre assai minori di quelle che sopportarono i contribuenti degli altri comuni circonvicini, e principalmente di Nerviano a cui si vorrebbe aggregato questo Comune.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di accorpamento del Comune di Garbatola a quello di Nerviano non se ne parla, e non se ne parlerà fino al 1869 quando con decreto regio il Comune di Garbatola viene soppresso definitivamente e unito a quello di Nerviano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credete che le cose inizino bene? No.&lt;br /&gt;Il Comune e il Prevosto decidono di demolire l’antichissima Prepositurale Chiesa di Santo Stefano, probabilmente dell’epoca del Vescovo Ambrogio, e di costruirne una nuova più grande. I paesani di Garbatola sono subito chiamati a dare il loro contributo.&lt;br /&gt;Quando però nel 1904 tocca ai Garbatolesi costruire la nuova chiesa, che almeno hanno l’accortezza di non demolire la chiesa antica ma la trasformano in stalla, gente spiccia, ovviamente chiedono il contributo del Comune di Nerviano, che non arriverà per molti anni – per la cronaca la chiesa fu costruita lo stesso e con un tempo record di 1 anno –. Si legge in una lettera dei frabbriceri:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;I sottoscritti poi pregano questa on. Giunta di richiamarsi che i terrieri di Garbatola, fino al 1866 Comune autonomo, hanno concorso ripartitamente in vari bilanci comunali con circa L. 16.000 sedicimila alla costruzione della nuova Chiesa di Nerviano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I rappresentanti della fabbrica della nuova Chiesa di Garbatola, i sig.ri Carcano Angelo, Castelli Luigi, Lucchini Luigi, Pravettoni Aurelio e Pessina Luigi, rendono noto al Comune di Nerviano, quindi, che la popolazione del borgo contribuì alla costruzione della Chiesa di Nerviano con una somma molto superiore a quella da loro stessi richiesta ai nervianesi per la costruzione di quella di Garbatola, soldi che come ho detto non arriveranno facilmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu la prima di tante situazioni spiacevoli in cui il vecchio borgo veniva considerato una piccola appendice, una frazione appunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Come previsto mi sono dilungato troppo, come al solito, quindi nei prossimi giorni scriverò il terzo punto, un pensiero su questa nuova e strana iniziativa.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-5605028246090067917?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/5605028246090067917/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=5605028246090067917' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/5605028246090067917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/5605028246090067917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/11/garbatola-part1-riunire-i-clan.html' title='Garbatola part.1 - riunire i clan'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SvYebMOL1OI/AAAAAAAAAlI/Cvo4c8ENzDg/s72-c/home.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-6166619187568313430</id><published>2009-10-31T18:21:00.006+01:00</published><updated>2009-10-31T18:30:43.546+01:00</updated><title type='text'>Cosa fare? [parte seconda, o terza]</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Suxz6glVu1I/AAAAAAAAAlA/C9sGeti2TC8/s1600-h/01.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Suxz6glVu1I/AAAAAAAAAlA/C9sGeti2TC8/s320/01.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398817502326537042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giobbe era un uomo giusto, la Bibbia dice un uomo integro e retto. Dice anche la Bibbia che era uno potente, probabilmente ricco e carismatico, un capo popolo, un uomo che aveva tanti figli, 7 figli e 3 figlie, che simbolicamente sono numeri che indicano pienezza. A un certo punto il Diavolo si presenta dal Signore e chiede di poter distruggere e tentare Giobbe per vedere le sue reazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il Signore disse a satana: «Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stender la mano su di lui». Satana si allontanò dal Signore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora accadde che un giorno, mentre i suoi figli e le sue figlie stavano mangiando e bevendo in casa del fratello maggiore, un messaggero venne da Giobbe e gli disse: «I buoi stavano arando e le asine pascolando vicino ad essi, quando i Sabei sono piombati su di essi e li hanno predati e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato io solo che ti racconto questo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentr'egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «Un fuoco divino è caduto dal cielo: si è attaccato alle pecore e ai guardiani e li ha divorati. Sono scampato io solo che ti racconto questo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentr'egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «I Caldei hanno formato tre bande: si sono gettati sopra i cammelli e li hanno presi e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato io solo che ti racconto questo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentr'egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «I tuoi figli e le tue figlie stavano mangiando e bevendo in casa del loro fratello maggiore, quand'ecco un vento impetuoso si è scatenato da oltre il deserto: ha investito i quattro lati della casa, che è rovinata sui giovani e sono morti. Sono scampato io solo che ti racconto questo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora Giobbe si alzò e si stracciò le vesti, si rase il capo, cadde a terra, si prostrò e disse:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Nudo uscii dal seno di mia madre,&lt;br /&gt;e nudo vi ritornerò.&lt;br /&gt;Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,&lt;br /&gt;sia benedetto il nome del Signore!».&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-6166619187568313430?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/6166619187568313430/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=6166619187568313430' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/6166619187568313430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/6166619187568313430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/10/cosa-fare-parte-seconda-o-terza.html' title='Cosa fare? [parte seconda, o terza]'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Suxz6glVu1I/AAAAAAAAAlA/C9sGeti2TC8/s72-c/01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-8250013476750092718</id><published>2009-10-28T10:51:00.004+01:00</published><updated>2009-10-28T10:56:17.657+01:00</updated><title type='text'>Di' una cosa di sinistra...</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SugUS8HsEpI/AAAAAAAAAkw/A4P7VwHg9oc/s1600-h/trans-mutazione.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397586469012116114" style="WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SugUS8HsEpI/AAAAAAAAAkw/A4P7VwHg9oc/s320/trans-mutazione.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In un paese normale queste cose non succedono? Si in un paese normale queste cose succedono, anzi sono all’ordine del giorno. Ma andiamo con ordine.&lt;br /&gt;C’è un paese che fu culla di una grande rivoluzione culturale, che fu patria di Dante, Boccaccio, Machiavelli, Guicciardini, Porta, Leonardo, Raffaello, Canova, e potrei andare avanti all’infinito, un paese che vide nascere il fascismo e per fortuna l’antifascismo, c’è un paese che è governato da una classe dirigente completamente allo sbando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente ci sono molti altri paesi che sono stati culla di culture importanti e che poi, per varie ragioni non lo sono più, o non lo sono con la stessa intensità: pensate agli esempi più facili, all’antico Egitto e alla Grecia, e se sono troppo antichi pensate alla Spagna del XVII secolo o Germania del settecento e dell’ottocento. Oggi l’Italia, è un dato di fatto, è una classe dirigente logora e spesso corrotta, una classe dirigente stanca, dicevo allo sbando, che non sa far fronte ai problemi che gli si parano d’innanzi, che non è al passo con i tempi ma che li insegue, oggi l’Italia è un insieme di regole, regolamenti, di codici, codicilli, cavilli e strumenti creati apposta per imbrigliare, straniare, fermare il progresso. Oggi più del cinquanta per cento dei parlamentari italiani sono avvocati, ex magistrati, esperti di diritto, mentre solo il dieci-quindici per cento dei parlamentari è rappresentato da tecnici, architetti, ingegneri. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: leggi di difficile interpretazione, o peggio leggi che loro stessi, e solo loro, avvocati, giuristi, ecc, riescono a interpretare, rivoltare, destrutturare, denaturare, rivoltare.&lt;br /&gt;In una situazione del genere, dove regna il caos, regnano anche soldi – moltissimi e nelle mani di pochi –, delinquenza, droga e prostituzione. In una situazione del genere la separazione, il divario, tra la classe dirigente e la popolazione è sempre più grande.&lt;br /&gt;Sembra di raccontare una barzelletta quando all’estero si spiega cosa sta succedendo ma il dramma è che è tutto appunto drammaticamente reale. L’Italia è oggi un paese il cui presidente del consiglio dei ministri organizza, o faceva organizzare, festini con giovani prostitute o giovanissime ragazze disposte a tutto perché in cerca di facili successi. Questo primo ministro, ormai settuagenario, si permette sempre di scherzare con le giovani colleghe, ma anche con le meno giovani; questo primo ministro è stato lasciato dalla moglie; questo primo ministro non si è dimesso e non si dimette nemmeno quando è travolto da scandali amministrativi, giudiziari, e ora anche sentimental-moralistici. Questo primo ministro rappresenta la destra italiana, quella che va con le giovani donne, spesso bellissime. Dall’altra parte ci sono il portavoce del vecchio presidente del Consiglio che viene fotografato a Bologna mentre cliente di alcuni transessuali da strada. Uno a uno? No.&lt;br /&gt;Qualche giorno fa si scopre che il presidente del governo della Regione Lazio, oggi in Italia si dice il governatore del Lazio, certamente non una delle regioni economicamente e finanziariamente più importanti, tuttavia una delle regioni più prestigiose, la Regione della Capitale Roma, uno dei pochi governatori in quota alla sinistra, è un frequentatore di transessuali, per i quali, pare, si possa pagare fino a 5000 euro a sera – quello che cioè una persona normale guadagna in cinque mesi di lavoro –. La moglie, lo sappiamo tutti, non solo non lo lascia, per ora, o non gli fa, per ora, due occhi neri, ma anzi gli sta vicino nella buona e nella cattiva sorte – gran donna… che ridicolizza ancor di più suo marito –. Risultato? Beh, che che se ne dica, o che che ne dica l’ex onorevole Luxuria – transgender in quota alla sinistra –, la destra corrotta e cocainomane va con le giovani donne – e anche con i trans ma non si fa scoprire –, la sinistra corrotta e cocainomane va con i trans brasiliani – e anche con le giovani donne ma non si fa scoprire –. Due a uno. Ovviamente questi sono i discorsi da bar, è vero, ma sono i discorsi che la gente, gli elettori, fanno e faranno tra qualche mese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora perché la sinistra scoperta si dimette e va a elezioni e la destra scoperta non lo fa e anzi alza la voce contro. Perché? Perché continuiamo a giocare con due pesi e due misure? No, non è giusto. Bersani, di' una cosa di sinistra! Di' una cosa anche non di sinistra, di civiltà! Bersani di' una cosa … &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-8250013476750092718?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/8250013476750092718/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=8250013476750092718' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/8250013476750092718'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/8250013476750092718'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/10/di-una-cosa-di-sinistra.html' title='Di&apos; una cosa di sinistra...'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SugUS8HsEpI/AAAAAAAAAkw/A4P7VwHg9oc/s72-c/trans-mutazione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-5243478909045513935</id><published>2009-10-23T18:57:00.003+02:00</published><updated>2009-10-24T09:47:22.894+02:00</updated><title type='text'>Buon capodanno</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SuHg3driKLI/AAAAAAAAAkg/N-94G5kfJ5w/s1600-h/esbat.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395841072031213746" style="width: 320px; height: 240px;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SuHg3driKLI/AAAAAAAAAkg/N-94G5kfJ5w/s320/esbat.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mentre a Roma regnava Tarquinio Prisco, il supremo potere dei Celti era nelle mani dei Biturgi, questi misero a capo di tutti i Celti un re. Tale fu Ambigato, uomo assai potente per valore e per ricchezza, sia propria sia pubblica, perché sotto il suo governo la Gallia fu così ricca di prodotti e di uomini da sembrare che la numerosa popolazione si potesse a stento dominare. Costui, già in età avanzata, desiderando liberare il suo regno dal peso di tanta moltitudine, lasciò intendere che era disposto a mandare i nipoti Belloveso e Segoveso, figli di sua sorella, giovani animosi, in quelle sedi che gli dei avessero indicato con gli àuguri. A Segoveso fu quindi destinata dalla sorte la Selva Ercinia, a Belloveso gli dei indicarono una via ben più allettante, quella verso l’Italia. Quest’ultimo portò con sé il sovrappiù di quei popoli, Biturgi, Edui, Ambani, Carnuti, Aulerci. Partito con grandi forze di fanteria e cavalleria, giunse nel territorio dei Tricastini. Di là si ergeva l’ostacolo delle Alpi; e non mi meraviglio certo che esse siano apparse insuperabili, perché nessuno le aveva ancora valicate […]poi, attraverso i monti Taurini e la valle del Dora, varcarono le Alpi; sconfitti in battaglia i Tusci non lungi dal Ticino, avendo sentito dire che quello in cui si erano fermati si chiamava territorio degli Insubri, lo stesso nome di un pagus degli Edui, accogliendo l’augurio del luogo, vi fondarono una città che chiamarono Mediolanum…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Livio, quindi, Milano fu fondata, quindi, nel VI secolo a.C., in quanto Tarquinio Prisco regnò tra il 616 e il 579 a.C. In realtà oggi alla luce dei recenti scavi archeologici sappiamo che la città celtica di Milano fu costruita su una preesistente città, o villaggio, di epoca Golasecchiana. Tuttavia anche se non si trattò di una vera e propria fondazione di una nuova città è probabile che alla ridefinizione formale della nuova città corrispose l’individuazione di un centro sacro, come era in uso nelle popolazioni celtiche, e di uno spazio sacro centrato su di esso.&lt;br /&gt;Alla luce degli ultimi ritrovamenti sembra essere confermato un modello di città sviluppatasi attorno ad una zona che aveva funzioni molteplici: religiose, giudiziarie, amministrative e commerciali. Considerazioni relative all’altimetria e all’assetto viario suggeriscono che l’ubicazione del nemeton sia da collocarsi nella zona dove ora sorge piazza della Scala. La fondazione della città, o sarebbe meglio dire l’inaugurazione del nuovo recinto sacro, verosimilmente dovrebbe essere avvenuta nella data più propizia: l’inizio dell’anno secondo il calendario celtico, la festa di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Samain&lt;/span&gt; la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;TRINVXTION SAMONI SINDVOS&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La festa di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;TRINVXTION SAMONI SINDVOS&lt;/span&gt; era la più importante presso le popolazioni di cultura celtica. La notte della levata della stella Antares&lt;a name="_ftnref1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a title="" style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1964731793124345094#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt; separava l’anno vecchio dall’anno nuovo, è il capodanno celtico. La festa, inoltre, doveva soddisfare alcuni vincoli lunari essendo celebrata nel sedicesimo, diciassettesimo e diciottesimo giorno del mese di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Samonios&lt;/span&gt;, come stabilisce il Calendario di Coligny, e quindi due, tre e quattro giorni dopo l’ultimo quarto di luna, un periodo favorevole per iniziare qualsiasi attività.&lt;br /&gt;Oggi 23 ottobre 2009 è festa, è il capodanno insubre. Buon capodanno …&lt;a title="" style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1964731793124345094#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;[2]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1964731793124345094#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Antares (detta anche &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alpha Scorpii&lt;/span&gt; o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Calbalacrab&lt;/span&gt;) è una supergigante rossa situata nellacostellazione dello Scorpione. È anche nota come cuore dello Scorpione, data la sua posizione nella costellazione e il suo colore. Il suo colore distintivo ne ha fatto un oggetto di grande interesse per molti popoli nella storia. È una stella di dimensioni enormi e il suo diametro è circa 500 volte più grande di quello del nostro Sole.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="" style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1964731793124345094#_ftnref2" name="_ftn2"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Da oggi a domenica presso il castello Sforzesco di Milano si festeggia il capodanno Celtico, tra musica, stand gastronomici e rievocazioni storiche.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-5243478909045513935?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/5243478909045513935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=5243478909045513935' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/5243478909045513935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/5243478909045513935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/10/buon-capodanno.html' title='Buon capodanno'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SuHg3driKLI/AAAAAAAAAkg/N-94G5kfJ5w/s72-c/esbat.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-5106443946742435796</id><published>2009-10-09T11:05:00.001+02:00</published><updated>2009-10-09T11:06:35.020+02:00</updated><title type='text'>Obama vince il Nobel per la Pace</title><content type='html'>Notizia Flash: Al presidente Usa Obama il Nobel per la Pce 2009.&lt;br /&gt;Ma come mai non l'hanno dato a Berlusconi?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-5106443946742435796?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/5106443946742435796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=5106443946742435796' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/5106443946742435796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/5106443946742435796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/10/obama-vince-il-nobel-per-la-pace.html' title='Obama vince il Nobel per la Pace'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-2135037206975334730</id><published>2009-10-05T14:34:00.001+02:00</published><updated>2009-10-05T14:34:52.271+02:00</updated><title type='text'>Lodo Mondadori: Berlusconi corresponsabile</title><content type='html'>(ANSA) - MILANO, 5 OTT - Silvio Berlusconi e' &lt;br /&gt;''corresponsabile della vicenda corruttiva'' alla base della &lt;br /&gt;sentenza con cui la Mondadori fu assegnata a Fininvest. Lo &lt;br /&gt;scrive il giudice Raimondo Mesiano nelle 140 pagine di &lt;br /&gt;motivazioni con cui condanna la holding della famiglia &lt;br /&gt;Berlusconi al pagamento di 750 milioni di euro a favore della &lt;br /&gt;Cir di Carlo De Benedetti. ''E' da ritenere - scrive il giudice &lt;br /&gt;-, 'incidenter tantum' e ai soli fini civilistici del presente &lt;br /&gt;giudizio, che Silvio Berlusconi sia corresponsabile della &lt;br /&gt;vicenda corruttiva per cui si procede''. (ANSA).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-2135037206975334730?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/2135037206975334730/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=2135037206975334730' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/2135037206975334730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/2135037206975334730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/10/lodo-mondadori-berlusconi.html' title='Lodo Mondadori: Berlusconi corresponsabile'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-1320124881919743323</id><published>2009-09-03T00:39:00.000+02:00</published><updated>2009-09-03T00:40:00.791+02:00</updated><title type='text'>Funerali Prof. Guido Canella</title><content type='html'>I funerali si terranno oggi 3 settembre 2009 alle ore 14.45 presso la&lt;br /&gt;Chiesa di Santa Maria della Passione a Milano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-1320124881919743323?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/1320124881919743323/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=1320124881919743323' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1320124881919743323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1320124881919743323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/09/funerali-prof-guido-canella.html' title='Funerali Prof. Guido Canella'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-3244571856857585926</id><published>2009-09-02T16:04:00.001+02:00</published><updated>2009-09-02T16:07:05.118+02:00</updated><title type='text'>E' morto il prof. Guido Canella</title><content type='html'>&lt;h4 style="font-weight: normal;" align="justify"&gt;MILANO - E' morto questa notte a Milano all'eta' di 78 anni Guido Canella. Presidente uscente dell'Accademia di San Luca, nato a Bucarest il 19 gennaio 1931, si e' laureato alla Facolta' di architettura del Politecnico di Milano, dove e' stato ordinario di Composizione architettonica. A varie riprese ha insegnato anche all'Istituto Universitario di Architettura di Venezia. (RCD)&lt;/h4&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-3244571856857585926?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/3244571856857585926/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=3244571856857585926' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/3244571856857585926'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/3244571856857585926'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/09/e-morto-il-prof-guido-canella.html' title='E&apos; morto il prof. Guido Canella'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-7277860840695535348</id><published>2009-08-28T10:12:00.007+02:00</published><updated>2009-08-29T01:07:29.993+02:00</updated><title type='text'>Gara di Mountain Bike - Festa Garbatola</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SpeSqViewdI/AAAAAAAAAkQ/uC8xZbT_0t4/s1600-h/MTB+2009.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 223px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SpeSqViewdI/AAAAAAAAAkQ/uC8xZbT_0t4/s320/MTB+2009.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5374925936323903954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;MTB IN I BUSCH DE LA GARBATOLA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;DOMENICA 30 AGOSTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RITROVO: ORE 16.00 - Oratorio di Garbatola (Frazione di Nerviano)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISCRIZIONI:   si ricevono fino a  15’ prima della partenza&lt;br /&gt;PARTENZA:   ORE 17.30 in via Gorizia, ingresso Oratorio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PERCORSO:  1 GIRO DA 5 KM PER I BAMBINI 4 GIRI PER GLI ADULTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla 5^ edizione , è un evento abbinato alla Festa Granda di Garbatola 29.08 -08.09.2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;iscrizione 3 euro con piccolo riconoscimento, 5 euro con maglietta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;POSSIBILITA’ DI FARE LA DOCCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A fine gara accurato servizio gastronomico con sala ristorante, con specialità della tradizione lombarda, e ballo liscio.&lt;br /&gt;per info: http://www.garbatola.it - info@garbatola.it - tel. 340.8918499 (fabio)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;ps. nei prossimi giorni sul blog trovere giorno per giorno gli appuntamenti con la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Festa Granda di Garbatola&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-7277860840695535348?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/7277860840695535348/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=7277860840695535348' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/7277860840695535348'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/7277860840695535348'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/08/gara-di-mountain-bike.html' title='Gara di Mountain Bike - Festa Garbatola'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SpeSqViewdI/AAAAAAAAAkQ/uC8xZbT_0t4/s72-c/MTB+2009.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-5480154535529365988</id><published>2009-08-25T10:27:00.004+02:00</published><updated>2009-08-25T16:02:32.059+02:00</updated><title type='text'>La donna mediterranea</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SpOhii2Fc2I/AAAAAAAAAkI/BpxBDgQmxU0/s1600-h/Donna_musulmana.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 248px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SpOhii2Fc2I/AAAAAAAAAkI/BpxBDgQmxU0/s320/Donna_musulmana.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5373816395224413026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Premetto che non voglio passare per razzista leghista o simili stereotipi italiani; chi mi conosce sa che amo la multiculturalità, amo le città aperte, ma salde nella propria memoria, come Barcelona, Berlino, ecc.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Ma iniziamo dalla percezione che si ha all’estero dell’Italia. Un paese bello, strano, ricco, e soprattutto amministrato da gente incapace e ricca di contraddizioni. Un paese dove la Chiesa ha ancora un grande potere, interviene con forza in molte decisioni politiche, ma non interviene direttamente in casi come quello scoppiato quest’estate sulle feste sarde del presidente del consiglio. Un paese spesso descritto in modo ironico proprio usando le frasi ridicole dei suoi leader: «&lt;i&gt;la guerra a las fuerzas del mal [...]. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="" lang="ES-CR"&gt;&lt;i&gt;Para ello se comprometiò a movilizar al “Ejército del Bien”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="" lang="ES-CR"&gt;»&lt;/span&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1964731793124345094#_ftn1" name="_ftnref1" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; [1]. &lt;span style=""&gt;Un paese assediato da conflitti interni che lo uccidono, la mafia, la camorra, ecc.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Poi ovviamente ci sono i luoghi comuni, la pasta, la musica popolare – ovviamente non i Subsonica ma Toto Cutugno e l’italiano vero –, ecc.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;In questi giorni mi è capitato di vedere un bel servizio della televisione spagnola sulle donne e il mediterraneo, sulle donne del mediterraneo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Il servizio poneva l’accento sulle contiguità e le somiglianze tra le culture mediterranee e in particolare sulla somiglianza, non fisica ma anche culturale, delle donne marocchine, tunisine, spagnole e italiane. La donna italiana intervistata, una cantante siciliana, descriveva la condizione della donna meridionale, spesso chiusa in una realtà dorata, descriveva la condizione delle donne di mafia. Le donne mediterranee, diceva il servizio, si somigliano molto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Non voglio passare come al solito per quello che &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;vuole sempre dire il contrario, anzi dico che ho condiviso molto il servizio, tuttavia alcune cose mi sarebbe piaciuto puntualizzarle. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;La relazione tra donne e potere, tra donne e famiglia, non è così facilmente classificabile in uno stato che presenta al suo interno, pur essendo molto piccolo, &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;così tante differenze e contraddizioni; o meglio è assolutamente vero che in Italia si sono verificate nei secoli condizioni storiche talmente complesse da generare poi condizioni sociali molto diverse tra le varie regioni-stato di cui era composta la penisola italica, non solo tra nord e sud, ma anche tra stato e stato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Se Palermo, Napoli, Roma, anche Genova, sono certamente mediterranee, possiamo dire lo stesso di Venezia o Trieste? Sono città mediterranee o adriatiche? C’è una differenza tra l’Adriatico veneziano e l’Adriatico pugliese?&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1964731793124345094#_ftn2" name="_ftnref2" title=""&gt;&lt;/a&gt;[2]. E le città della pianura Padana, aperte verso l’adriatico, lontanissimo, e circondate da montagne, possono essere considerate città mediterranee?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;(continua)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[1] RAQUEL GARCIA’, &lt;i&gt;Berlusconi anuncia un plan contra el crimen y la Mafia&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, in &lt;i&gt;El Pais&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, domenica 16 agosto 2009, p.8.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;      &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1964731793124345094#_ftnref2" name="_ftn2" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span lang="EN-US"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;[2] Non dimentichiamo che ci fu un Doge nel XVI secolo che voleva trasferire la capitale all’inizio del “golfo adriatico”. Trasferire Venezia a Istanbul, cioè trasferire le strutture politiche e amministrative veneziane, voleva dire ridurre l’isolamento veneziano, che iniziava a compromettere la potenza della Serenissima Repubblica, ma voleva anche dire esporla a troppi pericoli e non venne mai spostata.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-5480154535529365988?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/5480154535529365988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=5480154535529365988' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/5480154535529365988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/5480154535529365988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/08/la-donna-mediterranea.html' title='La donna mediterranea'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SpOhii2Fc2I/AAAAAAAAAkI/BpxBDgQmxU0/s72-c/Donna_musulmana.