mercoledì 25 giugno 2008

Si', a Nerviano si pagava - Marzo 1995

Ricevo da un giovane giornalista garbatolese, Alessandro Rovellini, e pubblico volentieri, due articoli del passato. Bisogna dire che molti dei personaggi citati nell’articolo furono poi assolti con formula piena, altri patteggiarono, altri, soprattutto i politici furono condannati. Per questo motivo ho “tagliato” un paragrafo dove i giornalisti citavano nomi di imprenditori e professionisti nervianesi poi assolti. Fu un dramma vero, per uomini e per molte famiglie. Il testo è comunque interamente reperibile alla pagina web

http://archiviostorico.corriere.it/1995/marzo/18/Nerviano_pagava__co_0_95031816051.shtml





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In questi giorni un cerchio pare chiudersi. Non voglio insinuare che ci sia collaborazione tra la giunta nervianese e gli ex tangentisti, anzi tutt'altro, sono certissimo che non ci sia ALCUN COLLEGAMENTO strano. CONOSCO PERSONALMENTE ASSESSORI E SINDACO E SONO PRONTO A DIFENDERE OVUNQUE LA LORO INTEGRITA' MORALE GIA' PIU' VOLTE DIMOSTRATA. Certamente è vero che il caso del palazzone di via XX Settembre, voluto come albergo dall'allora giunta tangentista, e oggi "finalmente" trasformato in residenza dagli stessi autori di quei nefasti complotti, fa pensare. Per questo motivo e insieme per non dimenticare ripubblico questi articoli.


"Se ve' dum", "Ci vediamo". A Nerviano il sistema delle tangenti era tanto collaudato che ai costruttori bastava pronunciare questa frase, spesso in dialetto milanese, per far capire ai politici, democristiani e socialisti, che anche il nuovo affare edilizio sarebbe stato oliato con il "lubrificante amministrativo" in uso da decenni: le mazzette. Ieri poliziotti, carabinieri e finanzieri hanno quasi concluso la grande retata contro il "pizzo" sull' edilizia decisa 48 ore fa dal gip Paolo Arbasino: 33 ordini di arresto per corruzione e 4 interdizioni dal lavoro per altrettanti progettisti accusati di false fatturazioni perche' considerati semplici prestanome dei politici. In serata continuavano le ricerche di alcuni inquisiti: non piu' di cinque persone. Per tutta la giornata i pm Fabio Napoleone, Gian Battista Rollero e Claudio Gittardi hanno interrogato politici e imprenditori detenuti. E qualcuno sarebbe gia' crollato. L' ex assessore regionale socialista Maurizio Ricotti avrebbe ammesso la seconda tangente contestata dall' accusa: 40 milioni intascati nel ' 90 per dare via libera alla maxivariante bis al piano regolatore di Nerviano. Soldi versati da un altro politico, l' assessore Enrico Almasio, per far approvare una lunga lista di modifiche delle destinazioni d' uso di terreni per i quali i proprietari avevano gia' pagato bustarelle ai big del Comune. Sulla prima mazzetta, 20 30 milioni per la maxi variante dell' 85, Ricotti avrebbe detto: "Non ricordo, ma non lo escludo". Una prima serie di ammissioni sarebbe arrivata anche dall' ex sindaco dc Carlo Chiappa, in carica per quasi trent' anni. Con molti distinguo, anche lui avrebbe finito per confermare la sostanza delle accuse di Almasio, arrestato a meta' febbraio per una piccola tangente confessata dall' imprenditore Franco Sala e poi diventato il grande pentito di "Nervianopoli": almeno dieci anni di corruzione (prima i reati sono prescritti) con un giro accertato di mazzette di 3 4 miliardi per una quarantina di affari immobiliari. [taglio il paragrafo con altri nomi].

[...]

