sabato 19 gennaio 2008

Le grandi manifatture e il medio Olona tra XIX e XX secolo [part.4]











Dopo questa prima fase, a partire dalla seconda metà del XIX secolo nella pianura asciutta a nord di Milano, lungo l’asse che collega storicamente la Lombardia con il nord Europa, tra Rho e Busto Arsizio le manifatture più piccole vennero unite a quelle più grandi e iniziò la seconda fase, quella dell’industrializzazione del sistema produttivo e della fondazione dei grandi cotonifici. Tra le industrie del legnanese la più importante fu certamente il Cotonificio fondato da Eugenio Cantoni[1], quindi le aziende di Antonio Bernocchi[2] e delle famiglie Dell’Acqua e Lampugnani. Tra la fine dell’Ottocento e la prima guerra mondiale gli antichi borghi agricoli dell’Altomilanese si trasformarono quasi completamente in paesi e città industriali, moltissimi contadini abbandonarono i campi per l’industria e il territorio per l’ennesima volta si trasformò in modo radicale.

Questi importanti cambiamenti interessarono anche Nerviano. Sul finire dell’ottocento infatti Felice Gajo[3], abbandonati gli studi come tanti altri coetanei per iniziare la carriera di industriale, sposò Ida Lampugnani e divenne imprenditore del cotonificio di famiglia. Gajo iniziò una grande politica di espansione e attorno al 1900 acquistò il cotonificio Gadda di Parabiago, trasformando la ditta in Manifatture Riunite. Poco dopo acquistò anche il Cotonificio Muggiani di Rho, che aveva sedi anche a Busto Arsizio, Trecate e Verbania, e ribattezzò l’intera impresa in Unione Manifatture e lungo l’Olona, tra Nerviano e Parabiago, fu fondata la nuova sede – oggi conosciuta a Nerviano anche come area ex Catisa –.

Nel 1949 i BBPR[4] progettarono e realizzarono a Nerviano un ampliamento dello Stabilimento tessile dell’Unione Manifatture. Del progetto è stata poi costruita solo una parte. La nuova costruzione incorporava una parte preesistente, degli inizi del XX secolo, ed era concepita per il ciclo completo della lavorazione del cotone. Accanto all'edificio dei BBPR fu costruita una nuova garnde centrale termica.

















[1] Eugenio Cantoni (Gallarate, 1820 - 1887) successe al padre Costanzo alla guida del Cotonificio Cantoni. Dopo lunghi soggiorni in Svizzera, Germania e Inghilterra tornato in Italia partecipò all’expo di Parigi del 1869 dove presentò un innovativo sistema di tintoria meccanico a ciclo continuo e vinse la medaglia d’oro. Nel 1872 il Cotonificio si trasformò in società per azioni controllata dalla famiglia Cantoni. Morì nel 1887.

[2] Antonio Bernocchi (Castellanza, 1859 – Milano, 1930) nacque da una famiglia povera non riuscì a diplomarsi. Verso il 1865 il padre fondò una piccola attività di candeggio a Legnano e a 15 anni iniziò a collaborare alla piccola attività. Nel 1898 la famiglia Bernocchi fondò a Legnano uno stabilimento tessile e nel 1935 la Società Antonio Bernocchi dopo la costruzione di altri stabilimenti, a Nerviano, Cerro Maggior, Angera, Besnate e Cogozzo, contava 3.800 telai meccanici e 135 unità di tintoria.

[3] Felice Gajo (Canegrate, 1861 – Parabiago, 1935) nacque da Natale Gajo e Amalia Taglioretti, una modesta famiglia di Canegrate. Non riuscì a diplomarsi e iniziò a lavorare come addetto alla contabilità, quindi come addetto commerciale. Sposando Ida Lampugnani abbandonò il lavoro per divenire socio del cognato Ing. Adolfo Lampugnani titolare di una ditta tessile in Villastanza, frazione di Parabiago. Le sue capacità imprenditoriali lo portarono a fondare nuove filiali a Nerviano, S. Ilario di Nerviano, S. Lorenzo di Parabiago, Cantalupo e Pogliano. Fu più volte sindaco di Parabiago tra il 1900 e il 1926, e Potestà dal 1927 al 1935, nel 1934 venne nominato Senatore del Regno.

[4] Studio di Architettura milanese fondato nel 1932 da Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers. Uno degli studi più importanti del XX secolo per intensità del lavoro, per l’importanza dei progetti e per la presenza di E.N. Rogers – architetto e critico tra i più importanti del novecento –.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Per precisione: la ex centrale termica dell'Unione Manifatture è stata progettata non a inizio secolo ma nel 1947 (e realizzata subito dopo, in contemporanea con i capannoni di BBPR) ad opera dell'architetto Obermeier. Va inoltre detto che una parte dei capannoni progettati da BBPR furono abbattuti alla fine degli anni '80 inizio anni '90 ed erano situati verso l'incrocio di via Marzorati con via Pasubio.

Fabio Pravettoni ha detto...

Grazie della precisazione, sempre ben accetta.
Invito Sergio pubblicamente, se vuole, a dare una mano agli studenti che stanno lavorando, o che inizieranno a lavorare, sul tema dell'Unione Manifatture. Ringrazio e saluto.

Fabio Pravettoni ha detto...

Caro Sergio ma sei sicuro che Obermeier sia stato un architetto? Lo sto cercando da giorni e non si trova da nessuna parte alcuna traccia del suo lavoro. Siamo così sicuri che la centrale termica sia così importante?

Anonimo ha detto...

Architetto o ingegnere, poco rileva. Come credo che poco interessi se sia stato un "grande". La mia modesta opinione è che la centrale sia interessante per i suoi volumi, per la sua imponenza, per la possibilità di utilizzo degli spazi interni e per la familiarità (non voglio abusare del termine "storicizzazione") che la sua presenza rappresenta per me da sempre e per Nerviano da decenni. Non credo comunque che sia il "nome" a dare importanza all'opera (magari lustro), d'altra parte - non mi si consideri blasfemo per l'irriverente accostamento - non conosciamo il nome di chi progettò il Monastero degli Olivetani, eppure...
Se posso esserti di aiuto, volentieri. saluti