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-5299494372063934663</id><published>2009-08-24T22:39:00.001+02:00</published><updated>2009-08-24T22:40:05.794+02:00</updated><title type='text'>Notizia Ansa - Università: Politecnio conferma corso ma professori senza paga</title><content type='html'>Il corso di progettazione architettonica ha successo, &lt;br /&gt;l'universita' lo riconferma ma ai docenti a contratto che da due &lt;br /&gt;anni lo coordinano viene chiesto di far lezione gratis. Accade &lt;br /&gt;al Politecnico di Milano, facolta' di Architettura civile, e a &lt;br /&gt;denunciare il caso sono i due professori-architetti invitati a &lt;br /&gt;insegnare ''per la gloria''. Lo fanno in una lettera indirizzata &lt;br /&gt;al Capo dello Stato e al ministro dell'Istruzione.''L'anno &lt;br /&gt;scorso il corso e' stato retribuito, quest'anno per il medesimo &lt;br /&gt;corso, come da normativa vigente, e' stato emesso un bando &lt;br /&gt;pubblico che non prevedeva una remunerazione'', replica il &lt;br /&gt;rettore del Politecnico Giulio Ballio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-5299494372063934663?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/5299494372063934663/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=5299494372063934663' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/5299494372063934663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/5299494372063934663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/08/notizia-ansa-universita-politecnio.html' title='Notizia Ansa - Università: Politecnio conferma corso ma professori senza paga'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-4861509585781028090</id><published>2009-08-10T21:06:00.005+02:00</published><updated>2009-08-10T21:45:05.689+02:00</updated><title type='text'>Milano e il Ducale, il Ducale e Milano (part. 2)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SoByZbcLnNI/AAAAAAAAAkA/_yNijYy4-t0/s1600-h/Monumento+a+Carlo+Porta.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 232px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SoByZbcLnNI/AAAAAAAAAkA/_yNijYy4-t0/s320/Monumento+a+Carlo+Porta.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5368416537013886162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È chiaro a tutti che quella sulle bandiere regionali, come quella delle ronde, come quella delle lingue e altre trovate del genere, in quest’italietta estiva sono appunto trovate che partono da temi serissimi ma che poi vengono utilizzate purtroppo come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;boutade&lt;/span&gt; agostane per distrarre gli italiani da altre questioni che normalmente avrebbero portato alla fine politica di un uomo – possibile che il presidente del consiglio l’abbia passata liscia anche questa volta? Non venite a raccontarmi della separazione tra la vita privata e quella pubblica –. È altresì vero che questa nostra triste classe politica spesso ha anche trasformato in disegni di legge, e peggio in legge, questi mal di pancia estivi di alcuni nostri leader; quindi forse ha un suo senso occuparsi di temi così strani, importanti ma secondari, anche prima che inizi il vero e proprio iter legislativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto la questione dei confini territoriali delle Regioni. Perché le Regioni italiane abbiano gli attuali confini rimane un mistero: alcune sono il frutto dell’accorpamento di zone un tempo divise, come la Lombardia, le Marche, l’Abruzzo, l’Emilia Romagna, altre invece facevano parte di stati più grandi, come il Friuli e il Veneto, la Valle d’Aosta e il Piemonte, l’Umbria, il Lazio e parte delle Marche, la Campania, la Puglia, ecc.&lt;br /&gt;Prendo a esempio il caso che conosco meglio: la Lombardia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A dire Lombardia si fa presto ma, «quand’anche non si voglia assumere il termine in tutta la sua estensione medioevale, ci sarebbe da fare posto a Bergamo, a Cremona, a Mantova ecc., nomi dietro i quali ciascuno vede subito profilarsi situazioni e vicende da studiare, almeno sino a un certo discrimine, come proprie di ambienti dotati di caratteristiche distinte» &lt;span style="font-size:85%;"&gt;[1]&lt;/span&gt;, quando si dice Lombardia – non me ne vogliano gli amici bergamaschi, bresciani, comaschi, ecc., «si dice Milano: l’estensione geografica della Lombardia, infatti, dopo il trattato di Utrecht &lt;span style="font-size:85%;"&gt;[2]&lt;/span&gt; è assai inferiore ai confini dell’attuale regione amministrativa» &lt;span style="font-size:85%;"&gt;[3]&lt;/span&gt;, a oriente, verso la Repubblica di San Marco, la Lombardia si arrestava alle sponde dell’Adda, mentre a settentrione il Canton Ticino, da sempre territorio milanese, entra a far parte della confederazione elvetica solo nel XVI secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi è poi la questione dei confini culturali. La Lombardia, potremmo dire il milanese, è sempre stata terra di confine, terra bifronte «una parte verso la Toscana, l’altra verso la Francia» &lt;span style="font-size:85%;"&gt;[4]&lt;/span&gt;: l’economia e gli scambi commerciali con il mondo d’oltralpe, con l’Impero, la Francia e la Germania, e l’umanesimo verso la Toscana – almeno da Petrarca in poi –. Ovviamente questo aspetto è presente anche nei territori della bergamasca e del bresciano, ma in forma molto minore e diversa, questi infatti sono, almeno dal XVI secolo, più attratti da Venezia: in letteratura il bergamasco Arlecchino va a lavorare nella capitale Venezia, non a Milano; la Loggia di Brescia e altre architetture bresciane, penso a Sirmione, Desenzano, Salò, ecc, come quelle di Zara e Spalato, richiamano direttamente Venezia e i caratteri formali delle città venete, non certamente quelle milanesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché quindi ostinarsi a chiamare Lombardia un territorio così variegato? Perché soprattutto dovremmo innamorarci di una bandiera – la rosa camuna bianca su fondo verde, simbolo che tutto sommato è anche tra i migliori rispetto quelli delle altre regioni – che non sentiamo nostra ne culturalmente ne storicamente se non per averla sul tesserino sanitario o per vederla sulle macchine della polizia locale? Qualcuno risponderà sommariamente che in Baviera, in Catalogna, ecc., le bandiere regionali sono parificate, o quasi, a quella nazionale; già ma quelle bandiere non sono state inventate di corsa vent’anni fa, sono radicate nella storia come il Ducale milanese, o il Leone di San Marco, o il giglio borbonico, non certo come il picchio delle Marche, la rosa della Lombardia, o il non so cosa della Campania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché cari politici italiani, di destra e di sinistra, di finta destra e di finta sinistra, non la smettete quindi di affrontare temi così importanti e difficili, temi che non siete in grado di affrontare, e non iniziate a prendere più sul serio invece altri temi, altrettanto importanti, drammaticamente importanti, come un presidente che va a troie e un mare di troie che pur di arrivare al successo o a una presunta felicità dimenticano lo studio, la fatica, la vita vera e cercano di farsi un presidente?&lt;br /&gt;Buone vacanze.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;[1] DANTE ISELLA, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La cultura letteraria lombarda&lt;/span&gt;, in idem, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;I lombardi in rivolta. Da Carlo Maria Maggi, a Carlo Emilio Gadda&lt;/span&gt;, Einaudi, Torino, 1984, p. 4.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[2] &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il Trattato di Utrecht comprende una serie di trattati di pace firmati a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Utrecht&lt;/span&gt; nel marzo e aprile del 1713, per cercare di porre fine alla guerra di successione spagnola, cioè la guerra che si scatenò tra le potenze del Sacro Romano Impero, la Francia e l’Inghilterra morto Carlo II re di Spagna per contendersi la corona.&lt;br /&gt;Dopo il trattato i francesi continuarono la guerra contro l'imperatore Carlo VI e il Sacro Romano Impero fino al 1714 con i Trattati di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rastatt&lt;/span&gt; e di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Baden&lt;/span&gt;, mentre il Sacro Romano Impero e la Spagna, ora divenuta borbonica, rimasero in guerra fino al 1720.&lt;br /&gt;[2] &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;DANTE ISELLA, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La cultura letteraria lombarda&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;.., p. 4.&lt;br /&gt;[3] &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ibid&lt;/span&gt;., p. 5.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-4861509585781028090?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/4861509585781028090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=4861509585781028090' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4861509585781028090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4861509585781028090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/08/milano-e-il-ducale-il-ducale-e-milano_10.html' title='Milano e il Ducale, il Ducale e Milano (part. 2)'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SoByZbcLnNI/AAAAAAAAAkA/_yNijYy4-t0/s72-c/Monumento+a+Carlo+Porta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-1594047645774031757</id><published>2009-08-06T13:13:00.006+02:00</published><updated>2009-08-13T19:16:12.723+02:00</updated><title type='text'>Milano e il Ducale, il Ducale e Milano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Snq8RxI_cPI/AAAAAAAAAj4/oGuKjCakxGU/s1600-h/ducale.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5366808919400214770" style="FLOAT: right; MARGIN: 0pt 0pt 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Snq8RxI_cPI/AAAAAAAAAj4/oGuKjCakxGU/s320/ducale.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un estate che ormai scivola via tra un presidente che va a troie e troie che vanno in cerca del loro presidente, ecco che un gruppo di varesotti che si spaccia portavoce di un popolo, quelli che a Roma chiamano i &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Lumbard&lt;/span&gt;, che di &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Lumbard&lt;/span&gt; o che di&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt; heimat lumbard&lt;/span&gt; ormai hanno ben poco, ti tirano fuori l’annosa, direi ormai secolare, questione della bandiera italiana e delle bandiere nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premesso che non amo particolarmente la nostra bandiera nazionale, devo riconoscere che se letta in amicale contrapposizione con il tricolore transalpino, se letta cioè con un occhio di riguardo a quel gemellaggio franco italiano ora dimenticato, o per sempre cancellato, a causa di un campo verde segnato di bianco, lungo circa 100 metri, e di ventidue uomini che giocano al &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;forbal&lt;/span&gt;, allora quel simbolo trova di colpo una grande forza. Il Tricolore italiano è oggi infatti simbolo di libertà e ha alle sue spalle una lunga storia fatta di lotte, di grandi uomini e purtroppo di grandi assassini che hanno ucciso migliaia, milioni, di giovani mandati allo sbaraglio nelle guerre più assurde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 15 maggio 1796 «il generale Bonaparte entrò in Milano, a capo di quella giovane armata che aveva varcato allora il ponte di Lodi e appreso al mondo che dopo tanti secoli Cesare e Alessandro avevano un successore. I prodigi di ardimento e di genio a cui l’Italia assistette nel giro di qualche mese ridestarono un popolo addormentato», così inizia la Certosa di Parma di Stendhal &lt;span style="font-size:85%;"&gt;[1]&lt;/span&gt;. «Ma per chi, quel mattino del maggio 1796, si trovò sul corso di Porta Romana a veder entrare in città quell’accozzaglia di briganti condotta alla vittoria da un pallido generale ventisettenne, quell’ingresso non rimase uno dei soliti spettacoli a cui la folla era chiamata, di tanto in tanto, a fungere da contorno, pronta a scomparire subito dopo, nella laboriosa ubbedienza, come tutti gli altri elementi di una coreografia posticcia: fu la ventata dell’eccezione, l’improvviso balenare di un’avventura da vivere come un altro destino» &lt;span style="font-size:85%;"&gt;[2]&lt;/span&gt;. Quello fu l’inizio del tricolore, del tricolore e della sua storia di rivoluzione. La rivoluzione borghese dei giovani parigini entrati a Milano, le assurde lotte indipendentistiche, savoiarde, le vite di milioni di giovani mandati al macello nelle guerre mondiali, la Resistenza, tutte storie di lotta, di passione e di rivoluzione, tutte storie accumunate da quel vecchio tricolore franco-italico. Solo se letto in questa chiave il tricolore adottato dalla Repubblica Cisalpina, quando l’Italia ancora non esisteva e la Lombardia di oggi neppure, ha un grandissimo valore, rivoluzionario e progressista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premesso questo, è di questi giorni la notizia che i moderni &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Lumbard&lt;/span&gt; seguaci &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;del&lt;/span&gt; Bossi vogliono equiparare, mi pare di avere capito così, il tricolore alle moderne bandiere regionali. «Ma davvero i cuori degli italiani vibrano così tanto al garrire dei vessilli regionali da giustificare la loro promozione nella Carta?»&lt;span style="font-size:85%;"&gt; [3]&lt;/span&gt;. Tranne la bandiera del Veneto, copia mal riuscita del nobile simbolo della Serenissima Repubblica di Venezia, o tranne quella di stampo savoiardo del Piemonte, o ancora quella della Sardegna, che cosa proviamo di fronte a quelle bandiere? Cosa prova un marchigiano di fronte quella M e quel picchio stilizzati, frettolosamente adottati nel 1995, o cosa prova un laziale di fronte quell’intricato groviglio di simboli, o ancora un emiliano e un romagnolo – che già sono stati forzatamente messi insieme dalla legge moderna – cosa provano di fronte quella brutta bandiera? E infine cosa prova un milanese di fronte alla rosa camuna?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certamente quello del regionalismo, o delle lingue preunitarie, nazionali, o dell’unità dello stato italiano, sono temi difficili che non si possono banalizzare o semplificare, o peggio ridicolizzare, come sempre si è tentato di fare. Tomasi di Lampedusa, Isella, Trilussa, sono oggi dimenticati e le lingue nazionali sono state banalizzate e declassate dal fascismo alla stregua di dialetti. Ma torniamo alla bandiera. Prendiamo ad esempio la moderna Lombardia. Essa è il risultato almeno dell’unione di uno stato, quello Milanese, e di una parte di stato, quello veneziano. Il confine è da sempre, o quasi sempre, l’Adda. Milano ha da secoli due bandiere. Una di lotta e una di rappresentanza: quella di lotta, la croce di San Giorgio, condivisa con altre città cattoliche, penso a Barcellona, Genova, ecc, è oggi divenuta il simbolo di una squadra di calcio, la F.C. Internazionale; quella di rappresentanza, il Ducale con il suo biscione azzurro e l’aquila imperiale su fondo giallo – a ricordare il legame non con Roma e il papa ma con il Sacro e Romano Imperatore germanico – vengono venduti tra una salamella e un fazzoletto verde alle feste padane della Lega Nord, ma sarebbe meglio chiamarle feste prealpine, perché della cultura fluviale padana hanno ben poco.&lt;br /&gt;Perché in questo stato senza memoria troppo preso da altre vicende, spesso a sfondo erotico, il Ducale, l’antica, unica e ultima bandiera dello Stato di Milano è declassato a oggetto di culto per giovani militanti e la rosa camuna, che credo sia una stilizzazione di un’incisione rupestre della Val Camonica (Brescia), di recente già territorio della Repubblica Serenissima, è invece innalzata a simbolo regionale, ora anche nazionale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(continua)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[1] Stendhal (pseudonimo di Henri-Marie Beyle) fu scrittore francese nato a Grenoble, il 23 gennaio 1783 e morto a Parigi, 23 marzo 1842. Tra le sue opere è certamente da ricordare Roma, Napoli e Firenze, (titolo originario &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Rome, Naples et Florence&lt;/span&gt;), un diario di viaggio scritto durante il periodo di congedo che ebbe in Italia alla caduta dell'imperatore (era ufficiale di cavalleria prussiano a Berlino). Stendhal soggiornò a Milano per sette anni e la descrisse in quel libro in modo sapiente, al pari, forse meglio, di Manzoni.&lt;br /&gt;[2] DANTE ISELLA, &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Milano Capitale nelle vedute di G. Gallinari&lt;/span&gt;, in idem, &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;I lombardi in rivolta. Da Carlo Maria Maggi, a Carlo Emilio Gadda&lt;/span&gt;, Einaudi, Torino, 1984, p. 107.&lt;br /&gt;[3] ALESSANDRO LONGO, &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Tra Petaso e rosa camusa quell’Italia dei campanili a caccia di simboli e jingle&lt;/span&gt;, in La Repubblica, 6 agosto 2009, p. 3.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-1594047645774031757?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/1594047645774031757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=1594047645774031757' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1594047645774031757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1594047645774031757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/08/milano-e-il-ducale-il-ducale-e-milano.html' title='Milano e il Ducale, il Ducale e Milano'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Snq8RxI_cPI/AAAAAAAAAj4/oGuKjCakxGU/s72-c/ducale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-25541744746655728</id><published>2009-08-04T01:43:00.008+02:00</published><updated>2009-08-04T09:51:46.235+02:00</updated><title type='text'>Globale e Locale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Snd4Cf5zzXI/AAAAAAAAAjw/bCnSiU-TkZo/s1600-h/festamajor22.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 192px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Snd4Cf5zzXI/AAAAAAAAAjw/bCnSiU-TkZo/s320/festamajor22.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5365889465354276210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È una malattia l’attaccamento alla propria terra?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un’intervista pubblicata sul libro No Global, Franco Gesualdi, credo a ragione, sosteneva che la scoperta recente, dopo il crollo del sistema dei blocchi contrapposti, di potere produrre a basso prezzo in altre zone del mondo, prima l’est, poi il sud del mondo, in realtà dove «non ci sono vincoli legislativi a tutela dei lavoratori, come avviene nei Paesi occidentali, e senza realtà sindacali forti»&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" &gt;[1]&lt;/span&gt; ha portato negli ultimi anni a un impressionante accelerazione del fenomeno della globalizzazione.  Se a questo ci si aggiunge l’odierna incredibile facilità con cui ci spostiamo, impensabile fino a qualche anno fa, o l’impressionante progresso delle metodologie di comunicazione, si comprende benissimo come sia cambiato negli ultimi vent’anni il nostro pianeta. Un cambiamento radicale. Un cambiamento che però spesso sconcerta, destabilizza e sradica. Un cambiamento che ha avuto, e che sta avendo, le sue gravi conseguenze non solo economiche ma anche sociali. Una nuova realtà che spesso ci lascia come spaesati abitanti di comunità che non hanno quasi più un’anima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dorme in paesi che quasi non si conoscono. Si esce di casa presto, si lavora in grandi metropoli, in cui ci si ferma sino all’ora dell’aperitivo, per poi far ritorno alle nostre case, sempre più individuali, cioè sempre meno multifamiliari e collettive, noi sempre più individualisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io, e come me molti altri giovani, non ci sto e anzi credo che il compito di questa nostra strana generazione – quella &lt;span style="font-style: italic;"&gt;late modern generation&lt;/span&gt; di cui ho scritto qualche tempo fa – non sarà quello di ricostruire la nazione, o quel che ne resta, dal punto di vista politico ed economico, quello spetterà ad un’altra generazione, la prossima, ma quello di ricostruire una cultura nuova, una cultura che parta non dalla globalizzazione ma dalla comunità locale. Ovviamente non lo dico con ottuso spirito di chiusura e proprio contro questo spirito, anticipando una possibile tragedia – lo spirito leghista è già abbastanza tragico, ma vedo che purtroppo ci sono gravi margini di peggioramento –, credo che dovremmo ripartire dalla comunità locale, capirla e sentirci radicati in essa, per poi confrontarci con i vicini, senza paure, senza veli, senza pregiudizi, per integrarci e per progettare un mondo nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se quella precedente è stata la generazione che ha cancellato, trasformandole in favole per turisti – laddove si è deciso che alcune comunità meritavano di essere classificate come turistiche –, le tradizioni, le lingue locali, gli usi e i costumi, in favore di un globalismo spesso vuoto e senz’anima, un gigante dai piedi d’argilla, la nostra deve essere la generazione della memoria.&lt;br /&gt;Occuparsi di una vecchia chiesina scomparsa, o cercare di rivitalizzare un paese dormitorio, o ancora provare a giocare con le proprie tradizioni e la propria cultura rilanciandola anche attraverso feste, cene e concerti, credo sia un atto dovuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono serate, come quella di oggi, in cui il temporale verso il tramonto, correndo stanco dal Piemonte alla Bergamasca, ha appena lasciato l’alto milanese. L’odore dell’acqua è ancora forte, i campi sono verdi e una leggera brezza soffia da nord ovest. In queste sere succede che il sole torna a far capolino dopo qualche ora e lo fa scendendo veloce dietro il Monte Rosa e verso la Francia. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gh’è ‘l su che’l guarda indrè &lt;/span&gt;– c’è il sole che guarda indietro, che ti saluta – diceva mia nonna. Il temporale è appena passato, si intravede il sereno, ma le nuvole ancora incombono grigie e pesanti, come solo in Scozia o in pianura Padana, sulle nostre teste. È un momento straordinario, fatto di sogno e di realtà. È un momento di speranza. È una di quelle sere in cui capisco che dopo anni di distruzione di un territorio è giunta l’ora di prendersene cura. Sono sere in cui si capisce che dopo anni in cui si sono accantonati lingua, cultura, tradizioni, è tempo di riprenderle, non in senso nostalgico, di un passato migliore ormai perso, ma in senso, realista,  progressista e innovatore. Sono sere in cui si capisce che l’attaccamento a queste terre è una malattia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[1]  AA.VV., &lt;span style="font-style: italic;"&gt;No Global. Gli inganni della globalizzazione sulla povertà, sull’ambiente e sul debito&lt;/span&gt;, a cura di D.Demichelis, A. Ferrai, M. Masto, L. Scalettari, Zelig Editore, Milano, 2001, p. 65.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-25541744746655728?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/25541744746655728/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=25541744746655728' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/25541744746655728'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/25541744746655728'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/08/globale-e-locale.html' title='Globale e Locale'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Snd4Cf5zzXI/AAAAAAAAAjw/bCnSiU-TkZo/s72-c/festamajor22.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-7774741391304371080</id><published>2009-07-31T13:29:00.003+02:00</published><updated>2009-07-31T13:31:58.358+02:00</updated><title type='text'>Conferenza stampa Festa Granda 2009</title><content type='html'>Il Comitato Festa di Garbatola&lt;br /&gt;e la Parrocchia S.Francesco di Garbatola&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;comunicano che&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;mercoledì 5 agosto 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;alle ore 19.00 a Nerviano&lt;br /&gt;presso il “Ristorante la Guardia”&lt;br /&gt;S.S. 33 Sempione angolo via XX Settembre&lt;br /&gt;(al termine apertivo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;si terrà&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la conferenza stampa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; di presentazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; dell’edizione 2009 della&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Festa Granda di Garbatola&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con&lt;br /&gt;Dott.sa Paola Rimoldi&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;direttrice artistica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dott.sa Stefania Gemme&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;responsabile personale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Arch. Fabio Pravettoni&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;coordinatore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e con la partecipazione di&lt;br /&gt;Enrico Cozzi&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sindaco del Comune di Nerviano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alfredo Franceschini&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Assessore alla Cultura del Comune di Nerviano&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-7774741391304371080?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/7774741391304371080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=7774741391304371080' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/7774741391304371080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/7774741391304371080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/07/conferenza-stampa-festa-granda-2009.html' title='Conferenza stampa Festa Granda 2009'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-4157596150705001853</id><published>2009-07-22T16:02:00.006+02:00</published><updated>2009-07-22T16:09:14.630+02:00</updated><title type='text'>Il carattere dei lombardi e le loro moderne pagode</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SmcdXbIG5QI/AAAAAAAAAjo/rexMQmoFdq8/s1600-h/Immagine+1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SmcdXbIG5QI/AAAAAAAAAjo/rexMQmoFdq8/s320/Immagine+1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5361286169663825154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivando in Nerviano da Milano o da Legnano, insomma dall'antica strada del Sempione, si incontrano una serie di capannoni con molta gente tutt’attorno e un via vai frenetico di camion e automobili, poi alcune brutte villette, poi altre meno brutte, poi di colpo la strada si fa stretta e la città diversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passeggiando per le vie di Nerviano una delle cose più evidenti è la differenza di carattere tra la parte centrale, costruita secondo regole e sistemi storici consolidati, e lo sviluppo degli ultimi anni. Ma che   differenza c'è tra la città fatta di cascine, chiusa e severa, dai muri dritti e senza fronzoli, e quella post moderna delle casette, sparpagliate un po' a caso sul territorio, fatte di tetti e sottotetti, balconi e tettucci, persiane in legno e muri gialli, Biancaneve e sette nani? È la differenza tra una corte lombarda e una pagoda; è la differenza che passa tra il carattere profondo e antico del luogo e quel pro fondo senso di sradicamento e di perdita della memoria che si avverte in questi ultimi decenni, una sorta di spaesamento che è anche spesso sfociato in radicalismi ottusi e folcloristici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il carattere dei lombardi è chiuso, severo, austero, dritto, come i nostri padri o i nostri nonni, e insieme intimo, accogliente, se volete caldo, ma di un calore tutto particolare, tutto lombardo appunto. È il carattere dei milanesi, troppo diverso dal carattere mediterraneo, così estroverso e brillante, ma al tempo stesso tanto simile nella sua segreta riservatezza interiore. Qual è invece il carattere di queste nostre moderne villette gialle? Cos'è rimasto di quell'antico carattere milanese nelle centinaia di villette che sembrano pagode dai mille tettucci, che da qualche anno affollano Garbatola, Sant'Ilario, Cantone e Nerviano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Volevo salutarvi prima delle vacanze. Mi scuso per la lontananza e l'assenza è stato, e in parte lo è ancora, un periodo molto difficile, intenso e complesso. Spero di tornare presto a scrivere a raccontare storie a commentarle, insomma a costruire qualcosa con tutti voi. Buone vacanze.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-4157596150705001853?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/4157596150705001853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=4157596150705001853' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4157596150705001853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4157596150705001853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/07/il-carattere-dei-lombardi-e-le-loro.html' title='Il carattere dei lombardi e le loro moderne pagode'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SmcdXbIG5QI/AAAAAAAAAjo/rexMQmoFdq8/s72-c/Immagine+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-4237615474423042887</id><published>2009-06-26T13:08:00.003+02:00</published><updated>2009-06-26T13:12:17.399+02:00</updated><title type='text'>S-banda'</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SkSsT7icj-I/AAAAAAAAAjg/QEJz6X-P5vM/s1600-h/sbanda%27.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 229px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SkSsT7icj-I/AAAAAAAAAjg/QEJz6X-P5vM/s320/sbanda%27.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5351591715622653922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Questa sera, tempo permettendo, inizia S-banda', concorso giovani rock band del profondo nord ovest milanese. In tre serate si esibiranno 10 gruppi di giovani e giovanissimi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;VEN. 26 GIUGNO - SAB. 27 GIUGNO - SAB. 4 LUGLIO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a GARBATOLA di Nerviano, via Gorizia 3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;apertura servizio gastronomico dalle ore 19.00, inizio concerti ore 20.00.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;Come raggiungerci:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;- da Milano con la SS.33 del Sempione. Al km 20 circa, dopo Rho e prima di Nerviano, all'altezza del Ristorante La Guardia, girare a destra e proseguire per 1 km;&lt;br /&gt;- da Milano, Varese, Como, autostrada uscita Lainate, proseguire su sp. 109 direzione Nerviano. Alla SS.33 sinistra direzione Milano quindi all'altezza del Ristorante La Guardia, girare a sinistra e proseguire per 1 km.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamo che è attivo il sito www.garbatola.it&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-4237615474423042887?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/4237615474423042887/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=4237615474423042887' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4237615474423042887'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4237615474423042887'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/06/sbanda.html' title='S-banda&apos;'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SkSsT7icj-I/AAAAAAAAAjg/QEJz6X-P5vM/s72-c/sbanda%27.