Nell' inchiesta spuntano clamorose acrobazie amministrative, come il presunto "scambio di incarichi" tra l' architetto Almasio e l'ingegner Fugazza, assessori rispettivamente a Nerviano e Carugate. Un patto che si puo' sintetizzare cosi' : "Tu progetti nel mio Comune e, in cambio, io costruisco nel tuo".

BIONDANI PAOLO, Corriere della Sera, Milano, 18 marzo 1995, p.42.
In quei giorni, in quegli anni ero giovane rappresentante degli studenti all'ITCGPA Maggiolini di Parabiago; finite le scuole chi voleva partecipare alla cosa pubblica poteva scegliere tra la Lega o la sinistra. Scelsi la sinistra, prima il giovane centro sinistra cittadino, votando sempre a sinistra alle elezioni politiche perché mi sembrava che a sinistra si riusciva a parlare di etica e di sviluppo, di morale di stato e di progresso, di rigore e di futuro.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Potevo forse non commentare? Innanzitutto complimenti per aver recuperato e pubblicato questa testimonianza: probabilmente in qualche scatolone riposto in cantina ho conservato i ritagli dei giornali che mai come allora parlavano della nostra città... Ma non è di questo che voglio parlare, bensì del fatto che "si chiude il cerchio". E credo sia paradossale - ma anche sintomatico di cosa sia diventata la politica - che a farlo sia proprio un'amministrazione composta da persone le quali, all'indomani di Nervianopoli, si riempivano la bocca con frasi del tipo "noi abbiamo fatto esposti in Procura", "noi lo dicevamo da tempo" ecc. ecc.
Certo, nessuno discute l'onestà degli attuali amministratori, ma mi chiedo se in coscienza la scelta di avallare il cambio di destinazione d'uso del Fungo li farà dormire tranquilli. Mi chiedo come si sentiranno, nella consapevolezza di aver permesso quello che per ben dieci anni le precedenti amministrazioni avevano negato proprio in virtù del "peccato originale" che ha consentito l'edificazione di quella mostruosa volumetria. La tiritera sentita e continuamente ripetuta, basata sull'assunto che "l'immobile è lì da troppo tempo e occorreva dargli un uso" è stucchevole. Il concetto che l'Ente Pubblico debba farsi carico di risolvere gli errati investimenti di un'imprenditore privato è altrettanto singolare. Il fatto poi che ci si sia seduti al tavolo delle trattative con chi è in debito col Comune di Nerviano di una cifra che passa le 350.000 euro per il mancato pagamento dellICI (dal 2004) è poi la ciliegina sulla torta! Non è per passare per i soliti che dicono sempre no a tutto - tirando in ballo sempre il progresso, lo sviluppo e altre amenità del genere - ma sono convinto che chi amministra deve essere in grado di impedire le furbate. E questa è una questione, se non morale, certamente etica. Infatti, come più volte spiegato, quella dimensione volumetrica in quel posto non avrebbe mai potuto essere assentita come residenziale, perchè notevolmente superiore a quella di qualsiasi zona di Nerviano. Ecco allora che ai tempi (e che tempi!)si pensò ad un albergo, con parametri edificatori ben più alti, probabilmente confidando nel "buon cuore" degli amministratori nervianesi, che sicuramente avrebbero capito le difficoltà di una ditta che costruisce un albergo ma non riesce a farlo funzionare... A parte che "A vess tropp bon sa passa par coion", credo che sia oltremodo offensivo nei confronti dei cittadini far credere che un'operazione immobiliare, di chiaro interesse privato, sia un'"opportunità" per la città, inerpicandosi su cime tipo "non si può dire che lì è Garbatola" o "evitiamo i campanilismi,Garbatola e Nerviano sono la stessa cosa e le opere di compensazione vengono fatte a Nerviano". Bhe, io non ho dogmi e ho poche convinzioni, ma ribadisco ciò che ho scritto in tempi non sospetti (marzo 2007...): "Il Fungo è stato autorizzato come albergo e come tale lo facciano funzionare! Altrimenti lo demoliscano e ci piantino degli alberi." E tanti auguri al Sindaco!