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-1206102853556554988</id><published>2009-06-12T15:58:00.003+02:00</published><updated>2009-06-12T16:01:28.736+02:00</updated><title type='text'>La Cascina Garbatola: appunti di storia di un antico borgo</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In anteprima il testo della conferenza di questa sera: ore 20.30 Ristorante La Guardia, prima della cena che il ristorante ha organizzato per l'inizio dell'estate a Nerviano. Aperitivo a partire dalle ore 19.00 e cena - prenotarsi - a partire dalle 21.00. Il ricavato della cena sarà devoluto in parte all'associazione Onlus L'abbraccio e alla parrocchia San Francesco di Garbatola.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto tra monumenti, rovine e vita quotidiana è una questione che sembra improponibile oggi, anche se l’incuria e il degrado del nostro patrimonio sono sotto gli occhi di tutti, e quando si tenta di ripensare la città, sembra che sia un problema di secondo piano rispetto i grandi temi della mobilità metropolitana, o dell’infrastrutturizzazione del territorio. In realtà in paesi come i nostri, paesi e borghi antichi strutturati su vie ancora più antiche credo che il rapporto tra antico e moderno, tra storia ed esigenze contemporanee, non sia solo un problema per storici o nostalgici, ma sia un problema di tutti – si pensi per esempio il rapporto tra vie, corti, piccole piazze e la notevole quantità di auto che ogni giorno assediano l’area metropolitana milanese –. Nerviano, con le sue frazioni, è certamente un borgo molto antico, basta pensare che queste terre, data l’abbondanza di acqua e la fertilità del terreno, erano già abitate in epoca pre-romana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Notizie certe si hanno a partire dalla fine del sec. IV, quando con il verificarsi di nuove condizioni politico sociali e il riconoscimento del cristianesimo vennero a costituirsi i centri plebani, centri cioè dove dei presbiteri delegati dal vescovo amministravano il battesimo e celebravano le S.Messe. Divennero capi di Pieve quei borghi che erano già stati in epoca celtica – insubre – o protoromana distretti amministrativi, o militari, di notevole importanza sociale, o bellica. Secondo il disegno del vescovo Ambrogio le pievi milanesi si collocarono tutt’attorno alla città a una distanza quasi costante lungo tre anelli concentrici: a circa cinque miglia romane dal centro della città si trovano le pievi di Bruzzano, Cesano, Mezzate, San Donato, Segrate, Trenno; a dieci-dodici quelle di Desio, Gorgonzola, Settale, Decimo, Rosate, Casorate, Corbetta, Nerviano; a venti Galliano, Missaglia, Pontirolo, Dairago, Olgiate Olona.&lt;br /&gt;Nerviano, per la sua posizione, tra il Sempione e l’Olona, per la presenza di un mercato romano divenne da subito uno tra i centri più importanti, e fu per molti secoli, fino ai giorni nostri, Capo di Pieve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima volta tuttavia in cui compare il nome di Nerviano è una bolla papale, di papa Alessandro III, del 1169, in questa, come nella seconda del 1171, il papa convalida la sentenza dell’arcivescovo Galdino e conferma i diritti della chiesa di Nerviano, lo ius decimationeis, sui terreni dei villaggi della pieve, proibendo ad altri di farlo (neminem debere facem mittere in messem dienam), specialmente in Villanova dove solo il prevosto, contro le pretese di un monastero di Caronno, può esercitare i diritti parrocchiali. Garbatola non è nominata nella bolla papale, ma la presenza della Villa-Nova fa pensare, data la vicinanza, all’esistenza di una Villa-Vecchia – la cascina Garbatola? – magari costruita su uno di quegli antichissimi assi che tagliavano il Sempione – le odierne via XX Settembre e via Gorizia – a distanze costanti e ripetute, probabilmente secondo un disegno romano di ristrutturazione del territorio insubre.&lt;br /&gt;Le prime notizie certe su Garbatola sono però della fine del ‘500 quando a cominciare dal cardinale Carlo Borromeo tutti i vescovi milanesi visiteranno la pieve nervianese e anche la Cassina Garbatola: i due Borromeo, Carlo e Federico, il cardinal Stampa, il Pozzobonelli, vedono e descrivono precisamente la Cascina Garbatola e il suo piccolo oratorio, una chiesina per  i contadini che abitavano il borgo, dedicato ai santi Biagio e Francesco.&lt;br /&gt;Garbatola era anche Comune: nei registri dell’estimo del Ducato di Milano del 1558 e nei successivi aggiornamenti del XVII secolo Garbatola risulta infatti che il Comune di Garbatola è compreso nella pieve di Nerviano, e dalle risposte ai 45 quesiti della giunta del censimento del 1751 emerge che il comune contava circa 290 anime ed era amministrato dal console, tutore dell’ordine pubblico. Il Comune di Garbatola, al termine di una vicenda durata sette anni, fu soppresso e unito al Comune di Nerviano nel 1869 per decreto del neonato Regno d’Italia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-1206102853556554988?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/1206102853556554988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=1206102853556554988' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1206102853556554988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1206102853556554988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/06/la-cascina-garbatola-appunti-di-storia.html' title='La Cascina Garbatola: appunti di storia di un antico borgo'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-1539051504178477647</id><published>2009-06-03T12:10:00.003+02:00</published><updated>2009-06-03T12:27:04.966+02:00</updated><title type='text'>Dolomiti 2009</title><content type='html'>Della serie...ricordatelo così! Eheheh, presto ritorno a scrivere, promesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-395ee06670b6bc90" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v22.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3D395ee06670b6bc90%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331651028%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D5EDC0822F60E34771AFF57E6668B2E3EA724311A.5C1D177EAB2789F0CBB5C9204B0619DA8FEC5F8%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D395ee06670b6bc90%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DSdXrsN-4-yy4DTd6atLuzhYRUWE&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v22.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3D395ee06670b6bc90%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331651028%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D5EDC0822F60E34771AFF57E6668B2E3EA724311A.5C1D177EAB2789F0CBB5C9204B0619DA8FEC5F8%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D395ee06670b6bc90%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DSdXrsN-4-yy4DTd6atLuzhYRUWE&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-1539051504178477647?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=395ee06670b6bc90&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/1539051504178477647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=1539051504178477647' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1539051504178477647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1539051504178477647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/06/dolomiti-2009.html' title='Dolomiti 2009'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-3236557529395237043</id><published>2009-05-19T20:10:00.002+02:00</published><updated>2009-05-19T20:11:15.192+02:00</updated><title type='text'>Musical a Garbatola</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/ShL2NfEh1FI/AAAAAAAAAjY/KsLVHW4B8y8/s1600-h/sogno.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 248px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/ShL2NfEh1FI/AAAAAAAAAjY/KsLVHW4B8y8/s320/sogno.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337599219926684754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sogno di una notte di mezza estate...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-3236557529395237043?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/3236557529395237043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=3236557529395237043' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/3236557529395237043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/3236557529395237043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/05/musical-garbatola.html' title='Musical a Garbatola'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/ShL2NfEh1FI/AAAAAAAAAjY/KsLVHW4B8y8/s72-c/sogno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-8479908124847748172</id><published>2009-05-08T16:08:00.002+02:00</published><updated>2009-05-08T16:14:26.645+02:00</updated><title type='text'>Auguri mamma Auguri Fabio!</title><content type='html'>L' 8 maggio di 35 anni fa era una grande Festa della mamma, della mia mamma. Auguri mamma!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dove sei&lt;br /&gt;come stai&lt;br /&gt;non ci sei&lt;br /&gt;ma dove vai&lt;br /&gt;io sono qui&lt;br /&gt;come te&lt;br /&gt;con questa paura di amare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due minuti, due ore&lt;br /&gt;un'eternità&lt;br /&gt;due lati del mare&lt;br /&gt;di questa città&lt;br /&gt;dove tutti han bisogno d'amore&lt;br /&gt;proprio come noi due&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-8479908124847748172?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/8479908124847748172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=8479908124847748172' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/8479908124847748172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/8479908124847748172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/05/auguri-mamma-auguri-fabio.html' title='Auguri mamma Auguri Fabio!'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-6650049953928207640</id><published>2009-05-05T15:48:00.004+02:00</published><updated>2009-05-05T15:55:46.440+02:00</updated><title type='text'>Concorso musicale giovani Band</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SgBFCpQKzxI/AAAAAAAAAjQ/tMHebquQMC0/s1600-h/sbanda.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 226px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SgBFCpQKzxI/AAAAAAAAAjQ/tMHebquQMC0/s320/sbanda.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5332337870542393106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FUORI DI FESTA presenta S-BANDA', concorso musicale per gruppi emergenti.&lt;br /&gt;Dal 3 al 6 settembre 2009 si terrà FUORI DI FESTA, tradizionale Festa Rock in Piazza organizzata nella piazza don Musazzi di Garbatola (Nerviano - MI) dai giovani della comunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante il pomeriggio di domenica 6 si svolgerà S-BANDA', concorso musicale dedicato ai giovani gruppi, i cui membri hanno un'età media massima di 30 anni.&lt;br /&gt;Il gruppo vincitore potrà incidere per alcune ore presso una sala di registrazione ed esibirsi la domenica sera come gruppo spalla.&lt;br /&gt;La partecipazione è gratuita (cauzione di 100€ che verrà restituita durante le selezioni) e il modulo di iscrizione è scaricabile dal sito &lt;a href="http://www.garbatola.it/" target="_blank"&gt;www.garbatola.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le selezioni si svolgeranno a luglio: in alcune serate le band si esibiranno in una sorta di audizione-concerto e verranno scelti i finalisti di domenica 6 settembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per info:&lt;br /&gt;&lt;a href="mailto:info@garbatola.it"&gt;info@garbatola.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;339-8628650 Paola&lt;br /&gt;348-1028428 Andrea&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-6650049953928207640?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/6650049953928207640/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=6650049953928207640' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/6650049953928207640'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/6650049953928207640'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/05/concorso-musicale-giovani-band.html' title='Concorso musicale giovani Band'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SgBFCpQKzxI/AAAAAAAAAjQ/tMHebquQMC0/s72-c/sbanda.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-6768598575331929303</id><published>2009-04-27T12:28:00.010+02:00</published><updated>2009-06-03T13:50:52.062+02:00</updated><title type='text'>Condoni, condoni, condoni</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SfWNtMf7dtI/AAAAAAAAAjI/YfB5mjRUQRo/s1600-h/condono.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 211px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SfWNtMf7dtI/AAAAAAAAAjI/YfB5mjRUQRo/s320/condono.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5329321541651625682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sottotitolo: lo scarso Senso Civico Nervianese&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eh già ci risiamo. Italia Italia paese del mare, del sole, del buon vino, delle belle donne – dicono – e dei condoni. Da destra a sinistra la musica è sempre quella, e se uno non paga, evade, costruisce abusivamente, beh non si deve preoccupare tanto prima o poi le cose si sistemano – tanto in questa italietta triste finiscono dentro solo tossici o extracomunitari pericolosissimi, mai e poi mai chi evade –.&lt;br /&gt;E a Nerviano, governo di centro-sinistra, pare che la musica non cambi, anzi: c’è un palazzone abusivo, o semi abusivo, uno scempio tangentopolesco, non vi preoccupate lo condoniamo – e il progettista è lo stesso assessore che all’urbanistica al tempo di tangentopoli!!! –, cioè condoniamo il cambiamento di destinazione d’uso; ma ancora un’associazione sportiva non paga il dovuto da anni all’Amministrazione mentre le altre si? non c’è problema arriva il condono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNE DI NERVIANO (Provincia di Milano): &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;DELIBERAZIONE N. 29/G.C. DEL 24/2/2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Vista l’istanza in data 20.02.2009, registrata al prot n. 5323, con la quale l’Associazione sportiva USD Nervianese 1919, sez. Pallacanestro, ha chiesto la concessione di un contributo straordinario di € 10.083,52 al fine di sanare la situazione debitoria in essere nei confronti del Comune di Nerviano, derivante dal mancato pagamento delle tariffe per l’utilizzo delle palestre comunali negli anni 2005, 2006, 2007, 2008;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Valutata la situazione di difficoltà economica in cui versa l’Associazione in parola, risultante dalla rendicontazione dell’attività svolta negli anni 2007 e 2008, presentata con nota prot. n. 1506 del 19.01.2009;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Considerata l’attività svolta dall’Associazione meritevole di sostegno in quanto finalizzata alla pratica dello sport, nonché alla formazione educativa e sportiva dei giovani del territorio, in sintonia con i principi dettati dallo statuto e dal succitato regolamento comunale;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ritenuto di accogliere tale richiesta al fine consentire all’Associazione di cui sopra di ripianare i debiti pregressi maturati fino all’anno 2008 nell’utilizzo delle palestre comunali&lt;/span&gt; […]”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E gli altri? E tutte le altre associazioni sportive che hanno pagato regolarmente i dovuti contributi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapete qual è poi il colmo? che la sopracitata associazione, militante in serie C quindi assolutamente meritevole di rispetto – oltre che gestita da amici con i quali collaboro attivamente –, viene pure aiutata in sede di distribuzione degli orari delle palestre, a discapito delle altre associazioni che pagano regolarmente il dovuto, dall’amministrazione stessa alle quali essa non paga le ore che usufruisce. Fantastico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie a nome di tutte le associazioni che regolarmente pagano quello che l’Amministrazione chiede – giusto o sbagliato che sia –.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ps. Badate bene non ne faccio una colpa all’US Nervianese Basket, ognuno attua le politiche che vuole, certamente ne faccio una colpa all’attuale amministrazione. Sono e rimarrò sempre contro i condoni, chi sbaglia paga.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;fig. 01: un manifesto del vecchio PDS...le cose cambiano (o se ne dicono tante...)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-6768598575331929303?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/6768598575331929303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=6768598575331929303' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/6768598575331929303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/6768598575331929303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/04/condoni-condoni-condoni.html' title='Condoni, condoni, condoni'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SfWNtMf7dtI/AAAAAAAAAjI/YfB5mjRUQRo/s72-c/condono.gif' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-2036985862012407636</id><published>2009-04-25T01:39:00.004+02:00</published><updated>2009-04-25T01:44:27.108+02:00</updated><title type='text'>25 aprile 1945</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SfJOv2OyK4I/AAAAAAAAAi4/Oid6Anx1rE0/s1600-h/pierino.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 289px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SfJOv2OyK4I/AAAAAAAAAi4/Oid6Anx1rE0/s320/pierino.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328407893051059074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao Nonno Pierino!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-2036985862012407636?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/2036985862012407636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=2036985862012407636' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/2036985862012407636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/2036985862012407636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/04/25-aprile-1945.html' title='25 aprile 1945'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SfJOv2OyK4I/AAAAAAAAAi4/Oid6Anx1rE0/s72-c/pierino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-442537026893474767</id><published>2009-04-21T15:19:00.005+02:00</published><updated>2009-04-21T15:28:56.997+02:00</updated><title type='text'>Salviamo i Carigg</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Se3I8awMqGI/AAAAAAAAAio/zfmAYHLaqcY/s1600-h/carigg.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Se3I8awMqGI/AAAAAAAAAio/zfmAYHLaqcY/s320/carigg.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327134874548349026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricevo e pubblico volentieri due articoli già pubblicati dall'associazione econazionalista &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Duma Nunch&lt;/span&gt;. Il tema delle aree verdi tra un borgo e l'altro è ormai un tema di fondamentale importanza per la sopravvivenza dei nostri stessi paesi, del nostro territorio, della nostra civiltà (sempre che ce ne sia ancora una), più ancora dei piccoli parchi gioco, più ancora delle aree per correre &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;o andare in bicicletta&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, più ancora delle aree standard a parcheggio, è una questione di memoria è una questione di sopravvivenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’area dei &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Carigg&lt;/span&gt; è una grande area verde che si estende per circa 5 kmq tra i comuni di Briosco, Renate e Veduggio, lambendo anche il territorio di Besana nei pressi della Cascina Naresso.&lt;br /&gt;In origine - parliamo di migliaia di anni fa - i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Carigg&lt;/span&gt; erano un grande lago, come quelli di Pusiano ed Oggiono. Essendo l’invaso meno profondo, progressivamente venne riempito dai depositi provenienti dai versanti e dal trasporto dei corsi d’acqua.&lt;br /&gt;La riduzione degli apporti idrici e lo svuotamento per un progressivo abbassamento della soglia del suo emissario principale - la Bevera - hanno portato alla trasformazione dei &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Carigg&lt;/span&gt; da lago a torbiera. Il Cherubini, nel suo memorabile Vocabolario milanese-italiano del 1843, così scrive alla parola &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Carècc&lt;/span&gt;: “Voce  dell’Alto Milanese. Giuncaja. Giuncheto. Luogo pieno di giunchi o carici o caretti che si dicano; il Carectum dei Latini. Fra Renate e Bruscò in Brianza è un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Carècc&lt;/span&gt; vastissimo”.&lt;br /&gt;Oggi il lago dei Carigg è diventato una vera e propria oasi naturale nella Brianza cementificata: anello di congiunzione tra il Parco Valle del Lambro e il Parco Agricolo della Valletta.&lt;br /&gt;Centinaia di persone passeggiano lungo i sentieri recuperati dai volontari in questi anni, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;bikers&lt;/span&gt; attraversano contenti i ponticelli sul Fossarone e sulla Bevera, e innumerevoli specie di uccelli popolano quel che resta dei canneti.&lt;br /&gt;Non vogliamo che la speculazione edilizia cancelli questo lembo di Brianza rimasto miracolosamente intatto, sotto lo sguardo severo del Resegone e la vigile sorveglianza del bianco mausoleo dei Visconti. Non servono soldi pubblici da spendere, né enti inutili da inventare: basta la volontà di conservare quello che Dio ci ha dato in affido...&lt;br /&gt;(Paolo Pirola)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ambienti d’acqua, siepi, incolti e altri ecosistemi, molti dei quali sempre meno diffusi: il paesaggio dei &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Carigg&lt;/span&gt; è un mosaico molto articolato. Sono i territori che gli appassionati naturalisti, nella fattispecie quelli che girano con il binocolo, amano molto. La varietà di ambienti, anche in uno spazio non estesissimo, attira tante specie. Ai &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Carigg&lt;/span&gt; troviamo ecosistemi che, a livello europeo, stanno sempre più scomparendo. Si tratta dei sistemi delle siepi, degli incolti, dei prati: situazioni collegate ad una agricoltura del passato che offre spazio a una grande varietà biologica. Un tempo erano molto diffusi; oggi i metodi di coltivazione su basi industriali e il sempre più sfrenato utilizzo delle aree verdi marginali - le famose aree “da valorizzare” - per costruire nuovi quartieri residenziali li stanno via via cancellando. Non è un caso che tra le specie di uccelli che più soffrono nel nostro continente vi siano proprio quelle legate alle zone agricole e agli ambiti ad esse immediatamente collegate. I &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Carigg&lt;/span&gt; rappresentano un residuo della campagna di una volta, ma non solo. Ad arricchire il tutto contribuisce anche la presenza dell’acqua.&lt;br /&gt;Negli anni diversi appassionati hanno svolto uscite da queste parti, compilando una lista di specie molto interessante. Qui girano tante specie di rapaci, tra i quali l’albanella reale e il lodolaio. Cinque specie di aironi frequentano il sito durante l’anno, sia in periodi di nidificazione che nel corso di spostamenti e migrazioni. Ma sono loro, i passeriformi, gli uccelli piccoli, i protagonisti principali. Gli zigoli, ad esempio, o diverse specie di fringillidi trovano in questo angolo di Brianza cibo e rifugio. Ci sono poi i passeriformi delle siepi e del canneto: su tutti il beccamoschino, molto poco diffuso dalle nostre parti, cannaiola e cannaiola verdognola, beccafico e capinera. Gli spazi incolti, tesori da proteggere, offrono spazio ad una specie sempre più in diminuzione: il bellissimo saltimpalo, per il quale può essere deleteria anche la sparizione di paletti e staccionate. Girando con il binocolo potremo incontrare i colori del martin pescatore, del gruccione e dell’upupa, o cercare la sempre meno comune tortora. O, nel periodo di migrazione, cercare nel crepuscolo il verso del misterioso succiacapre.&lt;br /&gt;(Matteo Barattieri)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-442537026893474767?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/442537026893474767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=442537026893474767' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/442537026893474767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/442537026893474767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/04/salviamo-i-carigg.html' title='Salviamo i Carigg'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Se3I8awMqGI/AAAAAAAAAio/zfmAYHLaqcY/s72-c/carigg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-1131427093409749307</id><published>2009-04-20T10:46:00.009+02:00</published><updated>2009-04-20T11:03:36.870+02:00</updated><title type='text'>Dell'esperienza politica</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Sew4TXOXcCI/AAAAAAAAAig/h5WgyRX8y14/s1600-h/01.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 258px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Sew4TXOXcCI/AAAAAAAAAig/h5WgyRX8y14/s320/01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326694364575395874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesso mi pare di assistere a una sorta di teatrino della politica di basso livello. Mentre da un lato si fa finta di non capire quello che scrivo, e lo si interpreta spesso malamente, dall'altro si coglie sempre l'occasione per rimproverare al sottoscritto e ad altri chissà cosa, forse un astensionismo politico. Non lo so.&lt;br /&gt;Non ho mai scritto di me, della mia esperienza, se così si può dire, politica ma colgo l’occasione per fare chiarezza una volta per tutte. Riesco a farlo in modo più o meno dettagliato data la brevità di questa stessa esperienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1990, a sedici anni, mi avvicino alla “politica scolastica” all’ITCGPA Maggiolini partecipando attivamente a manifestazioni, assemblee studentesche, ecc, dicendo la mia, parlando agli altri studenti, ecc. Nel 1991 mi presento alle elezioni per il rinnovo del consiglio di istituto e vengo eletto. Rimango in carica un anno, nel 1992 mi ripresento e vengo rieletto. Sono anni splendidi, definiti poi, più avanti, da altri, la “Primavera del Maggiolini”: anni in cui si riorganizza la vita dell’istituto, anni in cui partono sperimentazioni, anni in cui si scrive il regolamento d’istituto, che prima non c’era, anni in cui il Maggiolini è il centro intellettual scolastico della zona tra Rho e Legnano. Per dirne una o due, scrivo il regolamento di istituto – la sera – per la sezione studenti, che istituisce il comitato studentesco, disciplina scioperi e manifestazioni – avvisare presidenza con anticipo, decisioni a maggioranza qualificata in assemblea ecc – degli studenti, prima lasciati alla decisione di pochi, propongo poi in seno al consiglio la sperimentazione della lingua inglese nei geometri sino al quint’anno – prima si studiava fino al secondo anno – e lo studio dell’informatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’università mi concentro solo sullo studio e sull’architettura, ma nel 1993 – diciannove anni – vengo contattato dall’allora segretario del Partito Popolare Italiano e nel 1994 partecipo alle elezioni come indipendente. Inizio a frequentare la politica nervianese, conosco l’allora “nemico” Sergio Parini, Domenico Marcucci, Paolo Musazzi, Paolo Grassini, ecc. Dopo il tracollo del PPI e la scissione Bianco-Buttiglione alcuni nervianesi democristiani doc vorrebbero andare avanti con una lista civica. È la linea del partito. Contro tutti sostengo che non è giusto, che bisogna guardare alla politica nazionale, anche subirla se necessario. Raccolgo consensi subito e il partito si scinde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1996 nasce l’Ulivo e da subito sostengo la politica di Veltroni e Prodi – all’epoca la stessa, più o meno –. Sempre da indipendente partecipo anche alle elezioni del 1998.&lt;br /&gt;Nel 2003 – ventinove anni – con un gruppo di amici, una volta si sarebbe detto con un gruppo di intellettuali, ci stacchiamo dai partiti e dalla politica dei partiti per fondare una lista civica indipendente, Primavera Democratica, o PD (!). Le motivazioni sono tante, tra cui certamente tre nostre richieste che non vengono accolte: il simbolo unico, l’ulivo – o altro –, una lista unitaria e non una per partito – il PD non c’era –, le elezioni primarie per la scelta del candidato sindaco. Ci presentiamo alle elezioni con grande successo – circa il 30% – nelle frazioni, dove eravamo molto conosciuti, e con scarso successo nel capoluogo. Per vari motivi, tutti personali e lavorativi, dopo riunioni drammatiche, anche di scontro tra noi, ci sciogliamo e decidiamo di tornare ciascuno al proprio lavoro e alle proprie associazioni. Ma quell’esperienza rimarrà davvero unica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decido di frequentare la politica nervianese da simpatizzante e non da attivista. Nelle ultime elezioni, credo 2006, per vari motivi, tutti personali, malattie, lavori, studio ecc, Primavera Democratica non si ripresenta, io sto chiudendo il dottorato in Spagna e non mi candido. Sostengo invece Dario Carugo, anche se da lontano, che fu già candidato giovanissimo della PD (primavera) oltre che, non si offenderà di certo, allievo, almeno per il basket, eheheh, persona saggia, intelligente e buon amico – colgo l’occasione per fargli gli auguri, oggi infatti si è laureato ingegnere! –.&lt;br /&gt;Una volta finito il dottorato parte, come un fulmine a ciel sereno, il PD nazionale e con un gruppo di amici con cui avevo partecipato alla prodiana e bolognese Fabbrica del Programma, partecipiamo al dibattito sul PD. Una volta capita l’aria conservatrice che tira all’interno dei due gruppi principali fondatori, DS e Margherita, per primo mi tiro indietro. Partecipo per onore di firma alle elezioni primarie del PD nervianese nel 2007, e sempre nel 2007 fondo con i soliti amici i Laboratori Democratici, che ben presto vengono chiusi, un po’ dall’alto, se così si può dire, un po’, soprattutto, per problemi personali.&lt;br /&gt;Questa è la mia esperienza politica. Come vedete non ho nulla da nascondere e non capisco quando chi non mi conosce mi accusa di scappare dai problemi. Al limite si scappa, o io scappo dalla politica nervianese, per problemi personali o per altre cose che in libertà ritengo esser più importanti. Non è lecito? Non nascondo neppure i miei autori e politici di riferimento e li metterò in calce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quanto scritto si potrebbe semplicemente riassumere il tutto dicendo che essendo sempre stato trombato anche se per poco, me ne sono sempre tornato alla mia attività principale il lavoro, sociale e professionale, e lo studio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda invece alcune battaglie che mi hanno visto ancora presente nonostante il mio volontario esilio dalla politica nervianese, mi limito a dire che ci sono alcuni temi che più di altri mi toccano di persona, non nel senso degli interessi personali ovviamente – ricordo che l’unica proprietà che aveva la mia famiglia è stata espropriata e che io posseggo solo un computer una moto e un po’ di libri –, ma nel senso degli interessi del cuore, e tra questi ricordo ne ricordo due: il convento degli Olivetani e il Fungo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine la partecipazione alla commissione paesaggio. Ci sono dei requisiti per far parte di quella commissione e c’è stato un bando pubblico. Ricordo che il sottoscritto è stato scartato in prima battuta e ripescato, solo perché unico superstite, dopo che alcuni membri della commissione stessa si sono dimessi. Ricordo che faccio già parte della stessa commissione a Parabiago da due anni e che a parte molti nemici geometri e speculatori e qualche pomeriggio con il mal di pancia non ci ho guadagnato nulla da quella partecipazione, così come non ci guadagnerò nulla in questa – almeno a Parabiago riconoscono un gettone di 24 € a Nerviano “manco” quello –. Se ci si aggiunge l’impossibilità di firmare progetti sul territorio si capirà molto bene che questa partecipazione è una missione più che altro.&lt;br /&gt;Giovedì pomeriggio ci sarà la prima seduta della commissione paesaggio a Nerviano.&lt;br /&gt;Prima di iniziare, dato che sono in tema, volevo rendere pubblico una sorta di manifesto di intenti: non considererò e quindi voterò contro a tutto ciò che puzzerà di speculazione o di volgarità, quindi niente tettucci, niente lucernari vernacolari, niente archetti, niente progetti mal disegnati; considererò e probabilmente voterò a favore invece di interventi anche drastici e apparentemente drammatici se ben disegnati, se intelligenti, cioè se si riferiranno in qualche modo alla storia dell’architettura e alla storia dell’architettura moderna.&lt;br /&gt;L’inquisitore è arrivato, temete speculatori e profeti dell’edilizia tradizionalista e vernacolare, ahahahhaha – chiudo ovviamente con ironia per sdrammatizzare –.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Cinque testi per me fondamentali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANTONIO GRAMSCI, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le opere&lt;/span&gt;, a cura di A. Santucci, Editori riuniti, Roma, 1997.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CARLO ROSSELLI, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Socialismo liberale&lt;/span&gt;, introduzione e saggi critici di Norberto Bobbio, a cura di John Rosselli, Einaudi, Torino, 1997,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GIUSEPPE ARMANI, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La forza di non mollare. Ernesto Rossi dalla grande guerra a Giustizia e Libertà&lt;/span&gt;, presentazione di Arturo Colombo, Franco Angeli, Milano, 2004.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NORBERTO BOBBIO, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Destra e Sinistra, ragioni e significati di una distinzione politica&lt;/span&gt;, Donzelli Editore, Roma, 1994.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MASSIMO CACCIARI, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Geofilosofia dell’Europa&lt;/span&gt;, Adelphi Edizioni, Milano, 1994.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ce ne sarebbero molti altri, ma questi, su tutti, sono quelli in cui mi rifugio quando mi chiedo da che parte stare, le fonti antiche alle quali correre quando si ha sete.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-1131427093409749307?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/1131427093409749307/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=1131427093409749307' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1131427093409749307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1131427093409749307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/04/dellesperienza-politica.html' title='Dell&apos;esperienza politica'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Sew4TXOXcCI/AAAAAAAAAig/h5WgyRX8y14/s72-c/01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-5695969031038209153</id><published>2009-04-17T14:01:00.007+02:00</published><updated>2009-04-18T23:43:12.076+02:00</updated><title type='text'>Della normativa edilizia e del tecnico comunale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Sehykv3IScI/AAAAAAAAAiY/S7ERM4Eak6E/s1600-h/art_907_XL.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 206px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Sehykv3IScI/AAAAAAAAAiY/S7ERM4Eak6E/s320/art_907_XL.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325632535014164930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Intanto ben tornati dalle vacanze pasquali per chi di voi come me le ha fatte – dopo aver passato qualche giorno di lavoro e sci in montagna sono di ritorno da Parigi, dove ho accompagnato i ragazzi della comunità in cui abito per 4 giorni stupendi –, cioè bentornati a quanti come me preferiscono spendere quei pochissimi soldi che ci sono in viaggi.&lt;br /&gt;Confesso che il tema di cui sto per scrivere non mi entusiasma particolarmente, anzi tutt’altro. Parlerò di norme, codici, codicilli e burocrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da qualche tempo si sente in televisione e si legge sui giornali della Legge che rilancerà, almeno così si dice, l’edilizia italiana. Premesso che non condivido per niente l’idea che debba essere rilanciata l’edilizia quanto piuttosto d&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ovrebbe essere migliorata la qualità del costruito&lt;/span&gt;, in termini di composizione, di rapporto con la storia, con la cultura architettonica internazionale, in termini anche ma non solo di qualità tecnica e tecnologica, insomma in una parola dovrebbe essere rilanciata l’architettura; premesso quindi che si dovrebbe dare più spazio all’architettura in questo tutto mediatico quanto assurdo dibattito; premesso questo ancora una volta in questa nostra Italia governata da avvocati e giuristi, e non da filosofi, storici e architetti, il dibattito si concentra sull’unica cosa che non tocca quasi per nulla il territorio, che non tocca la nostra cultura, ma che invece, sembra, apparentemente toccherà o potrebbe toccare i portafogli tutti, o purtroppo di alcuni speculatori: la norma sull’incremento di volumetria.&lt;br /&gt;Non voglio entrare nel merito dei problemi sollevati in questi giorni, è talmente stupido questo dibattito che non mi ci soffermo nemmeno un istante. Dico solo che, anche rimanendo nel campo delle norme e dei codici, la volumetria è solo uno dei tantissimi aspetti: vi sono poi altri regolamenti da rispettare, le norme comunali, i regolamenti edilizi, le distanze dai confini, i limiti in altezza, ecc. Insomma si è montato un gran polverone, come al solito di questi tempi, su una norma che pare toccherà pochi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si parla invece di snellimento dei processi burocratici si tocca secondo me un tasto delicato e penso giusto. Come al solito vi racconto un aneddoto particolare, locale, che però può, credo, esser trasposto anche altrove. Questa mattina mi sono recato nel comune di San Vittore Olona, comune del nord ovest milanese che come quasi tutti qui, e forse più di altri, non brilla certamente di architettura propria – ma è colpa dei tecnici comunali o è colpa degli architetti, dei tecnici, dei politici, o degli immobiliaristi? o di tutte queste figure –, dove ho presentato una piccola pratica edilizia. Come spesso succede dopo averla protocollata i tecnici si sono accorti che mancava una cosa. Ma ancora non è questo il punto. Telefono in comune, risponde subito il tecnico incaricato, mi da appuntamento dopo un’ora circa, mi presento con un disegno stampato su un foglio A4, lo timbro lo firmo e lo consegno. La pratica è integrata e può andare avanti. Succede ovunque così? No. In altri comuni le richieste di integrazione sono solo scritte, e se da un lato potrebbe essere un bene dall’altro capirete che l’applicazione intransigente della norma porta a una risposta non dopo un paio di giorni senza fermare il decorrere della pratica, ma porta a una risposta al termine, o quasi, dei 30 giorni previsti dalla legge, dopo di che bisogna ripresentare il tutto e aspettare di nuovo altri 30 giorni, sperando che nel frattempo al tecnico di turno non sia venuta in mente un'altra piccola scritta mancante, una quota, un segno, un alberello, ecc.&lt;br /&gt;Insomma con le stesse norme, più o meno, con le stesse regole, due vecchi centri poco distanti, simili, entrambi distrutti dalla speculazione degli anni ’60 e degli ultimi anni, dal ’90 a oggi – non un centro speculativo e volgare, uno, e l’altro un paradiso terrestre dell’architettura –, in due paesi così simili, entrambi sull’asse del Sempione quali potrebbero essere per esempio San Vittore Olona e Nerviano, da un lato ce n’è uno in cui le pratiche non si fermano e i tecnici sembrano – questa è la mia esperienza – pronti a integrare in corsa alcune piccole lacune che sempre ci sono, data proprio l’applicazione differente da comune a comune della norma stessa, dall’altro un comune che sembra paralizzato da carte, lettere, norme, ecc. Ma è la norma o è l’applicazione della norma stessa che porta a così diversi risultati pratici?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora, per tornare a noi, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;a cosa servono nuove norme&lt;/span&gt; se poi l’applicazione si fa rigorosa burocratica, severa, intransigente e ottusa? Non penso a una liberalizzazione e a un interventismo sfrenato, penso invece a controlli preventivi severi, severissimi, a limiti dell’edificazione incondizionati e incondizionabili – in particolare nell’alto milanese –, penso a giudizi preventivi da vere commissioni tecniche, o dall’ordine degli architetti, come succede in Spagna, da commissioni paesaggistiche, compositive – quali fossero antiche commissioni d’ornato –. Non servirebbe di più spronare gli architetti a un’architettura degna di questo nome, organizzare mostre, incontri, dibattiti televisivi, mediatici e locali sull’architettura, fare interventi pubblici che guardino all’Europa e non al parchetto sotto casa e al villino con gli archetti, i mille tettucci e i sette nani davanti la porta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Solo la luna&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Rimbalzando sopra il lago&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Sorrise quando poi la luce ritornò&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-5695969031038209153?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/5695969031038209153/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=5695969031038209153' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/5695969031038209153'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/5695969031038209153'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/04/della-normativa-edilizia-e-del-tecnico.html' title='Della normativa edilizia e del tecnico comunale'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Sehykv3IScI/AAAAAAAAAiY/S7ERM4Eak6E/s72-c/art_907_XL.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-4159786559577391211</id><published>2009-03-31T23:12:00.003+02:00</published><updated>2009-03-31T23:27:52.256+02:00</updated><title type='text'>Detti e Contraddetti</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Mi permetto di pubblicare questo commento, data la densità del testo e del contenuto, come fosse un vero post.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Prendo in prestito dei versi di Sheakespeare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;POLONIO: Monsignore, posso sapere che state leggendo?&lt;br /&gt;AMLETO: Parole, parole, parole.&lt;br /&gt;POLONIO: Di che è questione, Signore?&lt;br /&gt;AMLETO: Questione? Fra chi?&lt;br /&gt;POLONIO: Volevo dire l'argomento, l'argomento del libro che leggete.&lt;br /&gt;AMLETO: Calunnie, signor mio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Calunnie signori miei quelle che certa gente pensa di farci credere dette per il "nostro" bene, per il bene della società! In nome di un Senso comune che pochi però hanno...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi permetto di dissentire sull'invettiva fatta da un lettore, credo Ale, all'ultimo post di Fabio: come ha già sottolineato Fabio, infatti parlare della piazza "della" Garbatola, è solo un esempio. E se ne potrebbero fare mille altri altrettanto efficaci!&lt;br /&gt;E sono pienamente d'accordo con Fabio quando giustamente lascia cadere le personali e inoperative provocazioni, forse perchè abituato a simili commenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma io non riesco proprio a starmene zitta.&lt;br /&gt;I problemi del nostro Comune sono tanti e sono stati più e più volte affrontati, commentati, polemizzati, combattuti...ma per risolverli non basta bloccare il traffico, o fare quattro cartelli polemici, o gridare nelle piazze o per le strade: queste cose sanno di vecchio e di provinciale, e per giunta le trovo molto poco efficaci, o sbaglio?!&lt;br /&gt;Odio dover precisare l'ovvio, ma non è guardando al giardinetto, al muretto, alla panchina...che si fanno progetti per il futuro del paese: per cambiare le cose ci vuole un progetto d'insieme, un'idea di città, un'idea di progetto di città. Non si va da nessuna parte con le parole: la critica dev'essere operativa, altrimenti cade nel vuoto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I problemi vanno affrontati dal di dentro, in questo caso, ad esempio, entrando nella macchina burocratica comunale; non tutti possono e pochi sono in grado di farlo (il perchè è da chiedere ai "vecchi" burocrati comunali e alle loro seggioline)!!&lt;br /&gt;E per concludere mi riallaccio al discorso fatto nel blog. Non saremo noi a fare questa "rivoluzione", ma è nostro dovere gettare le radici: devono essere fondamenta solide, che abbiano un progetto già preciso e definito. Bisogna guardare lontano, oltre la contingenza del presente, per poter proiettare nel futuro i nostri sogni, le nostre speranze, i nostri progetti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-4159786559577391211?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/4159786559577391211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=4159786559577391211' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4159786559577391211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4159786559577391211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/03/mi-permetto-di-pubblicare-questo.html' title='Detti e Contraddetti'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-8282355533056272117</id><published>2009-03-31T12:15:00.004+02:00</published><updated>2009-03-31T12:20:47.026+02:00</updated><title type='text'>Della crisi generazionale e della rivoluzione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SdHuTqEWNcI/AAAAAAAAAiA/Myyz6lQilc4/s1600-h/Trabant-recycled.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 224px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SdHuTqEWNcI/AAAAAAAAAiA/Myyz6lQilc4/s320/Trabant-recycled.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5319294656378713538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi piace fare polemica inutilmente e capirete che essendo poi parte in causa, in quanto architetto e professionista, nemmeno mi conviene, forse mi converrebbe di più offrire qualche caffé o qualche cena al politico di turno o farmi vedere in giro con politici amici o altre cose tipiche dell’italianica virtù. Ma primo non fa parte della mia formazione, secondo quando è troppo è troppo. È ora, e con forza, di gridare all’attuale classe dirigente di andarsene a casa, è ora di passare all’azione, senza se e senza ma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da destra a sinistra, dal nord al sud, stiamo vivendo non un momento di crisi ma un momento di paralisi. Paralisi totale. Crisi economica? Si certo ma prima di tutto crisi di una generazione incapace di guidarci. Dovete andarvene a casa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi faccio due esempi, uno nell’estremo nord, in un comune di cui ancora non posso fare il nome – capirete poi perché – e uno nel mio comune, Nerviano. Nel primo, un borgo turistico molto attivo del Trentino Alto Adige, l’amministrazione comunale il 3 luglio 2008 pubblica un piccolo concorso di idee per la riqualificazione di alcuni spazi centrali, una cosa normale per il resto dell’Europa, che di solito si risolve in poche settimane con un vincitore e con l’incarico professionale e l’inizio dei lavori. Ma siamo in Italia, seppure nel profondo nord, e la scadenza, prevista per il 30 settembre, viene prorogata al 31 dicembre 2008 – e già ci sarebbe da chiedersi quale tecnico, professionista, tranne il sottoscritto e pochi altri, si mette in testa di consegnare un lavoro il 31 dicembre, tra i botti e i preparativi del capodanno –. In ogni caso cinque mesi di tempo per consegnare i progetti. Ebbene oggi è il 31 marzo, sono passati quindi altri tre mesi, otto in totale, e ancora niente, non una classifica, non una segnalazione, non una mail, una lettera, una comunicazione, niente.&lt;br /&gt;A Nerviano invece la vicenda della piazza del paese in cui vivo sa anche di ridicolo. Da almeno quattro anni dovrebbe esser partita la progettazione e conseguentemente i lavori: nel 2004 infatti si inizia a parlare di rifacimento della Piazza don Musazzi e viene inserita – forse anche prima, attendo smentite, ma non è questo il punto – nel programma triennale, in quello 2006-2008 è prevista per il 2006 – vedi mio post “Nerviano e il programma Triennale Lavori Pubblici 2006/2008”, del 3 dicembre 2008 – in quello 2009-2011 è riconfermata. A oggi niente.&lt;br /&gt;Ma non è finita. Sul lavoro dell’assessore Serra, assessore ai LL.PP. di Nerviano, fino qualche settimana fa non avevo nulla da eccepire, era appena stato nominato e stava cercando di portare avanti le tante cose in sospeso o non fatte che l’assessore precedente, Pisoni, non aveva fatto, o non aveva fatto fare. Ma il 19 dicembre 2008 in consiglio comunale il Serra, in merito la sistemazione della Piazza di Garbatola, dice: «Il bando per il concorso è pronto, abbiamo preferito, se mi passate questo termine, aspettare un momento anche in  virtù delle problematiche legate alla viabilità della  frazione, pensiamo che sia utile che i professionisti, i cittadini che vorranno partecipare a questo bando abbiano più elementi, sia necessario dare più elementi, in modo che gli eventuali progetti presentati tengano conto anche di quelle che possono essere le soluzioni in termini viabilistici della frazione. Comunque in ogni caso il bando è pronto per cusicuramente pubblicato»&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; [1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. Effettivamente non dice quando, dice nelle prossime settimane… – in realtà ricordo perfettamente che disse entro una settimana, cioè entro Natale 2008, perché appunto aveva aspettato un’assemblea pubblica dove si doveva spiegare la nuova viabilità del paese –. Beh sono passate 14 settimane e ancora niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capite perché siamo esasperati, capite perché la nostra generazione non ce la fa più! Certo non saremo una generazione di lottatori, di gente agguerrita, forse preferiamo stare a casa a guardare la partita, o uscire per andare in palestra, o al cinema, o in giro con gli amici, ecc, ma davvero credeteci non ce la facciamo più. E lo stato delle cose non cambierà attraverso di noi, con la nostra generazione, quello certamente no, ma la rabbia che coviamo aumenterà talmente tanto che i nostri figli la faranno sfociare in rivoluzione sociale, credo anche violenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si può andare avanti così, e certamente capirete perché diventa difficile, spesso scomodo,  per un professionista che poi in quel piatto ci deve, o ci dovrebbe, mangiare, fare nomi, citare frasi, documenti ecc, sia nel profondo nord come nel mezzogiorno.&lt;br /&gt;Quando poi, e concludo, ci si prova, con la poca forza che si ha ovviamente, non crediate che sia semplice. Qualcuno di voi, ormai due anni fa, partecipò all’ultima iniziativa pubblica nervianese che sostenni e anzi promossi dopo “Primavera Democratica” del 2003, i “Laboratori Democratici”. Il partito democratico era di la da venire, o all’orizzonte, anche se molti degli attuali dirigenti locali dicevano di smettere di fare politica nel momento in cui il partito sarebbe nato, ma è un altro discorso, e con qualche amico iniziammo, sarebbe meglio dire provammo a iniziare, questa nuova esperienza. Non un partito ma un Laboratorio a sostegno del partito nascente. Un Laboratorio, cioè un metodo diverso di lavorare e di approcciare i problemi, un metodo che si basa sul lavoro e sull’analisi della realtà. Lavorare aprendosi alle associazioni, ai partiti anche di opposizione, certamente non alle folle oceaniche, ma lavorare andando da loro, nelle loro sedi e non chiamandole in una sede di partito. Unica clausola che ponevamo: chiedevamo di essere liberi. Quindi nessuna sede di partito ma l’aula civica comunale, regolarmente pagata, e nel giorno che ci era più comodo: il lunedì sera. Già ma il lunedì c’è la riunione del gruppo di maggioranza e gli assessori non possono intervenire, ci dissero dal partito. Rispondemmo: “e chi se ne frega…”. Non era cattiveria ma era un modo diverso di approcciarsi al lavoro, in libertà. E forse in una prima fase la “vecchia classe dirigente” – per noi trent’enni i cinquant’enni e sessant’enni, seppur sessantottini, rappresentano la vecchia attuale classe dirigente –, per quanto nuova o novella a Nerviano, non doveva partecipare, o era meglio se non partecipava, se ci lasciava ampia libertà di agire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non lo capirono e con la loro forza, tipica della formazione degli anni settanta, si presentarono alla seconda riunione affossando di fatto il progetto, con battute ironiche e sarcasmo, con tutto quel sistema di cose che a noi trent’enni ha fatto da subito scappare la voglia, per tornare alla palestra, alla corsa, al lavoro sociale nelle associazioni, ecc, anche al partito – in altri paesi però –.&lt;br /&gt;Dopo qualche mese nacque il PD e alle elezioni primarie del nuovo direttivo del nuovo partito alcuni giovani, tra cui il sottoscritto, si ripresentarono nuovamente, ma secondo vuoi quanti nuovi dirigenti furono eletti? Nessuno, o anche tutti…già, le compagne dei “vecchi” compagni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ps. Ovviamente parlo della parte che conosco, ma so che anche dall’altra parte della barricata più o meno è così. Magari i trent’enni, le facce nuove, vengono messi in prima fila, ma poi di fatto non contano niente, forse meno che nel PD…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[1] Verbale del consiglio comunale di Nerviano del 19 dicembre 2008, pp. 33-34. Scaricabile all’indirizzo http://www.comune.nerviano.mi.it/default.cfm?channel=verbali&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-8282355533056272117?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/8282355533056272117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=8282355533056272117' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/8282355533056272117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/8282355533056272117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/03/della-crisi-generazionale-e-della.html' title='Della crisi generazionale e della rivoluzione'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SdHuTqEWNcI/AAAAAAAAAiA/Myyz6lQilc4/s72-c/Trabant-recycled.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-4652004042143773556</id><published>2009-03-31T09:37:00.004+02:00</published><updated>2009-04-01T09:40:17.234+02:00</updated><title type='text'>Il Bosco della Moronera</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SdMaN-9Yl0I/AAAAAAAAAiI/0pobcQVlRUk/s1600-h/moronera-200m-1000ft.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 258px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SdMaN-9Yl0I/AAAAAAAAAiI/0pobcQVlRUk/s320/moronera-200m-1000ft.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5319624412395771714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricevo e pubblico volentieri. E aggiungo: ma come si fa, come mi ha fatto notare Antropofilo, a devastare un bosco chesi chiama così! Moronera....&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:sans-serif;font-size:100%;"  &gt;Fra pochi giorni sarà presentato ufficialmente il progetto della società Pedemontana Spa per il tratto della nuova autostrada che attraverserà il Bosco della Moronera, fra Turate e Lomazzo (CO): eventuali obiezioni od osservazioni vanno sollevate entro 60 giorni.  L'associazione "Immagina Lomazzo" ha organizzato per domenica &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;5 aprile&lt;/span&gt; una giornata dedicata a questa area forestale, per poterla così visitare pochi mesi prima della costruzione dello svincolo sul bosco. A seguire il programma dettagliato.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:sans-serif;font-size:100%;"  &gt;Programma:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style=";font-family:sans-serif;font-size:100%;"  &gt;Ore 10.00 -  presso il Parco della Trebbiatura, in via  Veneto in località Manera, partenza per un'&lt;b&gt;escursione nel bosco della Moronera&lt;/b&gt;, in pieno risveglio primaverile.&lt;/span&gt;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style=";font-family:sans-serif;font-size:100%;"  &gt;Ore 15:30  - il parco di Villa Ceriani, in via IV novembre, ospiterà un concertino di benvenuto a cura del gruppo "Il compleanno di Mary", band emergente che ha scelto proprio il bosco lomazzese per ambientare alcune sequenze del suo prossimo videoclip.&lt;/span&gt;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style=";font-family:sans-serif;font-size:100%;"  &gt;Ore 16:00 - all'ex asilo Garibaldi per la presentazione del libro: "&lt;b&gt;Il futuro negli alberi&lt;/b&gt;" di Milena Ortalda, seguita da un  dibattito aperto che si preannuncia rovente: "&lt;b&gt;La comunicazione ambientale tra catastrofisti e negazionisti&lt;/b&gt;".     &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style=";font-family:sans-serif;font-size:100%;"  &gt;Ore 17:00 - &lt;b&gt;premiazione del concorso "Storie del bosco"&lt;/b&gt;, bandito da Immagina Lomazzo in collaborazione con Officina di Segni e con il Patrocinio di Legambiente Lombardia.&lt;/span&gt;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style=";font-family:sans-serif;font-size:100%;"  &gt;Ore 17.30 - "Merenda a Km 0" sarà offerta dalle aziende locali della filiera corta.&lt;/span&gt;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style=";font-family:sans-serif;font-size:100%;"  &gt;Ore 18:00 - &lt;b&gt;concerto del gruppo "Il compleanno di Mary"&lt;/b&gt;, con Mino Di Martino dei Giganti, intervallato da letture sceniche dell'attrice Francesca Botti accompagnata dal musicista Alessio Pamovio.&lt;/span&gt;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style=";font-family:sans-serif;font-size:100%;"  &gt;Ore 19:30 - &lt;b&gt;proiezione &lt;/b&gt;di immagini e video &lt;b&gt;sul bosco della Moronera&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;span style=";font-family:sans-serif;font-size:78%;"  &gt;Nel pomeriggio saranno raccolte e autenticate le firme per la proposta di legge a salvaguardia dell'ambiente promossa da Legambiente:"Metti un freno al cemento". Sarà possibile seguire le fasi salienti della giornata in diretta video sul sito dell'associazione. In caso di pioggia la passeggiata sarà rimandata, mentre le altre iniziative si terranno presso l'ex asilo Garibaldi. Per ulteriori informazioni: Ezio cel. 3358170671&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-4652004042143773556?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/4652004042143773556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=4652004042143773556' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4652004042143773556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/4652004042143773556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/03/il-bosco-della-moronera.html' title='Il Bosco della Moronera'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SdMaN-9Yl0I/AAAAAAAAAiI/0pobcQVlRUk/s72-c/moronera-200m-1000ft.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-9135124291346526666</id><published>2009-03-27T08:57:00.005+01:00</published><updated>2009-03-27T10:44:14.325+01:00</updated><title type='text'>Dall'università</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ricevo e pubblico volentieri questo commento che lo trasformo, data l'importanza del tema e la densità del problema in un post, che come al solito spero sia frutto di una comune riflessione.&lt;br /&gt;Vi invito anche a guardare, meglio ad ascoltare questo (anche se ormai ha fatto il giro della rete e molti di voi lo conosceranno...). Anch'io, nel mio piccolo, arrivai a dire cose simili, o con un tono simile a Nerviano qualche anno fa, certamente non coì bene. E anche Nanni Moretti, Pancho Pardi, Dario Fo, risultato? Niente, da allora o quasi manco dalle sedi dei partiti...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=f3tqFf9IfgM&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/ScyJOod4NiI/AAAAAAAAAh4/zCnxC1PVprQ/s1600-h/vecchi-panteschi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 250px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/ScyJOod4NiI/AAAAAAAAAh4/zCnxC1PVprQ/s320/vecchi-panteschi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317776144491623970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gardella: l’architettura, la città&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Convegno alla Facoltà di Architettura Milano-Bovisa&lt;br /&gt;Mercoledì 25 marzo 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizia il convegno: non sono presenti molte persone, ma ci sono quelle che contano.&lt;br /&gt;C’è Daniele Vitale che presiede, c’è il preside Torricelli, c’è il prof. Fortis, ci sono Gardella e Canella, Boidi, Bordogna e Bonaretti…Insomma ci sono proprio tutti: tra capelli grigi e capelli tinti, l’età media cresce in modo inquietante: eccoli i grandi capi-capoccia della Facoltà!&lt;br /&gt;Sembra un ritrovo tra vecchi amici, in cui mi sento irrimediabilmente fuori luogo!&lt;br /&gt;Dopo le prime parole di formalità di Vitale e Torricelli, Fortis incomincia a rievocare i tempi che furono, e “novellando vien del suo buon tempo” di quando Fortis senior lo portò, ancora ragazzo, a vedere le opere di Gardella senior, e di quando suo figlio Fortis jr. fece le fotografie a Gardella per poi appenderle nella sua cameretta…&lt;br /&gt;Che bel quadretto!&lt;br /&gt;Terminati i convenevoli - e già compresi il clima e la scientificità del convegno - inizia la lunga serie di interventi: in primis Jacopo Gardella (Gardella jr.) con un intervento dal titolo: Continuità e discontinuità nell’architettura: pochi cenni su cose già sentite, già lette, già studiate, e già anche superate, sulla continuità e discontinuità della tradizione nella progettazione contemporanea. A seguire una serie di sterili e ipocrite invettive contro la “Nuova Classe Dirigente”.&lt;br /&gt;Una domanda nasce spontanea: ma con chi ce l’ha? Chi fa parte della classe dirigente? Guardo questi Vecchi professori e mi viene una rabbia per l’ipocrisia che aleggia nell’aula!&lt;br /&gt;«Eh, già…la classe dirigente di una volta non c’è più! » – sospira il nostro Gardella jr.&lt;br /&gt;La classe dirigente di una volta non c’è più! E queste persone non si rendono conto che sono loro la nuova classe dirigente, la nuova classe dirigente formata da vecchi!&lt;br /&gt;Legati alla famiglia, al nome, alla cadrega, borghesi milanesi.&lt;br /&gt;A volte basterebbe che facessero un passo indietro, si liberassero di quell’orgoglio da “professore affermato”, e si guardassero da fuori, per vedere quanto sono ridicoli (nulla togliendo alla loro competenza ovviamente!) e accademici conservatori.&lt;br /&gt;E poi si urla “largo ai giovani!”… ah ah ah …&lt;br /&gt;Ma che forse non se ne rendano conto?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ps. E' necessario chiarire alcuni dati anagrafici dei professori universitari, per comprendere meglio che quando parlo di Gardella Junior, parlo di un uomo nato nel 1935!&lt;br /&gt;Questa è la realtà universitaria milanese ma non solo...&lt;br /&gt;Guido Canella, 1931, Jacopo Gardella (jr.), 1935, Massimo Fortis, 1944, Daniele Vitale, 1945, Pellegrino Bonaretti, 1948, Sergio Boidi, 1948, Enrico Bordogna, 1949&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, poi ci sono anche i giovani (ormai cinquantenni): sì, hanno parlato anche loro al convegno, ma dopo,nel pomeriggio, tardo pomeriggio... La cosa che dà da pensare è che sono quasi tutti Storici o dottorati in storia, o ricercatori in storia dell'architettura.&lt;br /&gt;E' curioso come di giovani progettisti ce ne siano davvero pochi: forse perchè la casta dei Compositori è una loggia massonica, chiusa, invalicabile, insondabile. E i giovani architetti, magari anche appassionati al progetto, hanno dovuto fare di necessità virtù e abbandonare la composizione per tentare la propria strada nella storia dell'architettura, per poi, ancora una volta, non essere presi in considerazione, ancora una volta non avere una loro autonomia, e ancora una volta essere derisi di fronte ad un pubblico composto anche da studenti: lo storico "dagli occhi velati", lo storico "che non prende posizione", in poche parole per questi signori questi giovani storici non sono capaci di fare il mestiere! Non si rendono conto forse dell'ipocrisia delle loro parole!&lt;br /&gt;Mi rifaccio allora alle parole del grande Giuseppe Pagano (1896-1945)che scrisse : "Essi [i vecchi] preferiscono parlare di crisi e di decadenza e sputare in faccia ai giovani. I sessantenni hanno molta saliva, ma i giovani hanno più fede e faccia di bronzo".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-9135124291346526666?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/9135124291346526666/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=9135124291346526666' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/9135124291346526666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/9135124291346526666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/03/dalluniversita.html' title='Dall&apos;università'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/ScyJOod4NiI/AAAAAAAAAh4/zCnxC1PVprQ/s72-c/vecchi-panteschi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-6048142270741169962</id><published>2009-03-25T16:34:00.018+01:00</published><updated>2009-03-27T09:25:28.487+01:00</updated><title type='text'>Un progetto per la Milano Romana</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/ScpY5RIrcWI/AAAAAAAAAho/rSO4QYrObwk/s1600-h/progetto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 225px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/ScpY5RIrcWI/AAAAAAAAAho/rSO4QYrObwk/s320/progetto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317160050939883874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto tra monumenti, rovine e vita quotidiana è una questione che «sembra improponibile oggi, anche se l’incuria e il degrado del nostro patrimonio monumentale sono sotto gli occhi di tutti»&lt;a title="" style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1964731793124345094#_ftn1" name="_ftnref1"&gt;[1]&lt;/a&gt;. Il moltiplicarsi degli scavi e delle scoperte archeologiche, e la crescente importanza della dimensione sotterranea delle città europee, hanno prodotto un sistema diffuso di cicatrici e di ferite, che testimoniano il grave dissidio tra sistemazione architettonica, esigenze di scientificità della conservazione e proseguimento delle campagne di scavo. Dove proseguire gli scavi? È possibile intendere lo scavo come momento evocativo della città antica e fondativo di quella contemporanea?&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/ScvJskKfLRI/AAAAAAAAAhw/ux7RC1a_Kdw/s1600-h/progetto+milano+romana.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 315px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/ScvJskKfLRI/AAAAAAAAAhw/ux7RC1a_Kdw/s320/progetto+milano+romana.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317565552500092178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La città di Milano e in particolare il caso specifico dell’area dell’antico circo romano rappresentano un esempio concreto e reale per poter costruire un ragionamento sulla città contemporanea e sulla presenza dell’antico nella città moderna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come in altre città europee, la romanità di Milano non è un fatto tangibile o evidente, ma celato e sottostante, ha natura virtuale e passa attraverso la persistenza di alcuni caratteri formali, o di alcuni tracciati, monumenti e toponimi. Abitata già nel V sec. a.C., in epoca Golasecchiana, Milano fu prima città celtica, Insubre, poi a partire dal II sec. a.C. fu lentamente romanizzata, fino a diventare colonia nell’89 a.C. e municipio nel 49 a.C.&lt;br /&gt;Milano è una città che ha sempre distrutto il suo passato riedificandosi su di esso, tuttavia l’eredità romana si manifesta ancora in diverse zone della città: le colonne e la basilica di San Lorenzo, i resti dell’antico anfiteatro, la zona del circo tardoantico (late roman). Quest’ultima in particolare è nota per avere conservato alcune delle poche testimonianze in elevato della città romana: una torre e alcuni tratti delle mura dell’imperatore Massimiano&lt;a title="" style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1964731793124345094#_ftn2" name="_ftnref2"&gt;[2]&lt;/a&gt; e la torre dei carceres&lt;a title="" style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1964731793124345094#_ftn3" name="_ftnref3"&gt;[3]&lt;/a&gt; del circo, trasformata nel medioevo in campanile della chiesa di San Maurizio.&lt;br /&gt;Realizzato tra il 293 e il 294 d.C.&lt;a title="" style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1964731793124345094#_ftn4" name="_ftnref4"&gt;[4]&lt;/a&gt;, il circo era monumento di dimensioni imponenti e misurava «esternamente m 470 in lunghezza e 85 in larghezza»&lt;a title="" style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1964731793124345094#_ftn5" name="_ftnref5"&gt;[5]&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Forse in memoria degli spettacoli e dei riti che aveva ospitato il circo rimane nell’alto medioevo luogo di assemblea e di vita sociale – nel 604 d.C. vi fu incoronato il re Longobardo Adoloaldo –, quindi lentamente inizia a trasformarsi con il progressivo insediamento tra le sue mura, prima di una serie di monasteri femminili, poi di ville e palazzi signorili. Ciò che più colpisce infatti è il destino urbano che ha subito il circo, uno dei monumenti più importanti della città antica, e il modo in cui esso si è riconvertito in una delle parti più belle della città. Va ricordato poi che il circo era un elemento liminare della città: era cioè un ampliamento di quella città compatta che stava rinserrata nelle sue mura e rimaneva ben distinta dal territorio che l’avvolgeva tutt’intorno, un territorio fatto di strade e necropoli, edifici utilitari, luoghi religiosi e campagne, e forse anche per questo i monasteri femminili, che forse avevano bisogno di maggiore protezione, si insediano all’interno della città e del circo, mentre i grandi monasteri maschili di S.Ambrogio e S.Francesco si costruiscono sul limite ovest dell’edificio, al di fuori della città antica. E questo carattere liminare persiste ancora oggi: la parte urbana che si costituisce dentro e sopra il circo, e che allontanandosene ne raccoglie l’eredità e la forma, seguita a costruirsi secondo il tracciato del circo e l’asse nord-sud, mentre la realtà sparsa, fatta di un sistema di terreni sgombri e di strutture isolate – almeno fino alla metà del novecento –, profondamente diversa che è quella della zona di Sant’Ambrogio si costruisce secondo la direzione della città e l’asse nordovest-sudest.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il circo milanese, quasi scomparso nella memoria comune e collettiva, e certamente scomparso e invisibile come manufatto, sopravvive a tratti nella memoria erudita, così alcune strade e alcuni toponimi richiamano il vecchio edificio, e più ancora rimane come fatto fondativo di una parte di città. Progettare nella zona del circo, nella zona più importante del circo, quella dei carceres, trasformata prima in sede del più grande monastero femminile di Milano, il Monastero Maggiore, con una delle chiese più belle di Milano, la chiesa di San Maurizio, quindi quasi completamente distrutta dai bombardamenti alleati del 1943, vuol dire farsi carico della storia di quel luogo. Il circo è contenuto nella città contemporanea come le linee su un palmo di una mano. Capire la romanità di Milano, studiare i punti di conflitto tra la città antica e la città moderna, vuol dire lavorare e progettare cercando di riconsiderare le zone archeologiche della città non come ferite, ma come parte concreta della città attuale.&lt;br /&gt;Un progetto per una zona così densa di testimonianze e di storia deve porre in primo piano la lezione dei monumenti e insieme confrontarsi con le implicazioni civili che costruendosi instaura rispetto alla città contemporanea, per migliorarla, attraverso la ricchezza e il senso evocativo delle opere antiche. Il progetto di ampliamento del Museo Archeologico di Milano, oggi compresso nei locali sopravvissuti alla distruzione dell’antico Monastero Maggiore, ha una doppia valenza, da un lato tentare di ridefinire la forma degli scavi archeologici, capire dove proseguirli, e se possono attraverso la forma evocare una nuova città, dall’altro ricucire e recuperare una memoria antica, la memoria del circo e insieme la memoria dell’antico monastero distrutto tra XIX e XX secolo nella quotidianità dell’uso di un museo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1964731793124345094#_ftnref1" name="_ftn1"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; GIORGIO GRASSI, &lt;em&gt;Teatro Romano di Brescia. Progetto di restituzione e riabilitazione&lt;/em&gt;, Documenti di Architettura, Electa, Milano, 2003, p. 7.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1964731793124345094#_ftnref2" name="_ftn2"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Marco Aurelio Valerio Massimiano Erculeo, detto Massimiano (&lt;em&gt;Marcus Aurelius Valerius Maximianus Herculius&lt;/em&gt;), nato a Sirmium, nel 250 circa e morto a Massilia, nel luglio del 310 d.C. Fu cesare dal luglio 285 e poi augusto dal 1 aprile 286 al 1 maggio 305 dell'Impero romano. Condivise quest'ultimo titolo con il suo amico, co-imperatore Diocleziano.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="" style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1964731793124345094#_ftnref3" name="_ftn3"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; I &lt;em&gt;carceres&lt;/em&gt; erano gli stalli di partenza dei carri, le bighe, che gareggiavano nel circo. Occupavano uno dei lati minori del circo, l’altro era curvo e occupato dalle gradinate come i lati lunghi, e normalmente erano disposti secondo una linea leggermente curva, studiata in modo tale che ogni stallo di partenza doveva trovarsi alla stessa distanza dall’inizio del rettilineo, segnalato dalla spina centrale del circo, in modo da non avvantaggiare nessun concorrente.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="" style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1964731793124345094#_ftnref4" name="_ftn4"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Cfr. ANTONIO FROVA, &lt;em&gt;Il circo di Milano e i circhi di età tetrarchica&lt;/em&gt;, in AA.VV., &lt;em&gt;Milano capitale dell’impero romano, 286-402 d.C.&lt;/em&gt;, catalogo della mostra tenuta al Palazzo Reale di Milano, dal 24 gennaio al 22 aprile 1990, Amilcare Pizzi Editore, Milano, 1990, pp. 423-431.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a title="" style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=1964731793124345094#_ftnref5" name="_ftn5"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Cfr. ANTONIO FROVA, &lt;em&gt;Il circo di Milano…&lt;/em&gt;, cit. alla nota 4, p. 423.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-6048142270741169962?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/6048142270741169962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=6048142270741169962' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/6048142270741169962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/6048142270741169962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/03/un-progetto-per-la-milano-romana.html' title='Un progetto per la Milano Romana'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/ScpY5RIrcWI/AAAAAAAAAho/rSO4QYrObwk/s72-c/progetto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-7462145416739386093</id><published>2009-03-05T11:39:00.005+01:00</published><updated>2009-03-05T17:16:54.226+01:00</updated><title type='text'>Del ruolo dell'architetto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Sa-uHZ2oefI/AAAAAAAAAhY/lxl-oO7R9p0/s1600-h/lab-plastici.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 169px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Sa-uHZ2oefI/AAAAAAAAAhY/lxl-oO7R9p0/s320/lab-plastici.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5309653927915452914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è stato chiesto di provare a scrivere qualcosa sul ruolo della cultura architettonica e artistica oggi in Italia.&lt;br /&gt;Confesso che non è un compito che mi entusiasma per diverse ragioni. La prima che lo scritto si esaurirebbe in poche righe: oggi la cultura architettonica italiana, se mai ce n’è una, non ha nessun ruolo, né politico, né sociale. La seconda perché si corre il rischio di cadere in un pericoloso quanto devastante pessimismo generazionale, «e poi ci sono quelle volte in cui mi da fastidio che mi do fastidio da solo / ma cosa devo fare per farmi andare bene / testate contro un muro o preferisci uscire / da questa apatia generazionale del cazzo / alimentata a strisce per meglio scappare da una realtà di fatto / che cosa vedi, una giovane mente assiderata / con mille amici su myspace e un'altra cena in solitaria»&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;No, troppo facile. Troppo facile esaurire così un compito tanto difficile, tanto difficile perché oggi, oggettivamente, tra un grandefratello e un serial TV criminal-militare, o giuridico-poliziesco, tra un Montalbano e l’ennesimo approfondimento su Cogne, Garlasco, Erba, Perugia, a scelta, e la crisi, eterna, del Partito Democratico e dei suoi dirigenti, non si intravede certo alcuna possibilità per la cultura italiana, tanto meno per quella architettonica. Più facile e forse più interessante è parlare del ruolo dell’architetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’architetto non serve. Anche se oggi le cose sono leggermente cambiate e l’architetto fa di tutto, chiaramente tranne progettare architetture, cioè pensare, progettare, disegnare, costruire plastici, ridisegnare e ricostruire plastici, ecc, fino a qualche anno fa l’architetto comunemente non serviva o serviva solo ai ricchi; il geometra invece serviva, progettava le case degli impiegati e degli operai – non di quelli immigrati ma di quelli residenti –. Anche laddove l’architetto si impegnava per garantire all’operaio immigrato una casa e costruiva case sociali a basso costo non era accettato dalla cultura dominante, borghese, che lo indicava, e lo indica ancora, come il principale artefice della distruzione delle periferie delle nostre città – mentre il geometra, o qualche architetto borghese, costruivano, estremamente rispettati, la nuova realtà dei villini singoli della classe media, la nuova classe dominante –.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’architetto non serve, non serve alle amministrazioni comunali – pensate che a Nerviano non ce n’è nemmeno uno nell’Amministrazione, né nella maggioranza né all’opposizione, nemmeno all’assessorato all’urbanistica, o ai lavori pubblici; così come per altro non c’è neppure un ingegnere, ma questo è davvero un altro problema –, non serve alla gente comune, che purtroppo oggi, stante la gigantesca crisi che ci prende tutti per la gola, ha ben altri problemi che pensare all’architettura o anche più banalmente che non ha soldi per costruirsi una casa nuova.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando poi, in rari casi, si costruisce  vi è il problema di chi progetta e chi costruisce – a Nerviano, per esempio, costruiscono pochissimi, i soliti quattro o cinque, e uno di questi è addirittura l’ex assessore all’urbanistica, o simile, condannato durante Nervianopoli –. Questi spesso, non sempre e non tutti, sono architetti, o geometri, o imprenditori che per prima cosa, forse giustamente, al guadagno, al valore del terreno o dell'immobile, al prezzo al merto quadrato delle case, insomma a tutto fuorché all’architettura, a tutto fuorché a inserire il loro progetto in un contesto più ampio della stretta cerchia dei comuni limitrofi. Mai un progetto che abbia riferimenti altri che non siano quelli della comune edilizia corrente, mai un riferimento preciso alla storia dell’architettura, mai un riferimento a quanto avviene nei paesi europei, nemmeno un riferimento a quanto avviene a venticinque chilometri da qui, nel vicinissimo Canton Ticino. Niente, e «per l’ennesima volta [bisogna constatare] l’arretratezza e l’asfitticità del panorama offerto dalla produzione architettonica del nostro paese»&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, fatta di villini gialli – tipici del nord milanese –, di casette dai mille tettucci, di muri di cinta con leoni a proteggere gli stipiti degli accessi, di giardinetti con Bambi, Biancaneve ei sette nani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ancora una volta non è completamente colpa degli architetti.&lt;br /&gt;Di recente mi è capitato di sottoporre ai tecnici comunali un progetto di sopralzo per casa mia: la volumetria, che sembra condannare ogni tecnico di inizio millennio, c’è e il progetto prevede unicamente di costruire un secondo piano su una casa esistente. Per la prima volta, credo, si presenta un architetto con un plastico per chiedere un parere preventivo. Risposta? Con le attuali norme non si può fare. Già perché la casa fu costruita quando le distanze minime dai confini erano diverse da quelle che il legislatore del nuovo millennio ha previsto come sacre e inviolabili, pertanto non si può fare. Ma il legislatore, il politico illuminato che tutto sa e che prevede sempre delle deroghe ha previsto delle deroghe in casi di costruzione nel costruito? No.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si fa quindi in una giungla tra il burocratico e il felliniano a parlare di architettura e cultura? Vi fu un momento della storia italiana, il primo dopoguerra, in cui il ruolo della cultura architettonica e artistica era predominante: era il momento della ricostruzione e attorno a figure carismatiche quali Adriano Olivetti si radunavano intellettuali, scrittori, poeti, registi, architetti, per cercare di progettare la nuova Italia, era il momento in cui le amministrazioni erano più libere di fare e soprattutto facevano e progettavano.&lt;br /&gt;Oggi non si progetta più, nessuno ha il coraggio di farlo, e anche laddove qualcuno ci prova, passati due mesi dalla consegna di due concorsi, in due comuni diversi, uno nell’estremo ovest, l’altro nell’estremo nord-est d’Italia, ancora nessuna risposta da parte di quelle amministrazioni che hanno bandito il concorso. Possibile? È mai possibile che nel 2009 ci vogliano due mesi per decretare il vincitore di una piazza o per ammettere una decina di gruppi alla seconda fase di un concorso? No, non è possibile. E allora non ci rimane che reagire&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;«Occorre reagire energicamente contro il pessimismo […]. Esso rappresenta il più grave pericolo, nella situazione nuova che si sta formando nel nostro paese e che troverà la sua sanzione e la sua chiarificazione nella prima legislatura fascista»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[1] Brano tratto dalla canzone &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mostro&lt;/span&gt;, del gruppo italiano Linea 77.&lt;br /&gt;[2] LUCA MOLINARI, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Italia 04&lt;/span&gt;, scritto pubblicato sulla rivista Area, n. 76, settembre-ottobre 2004, p. 4.&lt;br /&gt;[3] ANTONIO GRAMSCI, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Contro il pessimismo&lt;/span&gt;, in ANTONIO GRAMSCI, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le opere&lt;/span&gt;, a cura di Antonio A. Santucci, Editori Riuniti, Roma, 1997, p.149.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-7462145416739386093?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/7462145416739386093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=7462145416739386093' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/7462145416739386093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/7462145416739386093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/03/del-ruolo-dellarchitetto.html' title='Del ruolo dell&apos;architetto'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/Sa-uHZ2oefI/AAAAAAAAAhY/lxl-oO7R9p0/s72-c/lab-plastici.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-5196402822954412326</id><published>2009-02-23T11:29:00.008+01:00</published><updated>2009-02-23T14:46:53.473+01:00</updated><title type='text'>Della crisi politica e dell'architettura</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SaJ9weWcflI/AAAAAAAAAhA/ljkCTL0doJg/s1600-h/fig.-30.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 236px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SaJ9weWcflI/AAAAAAAAAhA/ljkCTL0doJg/s320/fig.-30.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305941582730264146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Perchè tanto rischio per difendere un sistema così estraneo alle vere ragioni professate nella mia vita di artista...un sistema politico così contrario a tutto ciò che di sacro di bello di santo di giusto io ho sognato di vedere, di realizzare, di difendere? [...] per dimostrare che son pronto anche a correre il rischio della morte in guerra pur di conservare la mia indipendenza di uomo e di artista di fronte all'incalzante assedio politico che ci asfissia, che ci confonde, che ci umilia, che ci offende in un conformismo da gregge» &lt;span style="font-size:85%;"&gt;[1]&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che oggi più che mai, in un momento politico come quello che sta affrontando l’Italia da qualche decennio, con una sinistra divisa, incapace di arrivare al cuore e al cervello della gente, perché incapace di superare personalismi, lotte intestine e con una classe dirigente poco amata – per dire un eufemismo, non se ne può proprio più infatti dei vari D’Alema, Fassino, Rutelli, Bindi, Finocchiaro, La Torre, Franceschini, Marini, ecc – incapace di autorinnovarsi e di aprirsi agli intellettuali o a nuovi volti, e con una destra rozza, spesso razzista, caciarona e attaccabrighe, unita e identificabile solo nel populismo televisivo da soubrette di prima serata del suo leader, queste parole di Giuseppe Pagano &lt;span style="font-size:85%;"&gt;[2]&lt;/span&gt; tornano prepotentemente d’attualità.&lt;br /&gt;Pagano come molti architetti italiani del novecento, tra gli altri Gardella, Terragni, Persico, era fascista. Come molti architetti credeva nella rivoluzione culturale fascista, credeva nella laicità dello stato e nella forza del cambiamento delle idee fasciste; credeva insomma nel passaggio da uno stato medioevale, che si reggeva sul precario equilibrio di forze tra casa Savoia e la Chiesa, in uno stato moderno. Ovviamente, dopo i primi pestaggi, gli assassini, con la soppressione delle libertà, o le scellerate politiche economiche e finanziarie, con le alleanze deliranti, anche gli architetti si accorsero, chi prima e chi poi, che il fascismo era tutto fuorché la medicina di cui aveva bisogno l’Italia uscita a pezzi dal risorgimento e dalla prima guerra mondiale, anzi era il cancro della società italiana.&lt;br /&gt;Dirà prima di morire Carlo Rosselli: «gli italiani sono pigri moralmente, c’è in loro un fondo di scetticismo e di machiavellismo di basso rango che li induce a contaminare, irridendoli, tutti i valori, e a trasformare in commedia le più cupe tragedie. Abituati a ragionare per intermediari nei grandi problemi della coscienza è naturale che si rassegnino facilmente all’appalto anche nei grandi problemi della vita politica. L’intervento del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Deus ex machina&lt;/span&gt;, del duce, del domatore – si chiami esso papa, re, Mussolini – risponde sovente ad una loro necessità psicologica» &lt;span style="font-size:85%;"&gt;[3]&lt;/span&gt;. Dunque il fascismo, secondo Rosselli, assassinato dai fascisti, è un cancro interno alla società italiana, un bisogno latente di un qualcuno o un qualcosa che decida al posto nostro. Ma Rosselli si spinge oltre «il fascismo è, contro tutte le apparenze, il più passivo risultato della storia italiana. Gigantesco rigurgito di secoli e abbietto fenomeno di adattamento e di rinunzia. Mussolini trionfò per la quasi universale diserzione» &lt;span style="font-size:85%;"&gt;[4]&lt;/span&gt; della società italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È tuttavia certamente vero che un governo autoritario, sia esso democratico o dittatoriale, aiuta l’architettura, mentre l’indecisione o la finta democrazia inconcludente e incapace di prendere una qualsiasi, giusta o sbagliata, decisione la uccidono. Pensate alla democrazia statunitense, alla forza delle istituzioni americane e all’architettura che essa ha prodotto nel corso del novecento, o che sta producendo in questi anni – i migliori architetti lavorano e insegnano negli USA –; ma anche alla forza della nostra prima repubblica, almeno fino agli anni ’60, un momento in cui tutti insieme, democrazia cristiana e sinistra – la destra era ormai esclusa dal parlamento –, lavoravano sulle ceneri del fascismo per ricostruire l’Italia. E quindi vero che i primi anni del ventennio fascista rappresentarono uno dei periodi più importanti per gli architetti e per l’architettura italiana: un momento in cui essi erano da un lato aiutati dal regime per la costruzione di nuove case, quartieri, scuole, asili, ospedali, centri sportivi, ecc, dall’altro lasciati liberi di esprimersi e di sperimentare le nuove forme semplici del razionalismo italiano – l’ideologia e la visione populista e ridondante del “nuovo impero” non avevano ancora asfissiato e soffocato la cultura architettonica italiana, milanese, torinese e romana –.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Architettura e potere, architettura e decisionismo, architettura e possibilità concrete di fare.&lt;br /&gt;Possibile che oggi in Italia non si riesca a fare nulla? Mentre infatti all’estero condannano chi lavorava negli anni ’80 con il nostro presidente del consiglio, in Italia lui stesso promuove o fa promuovere leggi che lo rendono impunibile e «nell’ora dell’abbandono di Veltroni i capi e i capetti, generali e caporali di questa armata allo sbando chiamata PD, danno il peggio di sé. Generali in fuga. Colonnelli tentati dal salto di grado ma impauriti da se stessi. Attendenti di campo in ritirata. Sfrecciano le berline, sorride tirata Giovanna Melandri, sorride più largo Pierluigi Bersani, considerato il candidato nuemero uno alla successione» &lt;span style="font-size:85%;"&gt;[5]&lt;/span&gt; nel congresso d’autunno. Nel frattempo? Niente, non si fa niente, si sta a guardare e si aspetta che la crisi ci divori. Non fanno niente i governi centrali, non fanno nulla le Regioni se non sperperare i quattrini, pochi, che arrivano da Roma e Bruxelles, – pensate solo alla vicenda della Expo 2015, a quanto tempo stanno buttando per decidere a chi affidare le poltrone, quante ai ciellini, quante ai laici forzisti, ecc –, non fanno nulla neppure i Comuni! Già, anche i comuni, che fino a qualche anno fa erano una delle poche istituzioni che funzionavano, oggi sembrano paralizzati, tutti, siano essi di destra o di sinistra – non parliamo di Nerviano che è immobile e ripropone, se possibile tagliandolo, lo stesso programma triennale dei LL.PP. di tre anni prima perché non realizzato – sembrano immobili osservatori di una realtà che non cambia, se non sotto i colpi di qualche losco speculatore. Di fatto non si fanno più concorsi per scuole, centri sportivi, centri culturali, non si costruiscono case del popolo, o del fascio, o della cultura, piazze, non si pensa a quartieri pubblici, non si progetta e anzi chi ci prova, chi prova a lanciare un grido d’allarme, o una proposta viene subito accantonato.&lt;br /&gt;Oggi è l’arte del non fare, è il momento dei burocrati, non è il momento per pensare o progettare. E chi meno fa è premiato dalla politica stessa. Cosa fare quindi? «Come reagire se non accettando tutti i rischi del giuoco per riconquistare quel prestigio che gli intellettuali italiani hanno perduto? [...] ideale intimo e segreto, carico di volontà come un bisogno assoluto di vita, di respiro, di aria, di libertà: il bisogno di ristabilire i valori capovolti [...] ma occorre avere le carte a posto per poter mettere sul tappeto tutti i grossi problemi di nuovo e daccapo, ed agire con tutta la disperata autorità degli ideali così cinicamente travisati e oltraggiati dal basso opportunismo politico... » &lt;span style="font-size:85%;"&gt;[6]&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[1] GIULIA VERONESI, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Difficoltà politiche dell'architettura in Italia, 1920-1940&lt;/span&gt;, Politecnica Tamburini, Milano 1953, n.e. Christian Marinotti, 2008 pp. 46-47. La frase è di Giuseppe Pagano, del 1941.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[2] &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giuseppe Pagano Pogatschnig&lt;/span&gt; nasce a Parenzo nel 1896. Dopo la Prima guerra mondiale, si iscrive al politecnico di Torino dove si laurea nel 1924. Dal 1931 è a Milano dove dirige insieme a Edoardo Persico la rivista Casa Bella. Collabora a diversi progetti, come il piano urbanistico "Milano verde", con altri architetti razionalisti, tra cui Franco Albini, Giancarlo Palanti, Ignazio Gardella, Irenio Diotallevi; tra le sue opere più importanti l’Istituto di Fisica dell’Università di Roma (1934), e la sede dell’Università Bocconi a Milano (1936-42).&lt;br /&gt;Si arruola volontario nell'esercito e parte per la Seconda guerra mondiale, ma presto comprende l'impossibilità di conciliare il suo impegno civile e la sua visione della società con il Fascismo: entra così in contatto con il movimento partigiano e nel 1943 partecipa attivamente alla resistenza. Nel 1944 viene arrestato e deportato nel campo di concentramento di Mauthausen. Trasferito in un altro sottocampo, a Melk, e costretto a lavorare in miniera, muore il 22 aprile dell’anno successivo per le conseguenze di un pestaggio da parte di un guardiano.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[3] CARLO ROSSELLI, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Socialismo liberale&lt;/span&gt;, introduzione e saggi critici di Norberto Bobbio, a cura di Jhon Rosselli, n.e. Einaudi, Torino, 1997, p. 112.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[4] Ibidem. 112.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[5]  MARCO DAMILANO, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pasticcio democratico&lt;/span&gt;, articolo pubblicato su “L’espresso” n.8, del 26 febbraio 2009, p. 32.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[6] GIULIA VERONESI, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Difficoltà…&lt;/span&gt;, p.32.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In foto, E.PERSICO, La Bella Italiana, progetto di copertina non realizzato per un volume dell'Editoriale Domus, 1934-35.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:9;"  lang="IT" &gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-5196402822954412326?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/5196402822954412326/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=5196402822954412326' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/5196402822954412326'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/5196402822954412326'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/02/della-crisi-politica-e-dellarchitettura.html' title='Della crisi politica e dell&apos;architettura'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SaJ9weWcflI/AAAAAAAAAhA/ljkCTL0doJg/s72-c/fig.-30.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-8941612782853731548</id><published>2009-02-19T14:59:00.002+01:00</published><updated>2009-02-19T15:03:38.103+01:00</updated><title type='text'>A carnevale ogni scherzo vale...o quasi</title><content type='html'>LA POLIZIA LOCALE INFORMA CHE, &lt;strong&gt;DURANTE TUTTO IL PERIODO DI CARNEVALE&lt;/strong&gt; E QUINDI FINO A SABATO 28.2.2009, &lt;strong&gt;E' VIETATO&lt;/strong&gt;, SU TUTTO IL TERRITORIO COMUNALE, IN AREE PUBBLICHE, APERTE AL PUBBLICO O DI USO PUBBLICO, FARE USO DI BOMBOLETTE SPRAY CONTENENTI QUALSIASI TIPO DI SCHIUMA (AD ECCEZIONE DELLE BOMBOLETTE CONTENENTI STELLE FILANTI O SIMILARI), MANGANELLI O CLAVE DI PLASTICA MODIFICATE E DI PORRE IN ESSERE GIOCHI E/O SCHERZI CONSISTENTI NEL GETTO DI UOVA, FARINA, TALCO O DI QUALSIASI ALTRO OGGETTO O MATERIALE, AL FINE DI ARRECARE DISTURBO ALLE PERSONE O DI IMBRATTARE E DANNEGGIARE I BENI PUBBLICI O DI PRIVATI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORDINANZA N. 9 Comando Polizia Locale Prot. 3090 Tit IX cl. 4 Responsabile procedimento: Giammario Zinno. Comune di Nerviano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, beh Nerviano, la città verde, il regno della Lega&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;...&lt;br /&gt;No, non più.&lt;br /&gt;Ah...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-8941612782853731548?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/8941612782853731548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=8941612782853731548' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/8941612782853731548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/8941612782853731548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/02/carnevale-ogni-scherzo-valeo-quasi.html' title='A carnevale ogni scherzo vale...o quasi'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-2165409102788174262</id><published>2009-02-16T15:01:00.003+01:00</published><updated>2009-02-16T15:53:22.715+01:00</updated><title type='text'>Giulia Veronesi</title><content type='html'>«Queste mie pagine [...] vogliono essere unicamente un tentativo di ritrovare nella memoria i nodi del dramma che i nostri errori hanno stretti. Errori di cui non solo una folle dittatura va accusata, ma anche noi stessi, e la cui coscienza chiara è oggi una luce che ci guida di fronte alla forma diversa ma non meno oscura delle difficoltà antiche e nuove in cui viviamo, continuamente in crisi, continuamente pronti a porre gli altri in stato d'accusa: gli altri, una "società" che candidamente o ciecamente supponiamo esistere al di fuori e senza di noi, mentre non c'è un solo istante del vivere, in cui ognuno non sia, di se stesso e degli altri, responsabile»&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[1]&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una persona a me molto ma molto cara – e dicendo cara ne sminuisco lo spessore e l’importanza che ha avuto in questi anni, ma lei lo sa – mi ha mandato questa frase di Giulia Veronesi.&lt;br /&gt;In un primo momento non ci ho fatto caso più di tanto e volevo pubblicarla così, fidandomi della sua intelligenza, poi l’ho riletta una volta, poi una seconda, poi una terza e come una bella ma difficile canzone ne ho capito il senso profondo e intimo. Quante volte nella vita ci capita di imbatterci in situazioni dove accecati dall’orgoglio dalla voglia di primeggiare, di arrivare, «continuamente pronti a porre gli altri in stato d'accusa» tendiamo a non accorgerci dei nostri errori e ad accusare gli altri di quanto succede invece di affrontarci con umiltà. È così in politica, nelle amministrazioni cittadine, nelle vicende personali. È stato così per certi versi, non per tutti gli italiani per il vero, negli anni dell’avvento della terribile dittatura fascista, è così oggi, o quasi, quando inermi assistiamo al teatrino della politica nazionale con dirigenti sempre più inadatti e poco rappresentativi della buona Italia &lt;span style="font-size:85%;"&gt;[2]&lt;/span&gt;, o quando ci rifiutiamo di affrontare noi stessi o quando rifiutiamo di farci aiutare &lt;span style="font-size:85%;"&gt;[3]&lt;/span&gt;. Nella vita è invece fondamentale riconoscere i nostri errori, farci umili e chiedere aiuto, quegli errori di cui in primo luogo dobbiamo accusare «noi stessi», per poi attraverso una chiara presa di coscienza di essi, farci guidare verso una vita diversa, una diversa amministrazione, una diversa, speriamo migliore, struttura sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[1] GIULIA VERONESI, Difficoltà politiche dell'architettura in Italia, 1920-1940, Politecnica Tamburini, Milano 1953, n.e. Christian Marinotti, 2008 p.32.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[2] Eugenio Scalfari, allora all’Europeo, scrisse che l’Italia non si meritava quella classe dirigente, erano gli anni ’50 e il peggio doveva ancora arrivare, una classe dirigente che non puniva la frode contro lo stato perché lei per prima frodava lo stato spesso e volentieri e più della popolazione. Sempre negli anni ’50 Indro Montanelli diceva pubblicamente che la classe dirigente italiana gli faceva “schifo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[3] L’uomo non è autosufficiente, l’autarchia, in tutti i settori, non è mai stata una buona idea e soprattutto non ha mai portato ai risultati attesi.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-2165409102788174262?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/2165409102788174262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=2165409102788174262' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/2165409102788174262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/2165409102788174262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/02/giulia-veronesi.html' title='Giulia Veronesi'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-1082368678166157396</id><published>2009-02-12T15:52:00.003+01:00</published><updated>2009-02-12T16:04:17.049+01:00</updated><title type='text'>Inno alla vita</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SZQ6HvbLCkI/AAAAAAAAAg4/v6YHbUER744/s1600-h/augusto+murer.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 202px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SZQ6HvbLCkI/AAAAAAAAAg4/v6YHbUER744/s320/augusto+murer.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5301926565985847874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non      darti in balìa della tristezza&lt;br /&gt;e non tormentarti con i tuoi pensieri.&lt;br /&gt;La gioia del cuore è la vita dell’uomo,&lt;br /&gt;l’allegria dell’uomo è lunga      vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Distraiti e consola il tuo cuore,&lt;br /&gt;tieni lontana la profonda      tristezza,&lt;br /&gt;perché la tristezza ha rovinato molti&lt;br /&gt;e in essa non c’è      alcun vantaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gelosia e ira accorciano i giorni,&lt;br /&gt;le preoccupazioni      anticipano la vecchiaia.&lt;br /&gt;Un cuore limpido e sereno si accontenta dei      cibi&lt;br /&gt;e gusta tutto quello che mangia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-1082368678166157396?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/1082368678166157396/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=1082368678166157396' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1082368678166157396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1082368678166157396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/02/inno-alla-vita.html' title='Inno alla vita'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SZQ6HvbLCkI/AAAAAAAAAg4/v6YHbUER744/s72-c/augusto+murer.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-9180659784574410252</id><published>2009-02-11T16:21:00.003+01:00</published><updated>2009-02-11T17:47:49.946+01:00</updated><title type='text'>Trilussa e la fede</title><content type='html'>Quella vecchietta cieca, che incontrai&lt;br /&gt;la sera che mi spersi in mezzo ar bosco,&lt;br /&gt;me disse: "Se la strada nun la sai&lt;br /&gt;te ciaccompagno io, che la conosco.&lt;br /&gt;Se ciai la forza de venimme appresso&lt;br /&gt;de tanto in tanto te darò na voce,&lt;br /&gt;fino là in fonno, dove c'è un cipresso,&lt;br /&gt;fino là in cima, dove c'è una croce".&lt;br /&gt;Io risposi: "Sarà … ma trovo strano&lt;br /&gt;che me possa guidà chi nun ce vede…".&lt;br /&gt;La cieca, allora, me pijò la mano&lt;br /&gt;e sospirò: "Cammina". Era la fede.&lt;br /&gt;(Trilussa)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Dall'udienza generale di papa Giovanni Paolo I del 13 settembre 1978.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-9180659784574410252?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/9180659784574410252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=9180659784574410252' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/9180659784574410252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/9180659784574410252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/02/trilussa-e-la-fede.html' title='Trilussa e la fede'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-5007123424277695841</id><published>2009-02-10T11:27:00.006+01:00</published><updated>2009-02-10T16:06:52.963+01:00</updated><title type='text'>Vergogna</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Purtroppo gravi e inaspettati, ma spero superabili, problemi personali mi stanno giustamente distogliendo dallo scrivere, dal pensare ad altro che non a me stesso e soprattutto alle persone implicate in questa mia vicenda (che non puo' essere pubblica), a cui voglio molto bene. Mi limiterò pertanto, se riesco, a riplubbicare cose che mi arrivano e che condividendole faccio mie.&lt;br /&gt;Vi prego di scusarmi, cercherò di tornare quanto prima, non abbandonate questo luogo, anche se nel web 2.0 sarebbe cosa normale. Al limite rileggiamo insieme le cose "antiche".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SZFdPF1W9dI/AAAAAAAAAgw/V9TL9Whyotc/s1600-h/brianza.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 219px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SZFdPF1W9dI/AAAAAAAAAgw/V9TL9Whyotc/s320/brianza.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5301120750237185490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ricevo e pubblico volentieri dall'associazione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Domà Nunch&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'assessore regionale all'Ambiente della giunta Formigoni, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Massimo Ponzoni &lt;/span&gt;(Forza Italia), non passerà certo alla storia per la tutela del paesaggio insubre, ma per la condanna ad abbattere due villette abusive perché costruite su un terreno agricolo non edificabile a Cesano Maderno, in Brianza. La prima intestata alla moglie Annamaria Cocozza. La seconda abitata dal cognato Argenio Cocozza e dalla suocera Maria Cacioppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt;http://milano.repubblica.it/dettaglio/Il-Tar-condanna-lassessore-allAmbiente-Abbattete-le-sue-case-abusive/1585425&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-5007123424277695841?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/5007123424277695841/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=5007123424277695841' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/5007123424277695841'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/5007123424277695841'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/02/vergogna_10.html' title='Vergogna'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SZFdPF1W9dI/AAAAAAAAAgw/V9TL9Whyotc/s72-c/brianza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-955597822432953180</id><published>2009-01-21T14:28:00.004+01:00</published><updated>2009-01-21T14:46:24.949+01:00</updated><title type='text'>Riflettendo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SXcnJ6Jaw-I/AAAAAAAAAgE/Dr3bVqJ3cqM/s1600-h/stjerome.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 166px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SXcnJ6Jaw-I/AAAAAAAAAgE/Dr3bVqJ3cqM/s320/stjerome.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293742938178372578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rispondo pubblicamente all'alcolico curato dicendo ringraziandolo per la simpatia dimostrata e per le belle parole.&lt;br /&gt;Vi prego di scusarmi per questa latitanza ma anche personalmente sento un pochino la mancanza di una persona che era stimolo di riflessioni, stimolo di dibattito e sprone. Ci tengo però a sottolineare una cosa: come molti di noi, persone comuni, cioè esclusi  i politici che chissà com'è hanno sempre qualcosa di intelligente da dire, ci sono momenti in cui bisogna fermarsi a riflettere, a leggere, a studiare. Ecco in questo momento sto leggendo e studiando molto, oltre che lavorando, sia professionalmente che socialmente, ovviamente. Mi sto segnando alcune cose e presto tornerò a scrivere...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo siamo al 21 di gennaio.&lt;br /&gt;Sbaglio o l'assessore Serra, che per altro stimo, assessore ai LL.PP. del Comune di Nerviano, ormai poco più di un mese fa in consiglio comunale ha pubblicamente dichiarato che entro una settimana (cioè entro Natale 2008) si sarebbe pubblicato un concorso per la piazza di Garbatola di Nerviano? Ma non è il caso prima di fare certe affermazioni pensarci su un poco? Non vi sentite in imbarazzo di fronte la cittadinanza come un papà che promette, magari in tempi difficili, ai propri figli regali che puntualmente non arrivano?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-955597822432953180?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/955597822432953180/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=955597822432953180' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/955597822432953180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/955597822432953180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/01/riflettendo.html' title='Riflettendo'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SXcnJ6Jaw-I/AAAAAAAAAgE/Dr3bVqJ3cqM/s72-c/stjerome.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-3935574019255728836</id><published>2009-01-14T15:51:00.008+01:00</published><updated>2009-01-16T12:11:03.538+01:00</updated><title type='text'>Il Prado e Google Earth</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SW39HL4rHaI/AAAAAAAAAf8/BJ5GHWmstT8/s1600-h/Immagine+2.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 266px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SW39HL4rHaI/AAAAAAAAAf8/BJ5GHWmstT8/s320/Immagine+2.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5291163437121609122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="file:///Users/TargaItalia05/Desktop/Immagine%202.png" alt="" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sarebbero tante cose da cui ricominciare: questioni italiane, ad esempio un governo che quando era all’opposizione criticava la scelta di svendere l'italica compagnia di volo agli odiati cugini transalpini, per poi inizialmente cercare di risanarla addebitandola a tutti noi poveri cristi cittadini di questa italietta piccola piccola e poi, udite udite, svenderla a meno di quanto pattuito dal governo mancino; o questioni nervianesi, come super assessori che dove vanno portano una sfiga mondiale, fogne che non tirano più, bagni che si allagano, porte che si rompono rimangono rotte per mesi, nevicate pazzesche e strade su cui ci si può sciare per tre giorni; o ancora attese per concorsi consegnati, in attesa del risultato, concorsi promessi – nel senso di annunciati per Natale ma non ancora pubblicati –; e invece inizio questo nuovo anno da un lato ringraziando chi ha partecipato alle discussioni, chi ha letto, chi ha cliccato, in questo passato 2008 questo mio blog, dall’altro invitandovi ad andare a visitare virtualmente Madrid e in particolare il Museo del Prado. È semplicissimo. Lanciate google earth e volate verso Madrid. Cercate il Museo del Prado. Subito vi accorgerete che è tridimensionale, come il Louvre e come altri importanti architetture mondiali, ma non solo. Non è solo l’aspetto divertente e giocoso che mi ha rapito. Cliccate sull’icona bianca, quadrata, con scritto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Museo Nacional del Prado&lt;/span&gt;, vi appariranno alcuni dei quadri conservati nel Museo. Direte, vabbe’ niente di nuovo su google earth da tempo ci sono foto, modelli tridimensionali, rimandi a enciclopedie virtuali, invece no, molto di più. Cliccate su un quadro a caso, ad esempio il Carlo V a cavallo di Tiziano, incredibile! Non ho parole, incredibile davvero, una vera rivoluzione...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ps. se si possono fare queste cose perché non si riesce a riparare una porta antipanico di una palestra?&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-3935574019255728836?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/3935574019255728836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=3935574019255728836' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/3935574019255728836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/3935574019255728836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2009/01/il-prado-e-google-heart.html' title='Il Prado e Google Earth'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SW39HL4rHaI/AAAAAAAAAf8/BJ5GHWmstT8/s72-c/Immagine+2.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-8490363099684861740</id><published>2008-12-24T20:55:00.006+01:00</published><updated>2008-12-24T21:02:25.366+01:00</updated><title type='text'>Buon Natale a chi soffre</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SVKUwPbQ4tI/AAAAAAAAAf0/O_MoZLxVrL8/s1600-h/LA-PIETA%273+murer.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 177px; height: 267px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SVKUwPbQ4tI/AAAAAAAAAf0/O_MoZLxVrL8/s320/LA-PIETA%273+murer.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5283448869354529490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"I fuochi nella notte del Solstizio hanno annunciato il ritorno della luce e del calore.&lt;br /&gt;Vi auguro di trascorrere il giorno del Sole Invitto nella serenità e nella gioia".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Faccio mia questa bella frase di Sergio e la giro a tutti gli ammalati, in particolare agli ammalati terminali e alle loro famiglie, alle mogli dei mariti in coma, alle madri dei figli morenti, a chi con forza continua a lottare quotidianamente contro la morte, a chi la aspetta con paura e con ansia un abbraccio grande grande.&lt;br /&gt;Buon Natale&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-8490363099684861740?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/8490363099684861740/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=8490363099684861740' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/8490363099684861740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/8490363099684861740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2008/12/buon-natale-chi-soffre.html' title='Buon Natale a chi soffre'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SVKUwPbQ4tI/AAAAAAAAAf0/O_MoZLxVrL8/s72-c/LA-PIETA%273+murer.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-1688873240063689163</id><published>2008-12-18T11:42:00.004+01:00</published><updated>2008-12-18T12:18:09.260+01:00</updated><title type='text'>Alcune considerazioni circa il nuovo Programma Triennale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SUoqJUvjnSI/AAAAAAAAAfk/e8PxVq719SI/s1600-h/piazza+murcia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 184px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SUoqJUvjnSI/AAAAAAAAAfk/e8PxVq719SI/s320/piazza+murcia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5281079852720692514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Proverò in questi giorni a fare un primo ragionamento sull'approvando Programma Triennale dei Lavori pubblici 2009-10-11, cercando di volta in volta di partire da un tema specifico. Cercherò di farlo in modo tecnico e scientifico, spero poco, anzi pochissimo, politico con la p minuscola. Oggi inizio a occuparmi della piazza di Garbatola.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;Programma Triennale 2009/11 approvato con deliberazione G.C. n.126 del 14 ottobre 2008.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Priorità 3/2009: sistemazione Piazza Don Musazzi Garbatola, progetto preliminare G.C. N.44 del 27/03/20008, importo stimato 150.000 € (finanziato con oneri).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Superficie piazza Don Musazzi: 1947 mq.&lt;br /&gt;Superficie piazza Don Musazzi compreso sagrato parrocchiale e porzione via S.Francesco fino alla farmacia: 2235 mq.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si divide l'importo per la superficie si ottiene un preventivo di spesa prevista di circa 77 €/mq (area in rosso immagine 2). Se però si aggiungono il sagrato della parrocchiale e un pezzo di via San Francesco la previsione si riduce a 67 €/mq (area in rosa immagine 2).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Considerazione:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;chiunque abbia un minimo di preparazione tecnica sa che 150.000 € bastano a ristrutturare un appartamento di 100 mq (più o meno), tanto che l'amministrazione stessa prevede 120.000 € per la ristrutturazione dell'appartamento di proprietà della parrocchia (appartamento di circa 100 mq). Una prima considerazione riguarda quindi il tipo di lavoro previsto dall'amministrazione (devo dire che la cifra molto lentamente sta lievitando, è passata dai 50.000 € della giunta Girotti agli attuali 150.000 €): una piccola sistemazione del monumento, una potatura degli alberi e una pulizia generale o una trasformazione seria e radicale, che comporti il ripensamento del centro antico del borgo? Bisogna essere chiari con la popolazione.&lt;br /&gt;Ovviamente io di bilanci pubblici non ci capisco assolutamente nulla e spero vivamente di essere smentito da chi dirà che i 150.000 € sono solo un piccolo acconto e che la somma vera verrà stanziata più avanti...&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SUowC2egKzI/AAAAAAAAAfs/QumJdzqtlRU/s1600-h/piazza+garbatola.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 252px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SUowC2egKzI/AAAAAAAAAfs/QumJdzqtlRU/s320/piazza+garbatola.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5281086338586651442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-1688873240063689163?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/1688873240063689163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=1688873240063689163' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1688873240063689163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1688873240063689163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2008/12/alcune-considerazioni-circa-il-nuovo.html' title='Alcune considerazioni circa il nuovo Programma Triennale'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SUoqJUvjnSI/AAAAAAAAAfk/e8PxVq719SI/s72-c/piazza+murcia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-3927817680248259191</id><published>2008-12-16T13:12:00.006+01:00</published><updated>2008-12-17T13:51:30.996+01:00</updated><title type='text'>Scusatemi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SUefncXQSVI/AAAAAAAAAfc/FSWJFXTAQWI/s1600-h/attesa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SUefncXQSVI/AAAAAAAAAfc/FSWJFXTAQWI/s320/attesa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5280364588092639570" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo per me, da qualche giorno o da qualche settimana, è un periodo molto duro, a tratti drammatico. In primo luogo problemi personali molto difficili da affrontare, poi alcuni piccoli problemi di salute miei, altri meno piccoli dei miei cari, infine un'amica che sta lottando tra la vita e la morte. Se a questo si aggiungono, in secondissimo piano, le delusioni rispetto le ultime mosse dell'amministrazione nervianese, sulla carta molto amica (la scuola materna di Garbatola, la commissione paesaggio, il fungo, il programma triennale disatteso, ecc), l'attesa per il nuovo programma triennale nervianese, la professione sempre più difficile in un momento di crisi come questo, due concorsi a cui sto lavorando, il lavoro in palestra con i miei ragazzi...insomma se ci si aggiunge tutto questo si capisce perché mi sono preso una pausa di riflessione, e di preghiera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma a breve conto di tornare a scrivere...magari della sanità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-3927817680248259191?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/3927817680248259191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=3927817680248259191' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/3927817680248259191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/3927817680248259191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2008/12/scusatemi.html' title='Scusatemi'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SUefncXQSVI/AAAAAAAAAfc/FSWJFXTAQWI/s72-c/attesa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-348280615257204964</id><published>2008-12-03T11:31:00.007+01:00</published><updated>2008-12-03T18:23:20.546+01:00</updated><title type='text'>Nerviano e il programma Triennale Lavori Pubblici 2006/2008</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/STZiiQvUH5I/AAAAAAAAAfU/MU2rSdrw-xs/s1600-h/gargoyle.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 219px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/STZiiQvUH5I/AAAAAAAAAfU/MU2rSdrw-xs/s320/gargoyle.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5275512354259607442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mancano pochi giorni alla fine del 2008. Sistemando la scrivania mi è capitato tra le mani il programma per le opere pubbliche di Nerviano per il triennio 2006-2008. Non voglio dare giudizi ne architettonici ne politici, ma solo pubblicare, come fosse una sorta di inchiesta fatta in casa, alcuni dati pubblici, riservandomi di scrivere qualche cosa più avanti, magari anche grazie ai vostri sempre preziosi contributi.&lt;br /&gt;Sarebbe troppo facile prendersela con l'ormai ex assessore ai Lavori Pubblici (per altro, dati pubblici, super pagato), o con la congiuntura economica, come fa il nostro settuagenario premier, forse è proprio un nostro modo di essere, purtroppo. Troppa carne al fuoco? forse. Troppi progetti e scarsa capacità realizzativa? forse. Certamente vi accorgerete come molte delle cose previste servono, o servirebbero davvero, vi accorgerete come in tre anni si possa, almeno sulla carta, cambiare il volto di un paese che invece è sempre uguale a se stesso, con le palestre inadeguate, con le stesse piazze, senza teatro o auditorium, ecc. So che non è facile, anzi difficilissimo, forse bisognerebbe solo essere più realisti e decisi nell'attuare un programma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo che Nerviano è solo un caso studio, un caso che ho sotto gli occhi abitandoci, lavorandoci, sia nel sociale sia professionalmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lavori previsti dal Programma Triennale dei Lavori Pubblici, anni 2006-2008. Approvato con deliberazione C.S. n. 55 del marzo 2006.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Anno 2006&lt;/span&gt; (due anni fa)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ristrutturazione scuole elementari di via Roma (fatto)&lt;br /&gt;- Realizzazione di nuova scuola elementare in via dei Boschi (…)&lt;br /&gt;- Rifacimento vie e piazze (si, le vie)&lt;br /&gt;- Sistemazione alloggi proprietà della parrocchia di Garbatola (…)&lt;br /&gt;- Ristrutturazione edificio e sede municipale (no)&lt;br /&gt;- Sistemazione ingressi, recinzioni e realizzazione nuovi parcheggi con sistemazione aree esterne – parchi cimiteri – sistemazione monumento ai caduti di S.Ilario, realizzazione di nuovi servizi igienici nei cimiteri di Garbatola e S.Ilario (no)&lt;br /&gt;- Realizzazione di piste ciclopedonali via C.Porta (si, in parte)&lt;br /&gt;- Rotatoria sulla S.s. 33 (no)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Anno 2007&lt;/span&gt; (un anno fa)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ristrutturazione scuola materna (no, vedi post “Verso la superprogettazione”)&lt;br /&gt;- Ampliamento magazzini comunali di via Bergamina (…)&lt;br /&gt;- Interventi di messa a norma e di manutenzione straordinaria alloggi di proprietà comunale (?)&lt;br /&gt;- Intervento conservativo e di ristrutturazione Torre Civica (no)&lt;br /&gt;- Sistemazone ex Acli S.Ilario (no – progetto preliminare del 2003, cinque anni fa)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Anno 2008&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Rifacimento strade e piazze e realizzazione piste ciclo pedonali (a dirla così dovremmo avere piste pedonali ovunque…)&lt;br /&gt;- Realizzazione AUDITORIUM COMUNALE (no)&lt;br /&gt;- Realizzazione NUOVO BOCCIODROMO COMUNALE (no)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-348280615257204964?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/348280615257204964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=348280615257204964' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/348280615257204964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/348280615257204964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2008/12/programma-triennale-lavori-pubblici.html' title='Nerviano e il programma Triennale Lavori Pubblici 2006/2008'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/STZiiQvUH5I/AAAAAAAAAfU/MU2rSdrw-xs/s72-c/gargoyle.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-7257757489934619318</id><published>2008-11-27T08:26:00.007+01:00</published><updated>2008-11-27T12:52:47.356+01:00</updated><title type='text'>Delle opere inquiete</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SS5SVqf72wI/AAAAAAAAAfE/4nHcJxTgpT0/s1600-h/valerio+olgiati.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 253px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SS5SVqf72wI/AAAAAAAAAfE/4nHcJxTgpT0/s320/valerio+olgiati.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273242745836395266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro amico/a, rispondo con un post perché mi sono accorto che il mio commento era troppo lungo.&lt;br /&gt;Intanto grazie. Poi due precisazioni: la prima è che la decisione di far diventare la Casa Gialla un luogo pubblico che sia deserto (a detta tua), o meno, non è stata certamente una scelta dell'architetto ma della proprietà; la seconda è che spesso si additano gli architetti per colpe non loro.&lt;br /&gt;A Milano c'è un quartiere simbolo del rapporto-scontro tra architettura e problematicità sociale è il quartiere Gallaratese di Rossi e Aymonino. Fu occupato, violentato, fu uno dei posti più difficili di Milano, ora è uno dei posti meglio tenuti. La differenza? L'architettura? no, i soldi, il tenore di vita e il prestigio sociale, o meno, di chi lo ha abitato e di chi lo abita ora (anche se ti assicuro che Rossi era felice prima e non so se sarebbe stato felice ora). Questo per dire che spesso ci sono problemi che esulano dal mestiere dell'architetto e che riguardano di più le scelte pianificatorie dei nostri amministratori o i servizi sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gelbe Haus&lt;/span&gt;. Ci sono sempre molte possibilità di intendere l'architettura, sia la progettazione che il restauro: c'è una via apparentemente più semplice, più immediata, spesso vernacolare, è la strada che va per la maggiore nella nostra cara pianura Padana o nelle valli Alpine italiane in questi anni, e c'è poi una via più difficile, meno rettilinea, ricca di tranelli, molto meno immediata e certamente in Italia economicamente più svantaggiosa. La prima è la via delle casette con gli archetti, delle persiane in legno, del tetto e dei mille tettucci con le tegole anticate, del praticello con bambi e i settenani, è la strada immediata delle "calde" casette tipiche, del legno super decorato, dei cottage; la seconda è la via del Gallaratese, della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gelbe Haus&lt;/span&gt;, e di molti altri progetti più difficili e inquieti. I primi non fanno parte della storia dell'architettura (forse di quella dei fumetti) ma di un modo economicamente più veloce, agile, di costruire, vendere e quindi di vivere. I secondi invece spesso, proprio per la forza del loro pensiero, che sia giusto o sbagliato, per il loro essere meno accomodanti, per il loro slegarsi da un meccanismo tutto mediatico, tecnologico e spettacolare, entrano a far parte di una grande storia, legata alla storia del pensiero e dell'uomo, la storia dell'architettura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci fu un momento anche in Italia in cui le cose andarono diversamente. Nei primi anni del dopoguerra (cito uno dei tanti esempi di quello straordinario periodo) attorno alla figura di Adriano Olivetti si radunarono architetti, registi, filosofi, pensatori, intellettuali, anche amministratori per discutere, scrivere, pensare e progettare. In quegli anni si iniziò a pensare a un modo di vivere diverso. Di quegli anni sono due straordinari piani urbanistici: il Quartiere Ina Casa di Cesate (Mi) e il Borgo della Martella (Matera). Non sono dei villaggi caldi e accomodanti, come quelli degli anni '80 '90 o come quelli degli immobiliaristi moderni, sono villaggi duri, scontrosi, spesso apparentemente mal tenuti, abitati da gente che usciva dai Sassi o dalle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cassine&lt;/span&gt;, con gli asini e le galline a dormire con loro, prima e dopo. Eppure quei villaggi erano e sono un tentativo di dare una risposta seria, pensata, scomoda ma reale a un grande problema, un problema che prima di allora in Italia non era mai stato affrontato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francamente non credo che la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gelbe Haus&lt;/span&gt; sia l'opera più importante del secolo,  certamente credo sia un'opera da vedere, da leggere e saper leggere, e da studiare proprio per le inquietudini che ci lascia quando anche per sbaglio ci imbattiamo in lei.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SS5ScqFBPyI/AAAAAAAAAfM/WqUurJjEl3I/s1600-h/esempio.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 192px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SS5ScqFBPyI/AAAAAAAAAfM/WqUurJjEl3I/s320/esempio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273242865982586658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Foto 1: La &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gelbe Haus&lt;/span&gt;. Foto di Fabio Pravettoni, settembre 2008.&lt;br /&gt;Foto 2: Un'opera più tranquilla, qualcuno direbbe calda, o accomodante. Pozza di Fassa, ottobre 2008.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-7257757489934619318?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/7257757489934619318/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=7257757489934619318' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/7257757489934619318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/7257757489934619318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2008/11/delle-opere-inquiete.html' title='Delle opere inquiete'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SS5SVqf72wI/AAAAAAAAAfE/4nHcJxTgpT0/s72-c/valerio+olgiati.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-2849801475734005834</id><published>2008-11-24T14:29:00.014+01:00</published><updated>2008-11-27T08:17:49.954+01:00</updated><title type='text'>La Gelbe Haus, un restauro possibile</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SSv8KrBgO4I/AAAAAAAAAe8/jPxUk9tRyCw/s1600-h/casa+flims.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SSv8KrBgO4I/AAAAAAAAAe8/jPxUk9tRyCw/s320/casa+flims.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272585049045220226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo all’architettura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raggiungere Monaco di Baviera da Milano – per l’annuale festa bavarese della birra – è facile, in auto ci voglio poche ore di viaggio e si possono fare sostanzialmente due strade: passare per il valico del Brennero o attraversare la Svizzera.&lt;br /&gt;Con la musica di Davide Bernasconi, al secolo Van de Sfros nello stereo, di buon mattino raggiungiamo e doppiamo Como, doppiamo in tutti i sensi dato che mi accorgo di avere lasciato a casa la carta di identità, quindi passiamo la frontiera a Chiasso, poi Lugano, Bellinzona e lasciati il Ticino e le architetture lombarde e borromaiche, attraverso il traforo del San Bernardino arriviamo nella tedesca svizzera coirese.&lt;br /&gt;È la terra di un grande architetto grigionese, un uomo schivo e forse un poco scontroso, un uomo certamente duro, un montanaro, Peter Zumthor. È la terra di molti bravi architetti – è impressionante quanto sia cambiata, quanto si sia modernizzata la Svizzera, e l’architettura Svizzera in particolare, negli ultimi vent’anni –. È la terra di Valerio Olgiati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche anno fa in uno dei viaggi verso Barcellona, a casa dell’amico Marco Lecis, vidi un numero monografico della rivista 2G dedicato all’opera di Valerio Olgiati. Subito mi impressionò la copertina. Un casone bianco, durissimo, quasi congelato in un tempo lontano, diverso da quello in cui è stata scattata la foto: è la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gelbe Haus&lt;/span&gt;, la casa gialla.&lt;br /&gt;Quella casa, che si trova a Flims, un piccolo paese di montagna a 10 km da Chur, Coira, era per il vero l’unica cosa molto interessante di quel numero, una sorta di manifesto, una di quelle opere che lasciano il segno, che scuotono e che fanno pensare, il resto non aveva la stessa forza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arriviamo a Flims verso metà mattinata. È un paese tranquillo, i negozi sono distribuiti lungo l’unica strada che costeggia la montagna, sulla strada negozi di souvenir svizzeri, negozi di artigiani del legno, della pelle, ecc, alberghi, alcuni fienili in legno, gente a passeggio, le montagne dietro le case, la valle aperta e verde sotto.&lt;br /&gt;Gli Olgiati, Valerio e il padre Rudolf, pure architetto, sono di Flims, la Casa Gialla era di proprietà della parrocchia ed esisteva un accordo tra Rudolf e la parrocchia stessa per ristrutturare la casa. Alla morte di Rudolf la parrocchia decise di convertire la casa in uno spazio espositivo. Dato che la complessa distribuzione interna della casa non era adatta per i nuovi scopi alla quale la casa sarebbe stata destinata, Olgiati prese una decisione drastica: svuotò completamente l’interno e lo ricostruì in legno, al posto delle piccole stanze dei grandi spazi liberi e finestrati, mentre all'esterno mantenne forte e ben visibile l’ordine secondo il quale furono disegnate le bucature, e tutto fu come congelato.&lt;br /&gt;Non si può dire che sia una bella casa, certamente non fa così impressione come sulla copertina della rivista, saranno la bella giornata, il vento, l'idea della Germania e dell'oktoberfest, le alpi appena imbiancate sopra le verdi colline, i rustici in legno che confinano e cercano di armonizzarsi scontrandosi con il bianco dell’edificio, ma quel casone della foto in realtà diventa un grazioso edificio, ben calibrato, una casa moderna, fuori dal tempo, in un paesino di montagna. Certamente l’operazione di Olgiati è un’operazione drastica e drammatica: egli elimina gli orpelli, le decorazioni, le aggiunte, le persiane, gli sporti di gronda, il portico di ingresso. Olgiati non si preoccupa e anzi ci invita a non preoccuparci dei colori, delle decorazioni, ci invita a occuparci della struttura della casa, del suo comporsi per grandi muri bucati da piccole finestre regolari, e per far ciò congela completamente la facciata, la ingessa, e la porta con un solo gesto fuori dal tempo. La &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gelge Haus&lt;/span&gt; di colpo non è più una casa di fine ottocento inizi novecento, una casa antica ben ristrutturata, la Gelbe Haus  è un’opera fuori dal tempo, un manuale da studiare e da leggere e da capire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SSqtvev9g-I/AAAAAAAAAe0/gYsHcCpJr8I/s1600-h/gelbe+haus2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SSqtvev9g-I/AAAAAAAAAe0/gYsHcCpJr8I/s320/gelbe+haus2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272217345010271202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SSqtq1rcy8I/AAAAAAAAAes/btPfIGGPq2g/s1600-h/gelbe+haus.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 227px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SSqtq1rcy8I/AAAAAAAAAes/btPfIGGPq2g/s320/gelbe+haus.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272217265266019266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-2849801475734005834?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/2849801475734005834/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=2849801475734005834' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/2849801475734005834'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/2849801475734005834'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2008/11/un-manifesto-per-il-restauro-valerio.html' title='La Gelbe Haus, un restauro possibile'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SSv8KrBgO4I/AAAAAAAAAe8/jPxUk9tRyCw/s72-c/casa+flims.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-1305641808714267829</id><published>2008-11-19T15:04:00.010+01:00</published><updated>2008-11-19T23:38:01.845+01:00</updated><title type='text'>Trasformare la città o non trasformarla</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SSQgCHEfmII/AAAAAAAAAek/DC4-jS5QPxM/s1600-h/Immagine+1.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SSQgCHEfmII/AAAAAAAAAek/DC4-jS5QPxM/s320/Immagine+1.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5270372684560046210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="file:///Users/TargaItalia05/Desktop/Wolf%20Architektur2.png" alt="" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche giorno fa, per l’esattezza il 23 ottobre, ho presentato al Comune di Nerviano con prot. 31242 la mia candidatura come componente della commissione paesaggio e territorio, la stessa commissione di cui sono membro attivo, e per fortuna anche rispettato, nonostante alcune posizioni radicali contro l’architettura brutalista e speculativa della nostra provincia.&lt;br /&gt;Con buona pace di chi sosteneva, qualche mese fa, che scrivevo di Nerviano e su Nerviano per avere incarichi comunali – attenzione, il gettone della commissione credo sia intorno ai 25 € e sinceramente, anche a Parabiago, non vale la pena rispetto i mal di stomaco che rimangono per tutto il giorno quando si vedono progetti tipo quelli che vengono quotidianamente presentati nei nostri comuni –, o perché avevo chissà quale mira politica e progettuale, e non, semplicemente, perché amo l’architettura e spesso utilizzo, per formazione accademica, dei casi studio dai quali partire, e il Comune in cui abito è sicuramente uno dei casi studio per me più interessanti e controversi, beh con buona pace di chi sosteneva ciò non sono stato nominato, anzi, sono stato l’unico escluso – per la verità siamo stati esclusi in due, entrambi laureati nel 2001, ma dire sono stato l’unico escluso suona meglio –.&lt;br /&gt;Ma non voglio scrivere di questo, né commentare le motivazioni della giunta comunale – motivazioni pubbliche, delibera 140 G.C. del 11.11.2008 –, sarebbe facile ma anche inutile, come sarebbe facile, ma insisto inutile, continuare a dire che non si possono scartare sempre i giovani – ormai non più così giovani per la verità – perché non hanno curriculum, è veramente assurdo, una cosa tutta italiana. Troppo facile dire largo ai giovani, a parole, e poi nei fatti scartarli perché non hanno curriculum sufficiente in politica e nella professione. Basta. Ma come faranno questi giovani 30-40 enni ad avere un curriculum pubblico, attenzione non si parla ovviamente di curricula accademici che quelli ci sono, se tutti gli enti pubblici, amici e nemici, continuano a dare lavori a destra e a sinistra ma sempre a gente che ha lavorato negli anni ’80, poi negli anni ’90, e ora in questo primo decennio di nuovo millennio – queste parole non sono solo mie, ricordo un mio ex capo ufficio, un ingegnerone anche bravo ma soprattutto capo di Forza Italia a Garbagnate, ridere e sorridere mentre parlando con lui di concorsi mi diceva “tanto voi giovani non avrete mai la possibilità di vincere, io lavoravo prima e lavorerò ancora”… beh, così è –.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SSQf8XptVRI/AAAAAAAAAec/B_eMTFxHuCA/s1600-h/Wolf+Architektur.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 108px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SSQf8XptVRI/AAAAAAAAAec/B_eMTFxHuCA/s320/Wolf+Architektur.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5270372585931887890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volevo raccontarvi invece un aneddoto che Sindaco, l’amico Pio Petrosino e alcuni consiglieri comunali, tra cui il capogruppo di maggioranza Cantafio, ricorderanno bene perché erano presenti. Lo scorso anno con i professori Antonio Esposito e Daniele Vitale abbiamo tenuto di questi tempi un bell’incontro-dibattito all’inaugurazione della mostra dei lavori dei ragazzi che seguivo con Antonio nel corso di progettazione architettonica II, alla facoltà di Architettura Civile di Milano. Un bell’incontro, con interventi degli studenti, dei professori che avevano seguito il corso e con il solito intervento molto sapiente, intelligente e calibrato del prof. Vitale sulla costruzione del territorio, sulla costruzione della pianura, sulla cultura architettonica, ecc. Poco prima di finire, e poi fare un giro per il recuperato monastero degli Olivetani, sede del Municipio, con professori e Sindaco, dal pubblico si alza una mano. È un vecchio, non nel senso di anziano, architetto nervianese. In un italiano milanese molto divertente – io pure parlo milanese… – l’architetto sosteneva che la scuola italiana era tutta da rifare, che era troppo teorica e che bisognava invece insegnare i ragazzi la vita vera, anche quella comunale, le code, le pratiche, ecc, e che tutti gli studenti che vanno da lui non sanno niente e devono ricominciare da capo. Fu un intervento molto duro ma anche divertente, almeno quanto la sua felliniana uscita di scena.&lt;br /&gt;Spesso anche a Parabiago sento parlare i miei colleghi e i tecnici comunali di “auspicabile apertura all’università”, di far fare lavori ai ragazzi, ecc. Ma quando quell’apertura c’è che fine fanno poi quei lavori? Che fine fa il rapporto tra università e palazzo? In che modo poi il Comune coltiva il rapporto con l’università? Dicendo “senza evidenziare particolare esperienza in campo paesaggistico” e promuovendo quell’architetto nervianese che diceva che l’università era tutta da rifare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon lavoro alla commissione e speriamo che riesca ad arginare il fenomeno delle villette a sclera – faccio mia una felice battuta dell’ex assessore Petrosino, questa volta “ex assessore” perché all’epoca della battuta era assessore, battuta detta a contorno della giornata di presentazione della mostra, dopo l’intervento dell’architetto nervianese – in favore di un riammodernamento dell’architettura nervianese. Dai commissari!, forza, non abbiate paura, siamo nel 2008 e nel resto d’Europa tutti stanno camminando mentre noi siamo al palo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ps. Se dopo aver letto la delibera di Giunta cercherete l’arch. Colombo Marco sul web, come ho fatto io, troverete un architetto, mio coetaneo ma che non conosco e che sembra bravo. Ecco, non è l’altrettanto bravo, credo, ma non lo conosco,  architetto omonimo che sarà in commissione a Nerviano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;PPs. Cari amministratori, cari amici, guardate che queste cose sembrano poco gravi e limitate a un campo "accademico" e architettonico in realtà sono cose importanti, che possono cambiare un paese. Mettere un agronomo, a capo di una commissione tutta architettonica, lo dico perché mensilmente &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;a Parabiago &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;sono chiamato a guardare progetti che spesso tentano di stravolgere la città, è pericoloso, non per la bontà o meno della persona - certamente valida - ma per l'idea stessa che sottende il non volere trasformare, riammodernare un paese, un paese stanco, un paese conservatore che ha invece bisogno di cambiamenti!!! E non si può continuare a delegare tutto al nuovo PGT. Monza e Banderali sono bravissimi, lo dico sinceramente, e faranno un piano intelligente e lungimirante, ma non si esaurisce tutto lì. Davvero amici urbanisti, ditelo anche voi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle foto. Interventi dei Wolf Architektur, Austria.&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SSQf3b4WDTI/AAAAAAAAAeU/F43VLCyDPhs/s1600-h/Wolf+Architektur2.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 190px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SSQf3b4WDTI/AAAAAAAAAeU/F43VLCyDPhs/s320/Wolf+Architektur2.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5270372501167672626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-1305641808714267829?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/1305641808714267829/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=1305641808714267829' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1305641808714267829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1305641808714267829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2008/11/trasformare-la-citt-o-non-trasformarla.html' title='Trasformare la città o non trasformarla'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SSQgCHEfmII/AAAAAAAAAek/DC4-jS5QPxM/s72-c/Immagine+1.png' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-6038449413514727336</id><published>2008-11-16T11:10:00.002+01:00</published><updated>2008-11-16T11:13:36.877+01:00</updated><title type='text'>Basta veleni in valle Olona</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ricevo dall'ass. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Econazionalista Domà Nunch&lt;/span&gt; e volentieri ripubblico:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;PRESIDIO NO-KATAOIL&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 29 novembre 2008 – ore 10 – CAIRATE [VA]&lt;br /&gt;in fondovalle, via per Lonate&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la QUALITA’ DELLA VITA , prima del PROFITTO DEI PRIVATI, pretendiamo:&lt;br /&gt;• Stop alla cementificazione della Valle Olona.&lt;br /&gt;• Stop alle strade inutili (Pedemontana, Varesina Bis) che aumentano il traffico e distruggono i nostri boschi e campagne.&lt;br /&gt;• Stop a nuove concessioni industriali nel fondovalle.&lt;br /&gt;• Istituzione del Parco Regionale della Valle Olona.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-6038449413514727336?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/6038449413514727336/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=6038449413514727336' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/6038449413514727336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/6038449413514727336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2008/11/basta-veleni-in-valle-olona.html' title='Basta veleni in valle Olona'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-173324601753562093</id><published>2008-11-11T18:48:00.000+01:00</published><updated>2008-11-11T18:49:35.941+01:00</updated><title type='text'>20,000 Thank You</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Twenty thousand and more times "Thank You" to the visitors over this year! I hope this can become a place to discuss and for thinking over, to stop by and start conceiving, together. Thank You.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E un ringraziamento e un abbraccio speciali a una persona splendida che mi è sempre stata vicina, mi ha convinto ad aprire questo spazio e a proseguire caparbiamente nel lavoro. Grazie&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-173324601753562093?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/173324601753562093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=173324601753562093' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/173324601753562093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/173324601753562093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2008/11/20000-thank-you.html' title='20,000 Thank You'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-7923628656647316871</id><published>2008-11-10T19:55:00.007+01:00</published><updated>2008-11-10T20:07:32.223+01:00</updated><title type='text'>Libertà e conformismo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SRiELKtXuyI/AAAAAAAAAeE/j-ttpnaSDeA/s1600-h/pista.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 235px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SRiELKtXuyI/AAAAAAAAAeE/j-ttpnaSDeA/s320/pista.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267105091597876002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono di ritorno dalla Commissione Paesaggio e Territorio del Comune di Parabiago, in teoria una commissione che dovrebbe esprimere pareri in merito l’architettura dei progetti presentatici, in realtà una commissione priva di potere, una commissione il cui parare non è per nulla vincolante. Insomma un esercizio.&lt;br /&gt;Come quasi tutti i progetti che ho avuto modo di vedere in questo anno di attività devo di dire che il livello medio generale è davvero molto ma molto basso. Bassissima la qualità grafica, che per il vero nelle ultime commissioni, probabilmente anche a causa nostra, sta migliorando, e infima la qualità architettonica, tranne qualche rarissimo caso. Non un riferimento ad architetture che siano altre rispetto le architetture contemporanee che si vedono sorgere ogni dove nella nostra tristissima provincia, non un riferimento ad architetture del recente passato moderno, non un riferimento ad architetture contemporanee che si costruiscono in tutta Europa.&lt;br /&gt;Da noi è di casa il carino, il grazioso, da noi sono di casa i tetti con i grandi sporti di gronda, le finte colonne, i timpani. Verrebbe da chiedersi: da noi è di moda l’architettura classica? no, da noi è di moda il carino e contro il carino e il grazioso in architettura continuerò a combattere, almeno quanto contro il moralismo, il perbenismo e il conformismo in politica come nella vita sociale, e per questo, come ha giustamente osservato il mio grande amico Don Alberto, mi attende un futuro forse un poco solitario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già perché l’Italia di questi anni è la patria del finto, del conforme, la patria delle libertà? non credo, il conformismo non è libertà. Sono gli anni della speculazione selvaggia, non gli anni della ricerca insistente, gli anni delle villette estruse e trasformate in palazzi di 3 o 4 piani. Sono gli anni del finto classico che non poggia su nessuna delle regole su cui si è fondato per secoli il classicismo. Sono anni in cui per quieto vivere passano nelle commissioni progetti che nessuno ma dico nessuno prenderebbe neppure in considerazione in una qualsiasi aula scolastica di un qualsiasi corso di un qualsiasi paese di una qualsiasi facoltà di architettura. Sono gli anni del moralismo, gli anni in cui non si sbaglia o si addita chi prova, chi ricerca, e poi magari sbaglia – chissà perché invece a me quello che ci prova e sbaglia mi sta più simpatico di quello che non sbaglia mai ma non cerca nulla… –, e per non sbagliare si crescono ragazzi/automi senza spina dorsale, ragazzi che facciamo protestare una volta ogni tanto come per farli sfogare – a proposito dov’è finita la protesta negli atenei? 2500 concorsi da ricercatore che hanno nomi e cognomi, possibilità chiuse per anni a ricercatori senza papà e la protesta? Sciolta come neve al sole –.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sorprendiamo? No. O almeno non più di tanto. Da noi la televisione è monopolizzata dai politici superstar, opinionisti principe che fanno salire l’odience – o almeno così dicono i vari Vespa, Costanzo, Mentana, ecc –, essi sanno tutto: dal calcio all’economia, dall’avanspettacolo alla politica estera, dalle politiche sulla scuola alle politiche pianificatorie e urbanistiche, sanno tutto di storia, filosofia, architettura, economia, costume, società, i politici italiani sanno tutto. E in un paese che non progetta questa strana e italianissima tendenza per caduta verticale colpisce tutte le amministrazioni: le regioni, o meglio gli amministratori regionali – super presenti ovunque chiamati e super osannati da speaker e giornalisti pronti a tutto per un loro cenno di apprezzamento, vedi la sei giorni di Milano di ieri –, provinciali e comunali; la cultura italiana e la società italiana sono in mano a una classe politica autoreferenziale, spesso autorappresentativa e autoelettiva – solo il PD ha fatto e sta facendo, ma bisogna capire quanto andrà avanti a farlo, un salto di qualità in questo senso con delle primarie aperte, si fa per dire, a tutti –.&lt;br /&gt;In un paese così mi capita sempre più spesso di esprimere pareri differenti e contrari, pareri scomodi?, non so, sicuramente scomodanti, almeno quanto inutili e autolesionistici. E allora oggi ho espresso un parere fortemente negativo su un’architettura che gli altri inizialmente quasi approvavano, “ma perché sei così contrario [mi obbiettavano, perché fa schifo? Dicevo io], da noi si costruisce così…”, “ ma insomma, in fondo in fondo che te ne frega, anche per noi è brutta ma perché devi essere così contrario? Tanto è già tutto brutto quello che c’è una cosa in più o in meno” [aggiungo io, perché farsi dei nemici inutilmente. Risposta: per la libertà che in questi anni grandi amici mi hanno insegnato ad apprezzare e ricercare].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma perché abbiamo perso la capacità di ragionare, di sperare, di progettare? Perché i nostri territori devono rimanere nelle mani di politici incompetenti e spesso accomodanti e commissari super accomodanti o accomodati, in mano a speculatori senza scrupoli e quasi sempre, non sempre, senza cultura architettonica? Perché piuttosto di guardare le brutte architetture vicine, o spesso limitrofe, non guardiamo alle belle architetture siano esse non lontane – basta andare nel canton ticino, a Mendrisio, a Lugano, Bellinzona, ecc – o a quelle lontane qualche centinaio di chilometro. Perché non possiamo pensare a una pista di atletica interna a un quartiere o a una strada che sia anche pista di atletica e di ciclismo, come in Belgio, perché non possiamo anche noi pensare a quartieri diversi, perché anche noi non possiamo avere scuole adeguate, interventi pubblici sapienti costati fatica e non qualche decina di giorni – ha rabbrividito pure l’architetto capo dell’ufficio tecnico di Parabiago quando gli ho detto che a Nerviano presenteranno rilievo e progetto in quindici giorni (vedi post precedente) –, piazze progettate rispettando la storia e il carattere dei luoghi e al significato degli stessi, quartieri pubblici come se ne facevano anni fa o come oggi se ne fanno in tutt’Europa? Perché?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;In foto. Progetto per un quartiere con pista di atletica/strada al suo interno. Belgio.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-7923628656647316871?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/7923628656647316871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=7923628656647316871' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/7923628656647316871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/7923628656647316871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2008/11/libert-e-conformismo.html' title='Libertà e conformismo'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SRiELKtXuyI/AAAAAAAAAeE/j-ttpnaSDeA/s72-c/pista.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-564509610128489392</id><published>2008-11-09T14:29:00.005+01:00</published><updated>2008-11-10T14:31:30.303+01:00</updated><title type='text'>Verso la super progettazione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SRbl6knPTOI/AAAAAAAAAd8/7V4fNslHF2w/s1600-h/Immagine+1.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 253px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SRbl6knPTOI/AAAAAAAAAd8/7V4fNslHF2w/s320/Immagine+1.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266649608679804130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come spesso succede parto da un caso recentemente successo nel mio villaggio per cercare di descrivere cosa succede in molte, moltissime, troppe, borgate di questa nostra italietta, borgate siano esse amministrate da amministratori di destra, di sinistra, di centro, bianchi, rossi, gialli, vermigli. Il caso che vi sottopongo è uno dei tanti casi di questa nazione che proprio non riesce a riorganizzarsi e ripartire, e che tanto avrebbe bisogno di una vera e propria rivoluzione culturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da almeno 10 anni si sa che la Scuola Materna del piccolo paese in cui vivo è da ristrutturare – lavori da milioni di euro nonostante l’insignificatezza dell’opera e della borgata –. Da ormai 5 anni, credo, tali lavori sono inseriti all’interno dei vari programmi triennali per le opere pubbliche che le varie amministrazioni che si succedono approvano. Per anni non si è fatto niente e di concorsi, di progettazione o di idee, e di progetti nemmeno l’ombra. E così, vivacchiando, si è arrivati al 2008 e nulla ancora è stato fatto.&lt;br /&gt;Nel frattempo, proprio in questo fine 2008, il super pagato assessore ai LL.PP. – dati pubblici del giornalino comunale, più pagato del Sindaco, ben 19 mila euro –, viene spostato alla polizia municipale e un nuovo assessore ben più attivo, almeno pare, arriva a palazzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi pare, ma proprio non ne sono sicuro – voci di palazzo tutte da dimostrare – che il vecchio governo di centro sinistra stanziò dei fondi in favore della risistemazione delle scuole per progetti presentati entro la fine del 2008. E così il nuovo assessore, dopo due anni di inattività apparente del vecchio, indice subito un concorso e dati i tempi ristrettissimi, siamo a settembre-ottobre 2008, l’amministrazione impone ritmi e tempi frenetici ai candidati progettisti, da vera e propria fabbrica dei progetti.&lt;br /&gt;Ora il concorso è stato esperito, ed è stato vinto dai super attivi, quanto poco conosciuti – ma questo in Italia, paese dalla cultura architettonica pari a quella di un paese del terzo mondo non sorprende più di tanto –, Ardenti e Arata, sconosciuti ma immagino molto bravi, certamente velocissimi. Infatti al progetto di ristrutturazione, un progetto che come ho detto prima si poteva affrontare con molta calma, non dico in dieci anni, ma almeno in qualche mese, lo studio Ardenti e Arata dedicherà ben 15 giorni – sabati e domenica compresi –. Due settimane per studiare le esigenze della popolazione, studiare la storia del luogo e del manufatto, fare il rilievo – che non c’è –, fare plastici, fare prove, controprove, pensarci, non dormirci per un po’ e finalmente arrivare al progetto finale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ps. Come ho già avuto modo di dire l’esperienza recente nervianese e soprattutto quella garbatolese in materia di edilizia scolastica non è delle migliori. Speriamo che questa volta andrà meglio. Si inaugura il super progettista e la super progettazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Foto 1. Una realizzazione dello studio Ardenti e Arata&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-564509610128489392?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/564509610128489392/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=564509610128489392' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/564509610128489392'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/564509610128489392'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2008/11/verso-la-super-progettazione.html' title='Verso la super progettazione'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1MlDCrOwzEw/SRbl6knPTOI/AAAAAAAAAd8/7V4fNslHF2w/s72-c/Immagine+1.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-1443895035284584864</id><published>2008-11-05T14:29:00.002+01:00</published><updated>2008-11-05T14:33:49.040+01:00</updated><title type='text'>OBAMA!!!!</title><content type='html'>&lt;a href="http://tv.repubblica.it/speciali/elezioni-usa-2008/tutto-il-discorso-di-obama/25985?video"&gt;http://tv.repubblica.it/speciali/elezioni-usa-2008/tutto-il-discorso-di-obama/25985?video&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;PS. ... e noi abbiamo consiglieri comunali da 25 anni, parlamentari da 50 anni, premier di 70 anni, presidenti di 80 ecc, e tutti gridano largo ai giovani ma nessuno cede il passo, anzi ...&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-1443895035284584864?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/1443895035284584864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=1443895035284584864' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1443895035284584864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1443895035284584864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2008/11/obama.html' title='OBAMA!!!!'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-320878981097372851</id><published>2008-11-04T19:21:00.002+01:00</published><updated>2008-11-05T00:12:22.424+01:00</updated><title type='text'>Concorsi concorsi concorsi</title><content type='html'>Negli anni appena successivi a Tangentopoli nel 1994 i così detti governi di unità nazionale introdussero la legge n.109, detta anche legge Merloni: una legge che doveva regolarizzare il sistema degli appalti e dell’affidamento dei lavori, una legge che apparentemente cambò in modo sostanziale quel sistema, una legge che sta influendo pesantemente, purtroppo negativamente, sull’architettura italiana.&lt;br /&gt;La legge Merloni introduceva, tra le altre cose, il sistema dei concorsi. A loro volta i concorsi possono essere suddivisi tra loro, genericamente, in concorsi di idee, concorsi di progettazione e concorsi ad affidamento. Dall’introduzione della Merloni gli enti pubblici non poterono più affidare lavori a destra e sinistra senza un regolare concorso. Fin qui quindi una buona legge.&lt;br /&gt;Peccato che in Italia di concorsi di idee o di progettazione, concorsi cioè dove il professionista è chiamato a redigere un lavoro, lavoro che poi verrà giudicato da una commissione qualificata e garantita da rappresentanti degli ordini professionali, anche dopo l’introduzione della 109/94 non se ne sono fatti moltissimi. Il 90% circa – dicono i forum sui concorsi – delle opere pubbliche italiane vengono affidate a curriculum. Ma scusate chi pensate che può possere un curriculum vincente se non chi lavorava anche prima dell'introduzione della legge con il vecchio sistema clientelare? Come fanno quindi un giovane architetto o un giovane ingegnere italiani a costruirsi un loro proprio curriculum – attenzione si parla, ovviamente, non di curriculum scientifici e accademici, e nemmeno di curriculum fatto di grandi partecipazioni e collaborazioni, si parla di lavori dove si è stati burocraticamente responsabili – se i lavori continuano a essere affidati a chi ha lavorato negli anni ’70-’80-’90, cioè negli anni nei quali vigeva il sistema clientelare contro il quale la legge è nata?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho trovato per caso questo intervento di qualche anno fa su un forum dedicato ai concorsi e ne riporto una parte. Spero stimoli il dibattito su un problema che tocca direttamente tutti i comuni e gli enti di questa nostra Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Concorsi, architettura, Legge Merloni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Tempo addietro si parlava di architettura, dei suoi aspetti culturali, dei linguaggi, del movimento moderno, del suo superamento, delle tendenze ecc..&lt;br /&gt;Il punto qui non è tanto il dibattito in sé ed i fermenti che caratterizzavano 20 o 30 anni fa il mondo dell'architettura, quanto il fatto che quel dibattito e quei fermenti presupponevano l'esistenza dell'architettura: questa era un dato di fatto che nessuno si sognava di mettere in discussione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dibattito riguardava il "come" fare architettura, ed in seconda battuta "per chi" e "perché". È da notare come l'ultimo movimento culturale significativo in Italia sia stato il post-moderno.&lt;br /&gt;L'introduzione della Legge Merloni, non in quanto a corpo normativo volto a regolamentare l'appalto di Opere Pubbliche (necessità riconosciuta pressoché da tutti), ma per una serie di sue specificità, ha prodotto un vero e proprio trauma nel mondo dell'architettura italiano. Di fatto ha spostato l'intero asse di interesse e dibattito dal "come, per chi e perché" al "se, cosa e perché".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Merloni, relativamente alla progettazione, ha operato su tre fattori chiave: l'assimilazione delle più svariate categorie di opere all'interno dell'unica grande famiglia delle Opere Pubbliche, il curriculum professionale ed i requisiti economici ed organizzativi dei candidati. In questo quadro due sono gli elementi che saltano all’occhio: i limiti, pressoché invalicabili per la maggior parte di architetti e studi professionali, posti al cosiddetto "libero mercato" e la relegazione del progetto all'ultimo posto della sequenza procedurale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fatto si è realizzato un mercato ristretto, accessibile a quei professionisti e studi professionali dotati di curriculum ventennali in Opere Pubbliche (cioè, in pratica, gli stessi della "prima repubblica") ed alle potenti società di ingegneria, dotate di relazioni e mezzi capaci di acquisire "nomi" e relative referenze: i giovani esclusi al 100%.&lt;br /&gt;[…]&lt;br /&gt;Il colpo di grazia all'architettura viene inflitto, paradossalmente, con i concorsi. La Merloni, tra le procedure, contempla anche i concorsi, ma, e nemmeno tanto velatamente, come procedura eccezionale, e dunque come tutte le eccezioni, serve unicamente a confermare la regola».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo Perotti, 05 dicembre 2002&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-320878981097372851?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/320878981097372851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=320878981097372851' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/320878981097372851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/320878981097372851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2008/11/concorsi-di-architettura.html' title='Concorsi concorsi concorsi'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-8517361374694049552</id><published>2008-11-03T15:54:00.001+01:00</published><updated>2008-11-03T15:55:54.318+01:00</updated><title type='text'>2500 volte grazie</title><content type='html'>Anche a ottobre sfondiamo quota 2500 visite. Grazie a voi tutti dell'aiuto, del contributo, o della semplice visita, speriamo che continui a essere un luogo di dibattito o semplicemente di incontro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-8517361374694049552?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/8517361374694049552/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=8517361374694049552' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/8517361374694049552'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/8517361374694049552'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2008/11/2500-volte-grazie.html' title='2500 volte grazie'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-1970852362920175640</id><published>2008-11-02T18:02:00.003+01:00</published><updated>2008-11-02T18:17:21.819+01:00</updated><title type='text'>Giornata della memoria degli Insubri</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Non sono leghista e non lo sarò mai, la Lega, almeno per quello che è diventata negli ultimi anni racchiude in se tutto il contrario del pensiero delle persone del nord, nonè la testa del nord è la pancia. Da un po' di anni cavalca le paure della gente cercando di individuare nel diverso il capro espiatorio di ogni cosa mal gestita, salvo poi, quasi sempre, non riuscire a gestire niente una volta chiamati a farlo. Ha tagliato i pochi rami buoni e fruttuosi per mantenere i rami secchi, ha centralizzato il potere su Varese e dintorni, ma il Veneto continua a votare più di prima. No, il leghismo non c'entra niente con la cultura del nord. Il leghismo è la pancia del nord.&lt;br /&gt;Per questo non ho problemi a pubblicare spesso redazionali che a prima vista potrebbero sembrare leghisti. Per me non lo sono. La cultura insubre, a me piace più dire la cultura milanese, è di tutti, siano essi di destra o di sinistra, e anzi credo che la sinistra italiana dovrebbe recuperare moltissimo del tempo perduto soprattutto al nord per colpa di una dirigenza romana spesso lontanissima dai problemi della gente.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Ricevo dall'associazione Domà Nunch un editoriale di Lorenzo Banfi che qui di seguito, con una certa dose di sana ironia, ma non solo, pubblico.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Come sempre, la festa di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Samonios&lt;/span&gt; è un prezioso momento di riflessione su tutto ciò che sta accadendo e, soprattutto, su ciò che noi siamo o siamo diventati.&lt;br /&gt;Spegnere i fuochi per lasciare che l'irrazionale, il non conosciuto, entrino in noi per un tempo limitato, ma ci consentano di fare i conti con la totalità del nostro essere, sia quello controllato e ragionevole della luce del Sole, sia quello notturno, imprevisto, oscuro; questo è il capodanno.&lt;br /&gt;Ma si tratta anche di una festa comunitaria, che noi di Domà Nunch, come sempre, celebreremo con lo spegnimento delle luci, e staremo insieme, nell'attesa che i due mondi, quello luminoso e dalle forme definite e quello oscuro, popolato dall'indefinito e dal non visibile, vengano in contatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricapitoleremo la nostra attività, valutando situazioni e progressi, preparandoci per il nuovo anno rinvigoriti e nella speranza che sempre nuove forze ci raggiungano nella dura battaglia che da anni combattiamo, quella per la rinascita della nostra Terra d'Insubria e della nostra Nazione.&lt;br /&gt;E, in seno a questa lotta, molto stiamo facendo per presidiare alcuni di quelli che per noi sono punti chiave della nostra identità: la lingua e la storia.&lt;br /&gt;Per questo, stanno prendendo il via i progetti didattici della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Scòla Insubra&lt;/span&gt;, ma molto dovremo lavorare per conseguire quello che è il nostro obiettivo, cioè l'insegnamento della nostra lingua nelle scuole insieme alle nostre tradizioni, alla nostra storia... E questo è un carattere che fortemente ci differenzia dalle sedicenti formazioni ecologiste che tutti ben conosciamo: il considerare la comunità umana come parte integrante dell'ecosistema e per ciò stesso da tutelare e difendere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra Storia, elemento essenziale della nostra identità. Ma, prima ancora che nelle scuole, è nella vita di tutti i giorni che dobbiamo essere testimoni della nostra appartenenza alla nostra Nazione, alla nostra Terra. E questo possiamo farlo ricordando, durante l'anno, le date che scandiscono momenti importanti dell'epopea Insubre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A partire dal primo giorno dell'anno, il Primo di Novembre, che oltre a coincidere con i giorni dei  festeggiamenti di Samonios, evoca un momento triste della nostra storia, ma comunque un momento da ricordare: la morte del Duca Francesco II e la fine dell'indipendenza del Ducato di Milano, l'entità politica che per la prima volta, dall'assorbimento dell'Impero Insubre nel mondo romano, aveva riunificato i popoli che lo avevano composto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È per questo che abbiamo definito il Primo Novembre, Giorno della Memoria degli Insubri, per non dimenticare quella data infausta che segna l'avvento della lunga notte della nostra Nazione, perché proprio ricordando, si fa in modo che il giorno possa tornare.&lt;br /&gt;Ecco che una delle prime cose che faremo, nel prossimo anno, sarà quella di pubblicare sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dragh Bloeu&lt;/span&gt; un calendario insubre, con le date più significative per la nostra storia e per la nostra cultura.&lt;br /&gt;Per non dimenticare, per ricordare, sempre chi siamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbraccio voi tutti Fratelli e Sorelle d'Insubria, nell'augurarvi un buon nuovo anno e un sempre maggiore impegno nella lotta per la nostra Insubria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-1970852362920175640?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/1970852362920175640/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=1970852362920175640' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1970852362920175640'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/1970852362920175640'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2008/11/giornata-della-memoria-degli-insubri.html' title='Giornata della memoria degli Insubri'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-3971743194899579425</id><published>2008-10-31T02:37:00.004+01:00</published><updated>2008-10-31T03:18:57.665+01:00</updated><title type='text'>Studenti ricerca e ricercatori</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:100%;"&gt;I ragazzi sono preoccupati per l’avvenire e temono di essere le uniche vittime dei cambiamenti che si stanno preparando per loro e hanno perfettamente ragione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tempo fa, ormai quasi quindici anni fa, fui anch'io, leader degli studenti di un grande istituto superiore  della zona in cui vivo, e devo dire che anche quindici anni fa si partecipava, tra ottobre e novembre, a numerose manifestazioni delle quali poco si capiva, anche quindici anni fa si portavano duemila ragazzi a Milano, si correva dentro la metropolitana, si saltavano i cancelli, si manifestava, pacificamente e coloratamente, poi di colpo, con l'avvento dell'inverno e l'approssimarsi delle pagelle, tutto si calmava, apparentemente. Dopo quelle dei grandi, infatti, altre manifestazioni, occupazioni, scioperi bianchi, assemblee generali per piani (che amavo di più perché più produttive) si facevano durante l'anno, per la mancanza di studi di informatica, per la mancanza di uno studio serio delle lingue straniere, o per il problema dei professori/professionisti, troppo anziani e affaccendati nel loro autocontrollo del posto di lavoro, ecc, ma di quelle nessuno si occupava.&lt;br /&gt;Se gli studenti fossero calmi e lucidi avrebbero già capito da un pezzo che il futuro non glielo ruba la Gelmini, pur autrice di un testo assurdo, soprattutto nei confronti delle scuole elementari, ma glielo hanno già rubato anni fa molti degli adulti al cui fianco marciano con tanta convinzione (e non è un caso che marcino assieme gente di destra e di sinistra, professori e genitori).&lt;br /&gt;Il governo non è certo innocente, ma coloro che aizzano bambini e ragazzi contro le misure del governo non la raccontano giusta. Se davvero avessero a cuore il futuro dei nostri giovani si batterebbero come leoni per "tagliare i rami secchi e rendere gli studi molto più seri, più rigorosi, più profondi". Perché nelle scuole superiori venga cancellato il par-time dei professori, perché anche il professore sia costretto alla ricerca, a scuola, ma sia anche dotato di un luogo degno dove poterla fare (ricordo le aule professori della mia scuola, dove docenti di italiano si trovavano un'ora o qualche minuto a fianco a docenti di fisica, poi quelli di matematica con quelli di inglese e via dicendo. Che ricerca potevano produrre se non la ricerca del risultato della squadra del cuore il lunedì e il giovedì, se non chiacchiarare dei propri figlie e dell'aspetto comportamentale, non disciplinare, dei ragazzi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo smarrimento e l’angoscia di questa generazione che puntualmente ogni anno protesta sono smarrimenti genuini e pienamente comprensibili, ma sono anche il frutto della superficialità con cui gli adulti hanno permesso la distruzione della scuola e dell’università.&lt;br /&gt;I dottorati di ricerca sono allo sbando, la ricerca non interessa a nessuno, della condizione reale di ricercatori, assegnisti, borsisti, cultori della materia, a nessuno interessa, e quel che è peggio tra un ricercatore neo professionista e un neo professionista, diciamo normale, normalmente si preferisce il secondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiudo facendovi leggere due punti di un lungo comunicato di alcuni dottorandi e dottori del Politecnico di Milano, sulla scia delle proteste di questi giorni. &lt;/span&gt;&lt;span lang="it"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=";font-family:Calibri;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Crediamo che la lotta da fare, come dottorandi e dottori in architettura e in composizione architettonica in particolare, sia, innanzitutto,&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; proprio di pretendere che venga riconosciuta l’utilità sociale e collettiva del nostro livello di formazione&lt;/span&gt;, aprendo la discussione al carattere che devono assumere i dottorati di ricerca, nei quali convivono ricerche su questioni di architettura (il grado di avanzamento dei temi del progetto stilistico moderno) sia ricerche di carattere monografico biografico, sia ricerche con un taglio più teoricoo concettuale, accanto ad applicazioni di carattere seminariale che si prestano come contributi per le trasformazioni possibili di determinati territori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;[...]&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span lang="it"&gt;&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Sempre sotto l’aspetto della “produttività” del nostro campo di ricerca può essere utile dare uno sguardo a cosa sono i dottorati all’estero e in specie in alcune università degli USA: in primo luogo va tenuto presente che lì i corsi di laurea durano quattro anni in media, e che dopo la laurea è possibile accedere a dottorati e master. Fin qui tutto come in Italia, con la differenza che il dottorato prevede due anni iniziali di corsi abbastanza intensi da frequentare per iniziare a orientarsi, seguiti da un periodo – che, in media, si aggira intorno ai cinque anni, per un totale di sette anni – durante il quale si porta avanti la ricerca vera e propria. I dottorandi di solito fanno da tramite tra insegnanti e studenti organizzando gruppi di lavoro e seminari, e anche in questo caso si può riscontrare qualche analogia con l’Italia. Un punto interessante riguarda le opportunità di lavoro: dovendo scegliere tra un candidato in possesso di master o di dottorato, un selezionatore aziendale preferisce spesso il primo perché privo di quella formazione avanzata di cui dispone il dottore di ricerca e che lo rende – per l’imprenditore – troppo costoso per avere voglia di assumerlo, dal momento che lo stipendio che dovrebbe corrispondergli dovrebbe &lt;/span&gt;[attenzione dovrebbe...]&lt;span style="font-style: italic;"&gt; essere piuttosto elevato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" dir="ltr" align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span lang="it"&gt;&lt;span style="font-family:Calibri;"&gt;Come si può notare, sia in un caso – l’Italia, dove la ricerca si taglia– che nell’altro – gli USA, dove la ricerca è già prevalentemente privata ma dove esistono centri di ricerca di prim’ordine – ch&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;i dispone di una formazione avanzata costata anni di fatica e sacrifici non ha alcuna certezza che i suoi sforzi verranno ricompensati e che venga riconosciuto al suo lavoro quel carattere di utilità sociale e collettiva che gli spetta&lt;/span&gt;. Questo anche per sgombrare il campo dal luogo comune secondo il quale un Ph.D. anglosassone trova lavoro dovunque si presenta; non è esattamente così, secondo la tendenza che sta prevalendo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Di esempi se ne potrebbero fare molti, da lavori fatti in collaborazione con amministratori siano essi di destra e o di sinitra di enti locali, comuni e provincie, finiti in niente, in una stretta di mano (se va bene), a amministratori pubblici e privati che per quieto vivere preferiscono non dar lavoro, perché di questo si tratta, a giovani che loro stessi hanno voluto formare, o almeno questo vogliono far credere. I ragazzi finché sono ragazzi, manifestano ogni tanto, cantano ballano, suonano al nostro fianco (e lo dico per averlo più volte sperimentato!!!), ridono, gridano, ecc, fanno il nostro gioco, quando pensano, progettano, studiano finalizzando lo studio al lavoro allora di colpo diventano nemici, o comunque non più così amici.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1964731793124345094-3971743194899579425?l=fabiopravettoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/feeds/3971743194899579425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1964731793124345094&amp;postID=3971743194899579425' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/3971743194899579425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1964731793124345094/posts/default/3971743194899579425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fabiopravettoni.blogspot.com/2008/10/studenti-ricerca-e-ricercatori.html' title='Studenti ricerca e ricercatori'/><author><name>Fabio Pravettoni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03098693675692723492</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_1MlDCrOwzEw/R3UMUlIIM0I/AAAAAAAAADE/I3p7o3GZRCA/S220/fabio+grande.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1964731793124345094.post-339294127209989205</id><published>2008-10-30T18:42:00.003+01:00</published><updated>2008-10-30T18:55:15.607+01:00</updated><title type='text'>Università: governo e opposizione; studenti e docenti</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ringrazio il compagno e lettore attento Palma per la segnalazione e volentieri ripubblico questo articolo apparso oggi su La Stampa. Il tema è il rapporto tra università e governo, tra università e opposizione. Sembra tanto semplice da fuori:  la maggioranza da un lato l'opposizione dall'altro, gli studenti e i professori contro il governo, in realtà la situazione è molto più delicata e difficile e gli unici a rimetterci, per il momento, sembrano essere i giovani aspiranti ricercatori. Una generazione di mezzo:  troppo giovani per essere considerati all'altezza dei professionisti della ricerca, poco considerati dalla comunità scientifica, dalle pubbliche amministrazioni, dalle imprese, con uno stipendio da fame e con le spalle troppo poco coperte per fare la rivoluzione ...&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due patti scellerati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;di Luca Ridolfi, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;em&gt;La Stampa&lt;/em&gt;, 30 ottobre 2008.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il decreto Gelmini è stato convertito in legge, scuola e università sono in agitazione. Il mondo della scuola scenderà in piazza oggi (chissà perché dopo e non prima dell’approvazione del decreto?), mentre l’Università si mobiliterà il 14 novembre, per combattere tagli che furono decisi fra giugno e agosto, quando il Partito democratico riteneva inopportuno scendere in piazza («Noi manifesteremo il 25 ottobre»). Misteri della politica italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma parliamo della sostanza. Che cosa sta succedendo nella scuola e nell’università? Perché studenti, docenti e genitori paiono trovarsi dalla medesima parte della barricata?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel che sta succedendo è relativamente chiaro, almeno per chi conosce i dati di fondo dell’istruzione in Italia e riesce a non farsi accecare dalle proprie credenze politiche. Sia la scuola sia l’università dissipano una quota di risorse pubbliche considerevole, nel senso che spendono più soldi di quanti, con un’organizzazione più efficiente, basterebbero a garantire i medesimi servizi. Su questo, quando si trovano al governo, destra e sinistra la pensano allo stesso modo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi avesse dei dubbi può consultare due documenti del governo Prodi (il «Quaderno bianco sulla scuola» e il «Libro verde sulla spesa pubblica»). Credo non si sia lontani dal vero dicendo che, con una migliore allocazione delle risorse, sia la spesa della scuola sia la spesa dell’università potrebbero essere ridotte di almeno il 10 per cento a parità di output.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La novità di questi mesi non sta nella diagnosi, ma nella determinazione con cui si sta passando dalle parole ai fatti: la destra al governo sta facendo con la consueta ruvidezza molte cose che la sinistra stessa, magari con più garbo, avrebbe fatto se ne avesse avuto la forza, il tempo e il coraggio (fra queste cose c’è, ad esempio, il rispetto delle norme Bassanini sul numero minimo di allievi per scuola, varate dal centro-sinistra ben 10 anni fa). Del resto fu lo stesso Padoa-Schioppa, all’inizio della scorsa legislatura, ad avvertirci che certi sprechi non possiamo più permetterceli e a ricordarci che il problema di eliminarli dovremmo porcelo comunque, persino se avessimo i conti perfettamente in ordine: ogni spesa, infatti, ha un «costo opportunità», ossia è sottratta ad impieghi alternativi (se buttiamo al vento 8 miliardi per false pensioni di invalidità, automaticamente rinunciamo a una cifra equivalente in asili nido, sussidi di disoccupazione, aiuti ai poveri, sostegno ai non autosufficienti ecc.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su questo il governo ha ragioni da vendere, anche se non si può non rilevare che molte misure - pur condivisibili negli obiettivi - diventano criticabili per il modo in cui sono messe in pratica. È il caso, per fare l’esempio più importante, dei tagli all’università, che sarebbero ben più accettabili se punissero ancora più duramente gli atenei in dissesto, ma premiassero con più e non meno soldi gli atenei virtuosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quella degli sprechi è solo una delle due facce del problema dell’istruzione in Italia. L’altra faccia è il tragico declino dei livelli di apprendimento, la scarsissima preparazione dei nostri diplomati e laureati, specialmente nelle regioni meridionali. Di questo sono corresponsabili ministri e docenti, ma anche gli studenti e soprattutto le loro famiglie. Il sistema dell’i
